Nuova alleanza tra genetica e vite?

Nuova alleanza tra genetica e vite?


Mantenere o addirittura incrementare gli elevati standard qualitativi del nostro vino, adeguando le viti ai nuovi scenari climatici nel pieno rispetto della natura, è l’obiettivo della viticoltura italiana nel prossimo futuro. Di questo si discuterà nell’incontro “Verso una nuova alleanza tra genetica e vite”, che si svolgerà il prossimo Venerdì 4 marzo, a partire dalle ore 10, presso la sede del CREA Viticoltura, via Casoni, n. 13/A, Susegana (TV).

In questi ultimi anni la ricerca in viticoltura ha sviluppato una intensa attività, raggiungendo progressi impensabili sino a poco tempo fa. I risultati ottenuti si indirizzano verso il concreto raggiungimento di un modello viticolo italiano pienamente in armonia con la valorizzazione dell’ambiente, con i nuovi scenari climatici e con un alto livello qualitativo.

Nonostante questi risultati, altri si impongono al settore viticolo e tra questi lo sforzo va mirato al contenimento dell’uso degli agrofarmaci, stante la necessità di rendere il settore viticolo meno vincolato al loro uso. A questa necessità viene incontro la genetica che grazie a nuove acquisizioni, contribuisce a rendere più attuali e celeri le tecniche tradizionali di miglioramento genetico (transgenesi, mutazioni indotte, etc). Queste nuove acquisizioni consentono infatti di gestire in modo nuovo l’approccio al miglioramento varietale, grazie ad una evoluzione corretta e mirata dei metodi genetici da sempre applicati alla vite. Sul piano concreto l’obiettivo è di rendere le attuali varietà di uva da vino e da tavola resistenti alle principali malattie (oidio e peronospora). Questo significa migliorare la qualità e la salubrità del prodotto nel rispetto dell’ambiente. Da questo ne trarranno vantaggio il consumatore, i produttori e gli abitanti delle aree produttive in generale.

Per la viticoltura italiana questa è una nuova fase che vuole imporsi come modello produttivo a livello internazionale attraverso una nuova alleanza tra genetica e viticoltura. Questi nuovi strumenti ed obiettivi verranno discussi nel corso del convegno, evidenziando non solo gli aspetti scientifici, ma soprattutto coinvolgendo i principali attori del mondo del vino. 

Su questo tema l'Associazione nazionale delle Città del Vino, che condivide da sempre le preoccupazioni sulla coltivazione e l’impiego degli organismi geneticamente modificati, ha pubblicato una sua riflessione che guarda con attenzione e prudenza al “genome editing” ma chiede con fermezza che anche per le nuove pratiche di ingegneria genetica siano adottati principi di precauzione e di valutazione dei rischi su salute e ambiente, massima trasparenza al consumatore e tutela della sovranità alimentare dei popoli.

Flyer convegno genetica