Valorizziamo i paesaggi rurali storici delle Città del Vino

Valorizziamo i paesaggi rurali storici delle  Città del Vino


La Carta della Qualità delle Città del Vino pone al primo posto, nel decalogo dei requisiti che fanno di una CdV una città speciale e diversa, la tutela del paesaggio del vino. Tra gli strumenti di salvaguardia indica l'adozione di metodologie urbanistiche che operino in modo che lo sviluppo urbano o quello legato alle attività produttive siano coerenti con la tradizione agricola locale. Principi ribaditi sia dalle linee guida del Piano Regolatore delle Città del Vino, incentrato sul rispetto della qualità del territorio e della vita della comunità, sia dallo spirito che anima l'Itinerario Culturale Europeo Iter Vitis, nato proprio per valorizzare il paesaggio viticolo in quanto patrimonio - materiale ed immateriale - della comunità, segni che possono essere letti e vissuti e che costituiscono una componente essenziale della storia di un territorio.

E' quindi con grandissima attenzione e interesse che l'Associazione guarda all’Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali, istituito dal Ministero delle politiche agricole per censire i territori, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali ritenute di particolare valore, preservarne la diversità bio-culturale e promuovere le attività di ricerca che approfondiscono i valori connessi con il paesaggio rurale e la sua salvaguardia, gestione e pianificazione. E propone ai suoi associati di valutare le potenzialità di questo radicale cambiamento di visione, che pone l’uomo al centro del contesto agricolo non più come soggetto che turba l’ecosistema esistente con una forma di agricoltura intensiva ma, al contrario, come artefice principale nel mantenimento della biodiversità e nella conservazione del paesaggio. L'inserimento nel Registro può tra l'altro portare, qualora ne ricorrano le condizioni, a ulteriori forme di tutela e valorizzazione sotto l'egida dell'UNESCO, come la candidatura all’iscrizione nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, alla Rete UNESCO delle Riserve di Biosfera o alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale.

Le "Colline vitate del Soave"e "Le Colline di Conegliano Valdobbiadene - Paesaggio del Prosecco Superiore" sono, insieme a "I Paesaggi Silvo pastorali di Moscheta", i primi tre iscritti al Registro. In attesa di una decisione dell'Osservatorio sono invece Alpeggi della Raschera (Anno 2016), Isola Comacina e Zoca d'Oli, Alti pascoli della Lessinia, Trequanda, Tocco da Casauria, Fossacesia, Lamole, Fibianello del comune di Semproniano, Transumanza, Suvereto - Area collinare di Belvedere, Area rurale sottostante Monticchiello, Città Sant'Angelo, Contrada Calapina, Maiolati Spontini (5 paesaggi), Vigneto Valle d'Aosta, Fascia pedemontana olivata Assisi-Spoleto, Jazzo del Termite - Ruvo di Puglia, Media bassa Val Graveglia - Genova, Val di Togno, UTOE Montepulciano, Venafro, Vinci, Dune Costiere, Comune di Arco, Cassano Ionio, Brisighella, Sito olivicolo di Raiano, Paesaggio Pietra a secco - Pantelleria, Valle Lanaitho, Castelplanio (2 paesaggi), Ulivi monumentali del Gattopardo - Ficarra, Ulivi monumentali di Campolongo - Catanzaro, Belvedere del Piceno - Ripatransone, Oliveti di Montisi - San Giovanni d'Asso (Anno 2015), Bosco di Sant'Antonio, Castagneti monumentali dello Scesta, Montagnola Senese Spannocchia, Valli e colline terrazzate del vino Valpolicella, Bosco di Santo Pietro, Paesaggi agrosilvopastorali montagna Ganzaria, Campidano Vitato, La Transumanza, Le Biancane della Val d'Orcia, Vigneti terrazzati della Valtellina e Vigneti Terrazzati della Val di Cembra (Anno 2014).

Come è evidente dall'elenco, molti sono già i paesaggi legati alla cultura della vite e del vino candidati ad ottenere il riconoscimento, ma molti altri ancora, magari coincidenti con aree o parte di aree di produzione di una denominazione di origine controllata, meritano di essere inseriti nell’inventario nazionale degli ambiti locali caratterizzati da un’agricoltura sostenibile, rispettosa della storia e delle tradizioni, e al tempo stesso economicamente vitale, e da questo inserimento potrebbero ricavare spunti e strumenti per la propria salvaguardia e riqualificazione.

L'Associazione delle Città del Vino si propone allora come punto di riferimento per i suoi associati offrendo sostegno e consulenza nell'individuazione delle caratteristiche richieste dall'Osservatorio e nella raccolta e messa a punto della documentazione di supporto alla procedura. Il primo passo sarà quello di lanciare un censimento su scala nazionale dei paesaggi viticoli che potrebbero essere iscritti nel Registro, cioè una prima fase di ricognizione rivolta alla individuazione di aree da sottoporre a successiva e più approfondita valutazione tenendo conto dei criteri di ammissibilità - disponibili sul sito Rete Rurale Nazionale - diretti a definire la significatività, integrità e vulnerabilità delle aree e delle pratiche tenendo conto sia di valutazioni scientifiche, sia dei valori che sono loro attribuiti dalle comunità, dai soggetti e dalle popolazioni interessate. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 

 

 

REGISTRO NAZIONALE DEI PAESAGGI RURALI STORICI

(Decreto Ministeriale n. 17070/12)

CRITERI DI AMMISSIBILITÀ: significatività, integrità e vulnerabilità dei paesaggi rurali tradizionali o di interesse storico, delle pratiche e delle conoscenze tradizionali correlate presenti sul territorio nazionale.

TEMPISTICA:

  • Entro il 1 marzo di ogni anno: il Mipaaf e le Regioni raccolgono e trasmettono all' Osservatorio Nazionale dei Paesaggi rurali le schede di segnalazione.

  • Entro il 1 aprile di ogni anno: l'Osservatorio, ove ne ravvisi la necessità, può chiedere integrazioni o chiarimenti al proponente, può richiedere un parere scientifico agli Enti ed Istituti di ricerca vigilati dal Mipaaf, e può sentire altre Istituzioni specializzate, nonché esperti e operatori del settore di comprovata esperienza.

  • Entro il 15 settembre di ogni anno: l'Osservatorio valuta, a maggioranza, le candidature e decide se iscriverle o meno nel Registro Nazionale

  • Entro il 30 settembre di ogni anno: con decreto del Ministro, sono iscritti al Registro Nazionale i paesaggi rurali, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali valutati positivamente dall'Osservatorio, nonché, qualora abbiamo perse le caratteristiche originarie, le loro eventuali cancellazioni.

ATTIVITA’ CHE PRECEDONO LA CANDIDATURA:Invio di una scheda di segnalazione contenente: Nome del paesaggio proposto, Ubicazione, estensione, comuni interessati, Stato attuale della proprietà fondiaria, Descrizione degli elementi di significatività del paesaggio storico, Descrizione delle pratiche tradizionali, Descrizione dell’integrità, Descrizione degli elementi di vulnerabilità, Documentazione fotografica.

ATTIVITÀ PRELIMINARI ALLA PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DI RICONOSCIMENTO:1) definizione di un comitato che organizzi la proposta (non appena l’ONP avrà vagliato positivamente la scheda di segnalazione); 2) nomina di un coordinatore della proposta; 3) compilazione di una lista di supporter o stakelholders (imprese agricole, associazioni locali, istituzioni, ecc. ).

DOSSIER DI CANDIDATURA: Motivazioni di carattere generale, Identificazione dell’area oggetto della candidatura, Descrizione della significatività (persistenza, unicità, integrità), Descrizione della vulnerabilità (fragilità intrinseca degli assetti paesaggistici, vulnerabilità degli elementi materiali del patrimonio culturale, vulnerabilità degli elementi naturali del patrimonio culturale, vulnerabilità degli elementi associati alle conoscenze tradizionali ed alle attività socioeconomiche, attività agricole, attività forestali, imboschimenti naturali o artificiali, interventi di edilizia rurale, insediamenti urbani e industriali, realizzazione di infrastrutture, struttura sociale, attività turistiche, assetto irriguo e idraulico), Descrizione dell’assetto economico e produttivo, Aspetti tecnici, compositivi e visivi, Attività di conservazione e promozione della civiltà contadina e del paesaggio rurale, Cartografie e Analisi VASA.

INFO: www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13826