Le Città del Vino al Biogeosciences and wine di Vienna

Le Città del Vino al Biogeosciences and wine di Vienna


Le Città del Vino italiane saranno presenti all'European Geosciences Union General Assembly 2016, che si terrà a Vienna dal 17 al 22 aprile. L'Assemblea, che riunirà studiosi provenienti da tutto il mondo, mira ad offrire un forum dove gli scienziati, in particolare ricercatori all'inizio della carriera, possano presentare il loro lavoro e discutere le loro idee con esperti in tutti i campi delle scienze della terra, planetarie e spaziali. All'interno del nutrito programma di eventi scientifici ed interdisciplinari, una intera sessione sarà dedicata a “Biogeosciences and wine: Management-related and environmental processes that influence the vineyard ecosystem”.

 

Il concetto di terroir è diventato popolare in molte parti del mondo e, essendo l'Europa un importante produttore mondiale di vino, la vigna come ecosistema agricolo è una parte rilevante di molti campi coltivati. I terreni sono i principali attori - in molti modi diversi - all'interno di questo ecosistema e clima, geologia, geomorfologia e suolo sono i principali fattori ambientali, oltre alla gestione, che determinano l'effetto terroir a più livelli.

A causa sia di una maggiore necessità di comprendere meglio le variazioni locali dei siti vitivinicoli sia dello sviluppo delle tecnologie analitiche degli spazi, lo studio del terroir si è spostato da una scienza regionale in gran parte descrittiva a un campo di ricerca maggiormente tecnica e applicata. Nello stesso modo, sensibilizzare l'opinione pubblica al funzionamento degli ecosistemi ha portato ad approcci più quantitativi nell'evidenziare le relazioni nei vigneti tra la gestione e i servizi ecosistemici. Il simposio si concentrerà quindi sui diversi aspetti della ricerca relativamente a questi temi:

  • quantificazione delle influenze dei componenti del terreno sulla crescita delle piante, sulla composizione dei frutti e sulla qualità, soprattutto esaminando le relazioni clima-suolo-acqua;

  • l'approccio metagenomico per svelare i cicli biogeochimici sia di macro che di micronutrienti, la diversità funzionale dei territori e le “impronte digitali” locali (esaminando la “firma” chimica dei prodotti per l'autenticazione);

  • l'interazione tra le pratiche di gestione dei vigneti e gli effetti sulla qualità del suolo e dell'acqua, nonché la biodiversità e i servizi ecosistemici connessi.

 

L'Associazione parteciperà a questa sessione con un contributo dal titolo “Gestione e sviluppo del territorio all'insegna della green economy: pianificazione, paesaggio, efficientamento, biodiversità”. Promuovere la sostenibilità dello sviluppo economico è alla base della Green Economy, una nuova visione delle politiche agricole, ambientali e del territorio condivisa dal mondo del vino soprattutto su alcuni nodi cruciali, quali riduzione del consumo del suolo agricolo e della sua cementificazione, riconoscimento del verde agricolo come spazio produttivo economicamente rilevante, diffusione dell’agricoltura biologica, adozione di buone pratiche agronomiche.

Sostenibilità, infatti, non vuol dire solo l’impiego di strumenti di analisi (carbonfoot print, waterfoot print, ecc.) ma innovazioni da introdurre nell’intero processo produttivo, tutela della biodiversità, etica del lavoro in vigna e in cantina. Significa disseminare quanto più possibile tutte quelle pratiche che possono consentire una più efficace gestione del territorio anche alla luce dei recenti cambiamenti climatici: introduzione delle agroenergie e dell'agricoltura di precisione, razionalizzazione dell’uso delle risorse idriche, creazione di un osservatorio sulle temperature e di un sistema cartografico interattivo, zonazione viticola e pianificazione comunale per rendere concreto l’equilibrio tra vitalità agronomica e qualità paesaggistica.

Realizzare per esempio una mappatura geopedologica regionale del suolo agrario che consenta alle aziende di visualizzare ed accedere in tempo reale a tutti i dati necessari per una conduzione sostenibile dei fondi, non solo costituirebbe un importante strumento di supporto alle scelte tecniche degli agricoltori per stimolare il potenziale di un terreno ed ottimizzare le produzioni anche in relazione alla attuale crisi climatica, ma avrebbe un forte impatto in termini di gestione e risparmio delle risorse idriche ed energetiche, impiego dei fitofarmaci, controllo e messa in sicurezza del territorio.

Una forte efficacia in questo contesto va riconosciuta ai Piani Regolatori delle Città del Vino, sviluppatisi a partire dal 2007 sulla base delle indicazioni messe a punto dall'Associazione nazionale delle Città del Vino per valorizzare i comprensori vitivinicoli di qualità nella disciplina territoriale ed urbanistica. I fondamenti di questo strumento multidisciplinare poggiano infatti su:

  • conoscenza approfondita delle caratteristiche del territorio vitivinicolo;

  • unitarietà e conservazione del paesaggi basate sul recupero dell’esistente e sulle trasformazioni delle strutture edilizie connesse all’economia e alla cultura del vino;

  • rapporto tra le zone di interesse vitivinicolo con il territorio e le sue infrastrutture;

  • partecipazione al processo di programmazione territoriale degli operatori, delle amministrazioni e dell’intera comunità locale;

  • rapporto tra vino e paesaggio, misure di adattamento al deterioramento climatico, fonti di energia rinnovabile e efficientamento energetico;

  • aggiornamento delle tecniche per gestire il vigneto, qualità dell'architettura rurale, nuove forme dell’abitare rurale.

La conoscenza approfondita delle caratteristiche del territorio vitivinicolo passa, in particolare, attraverso:

  • la zonazione viticola - cioè l’individuazione delle famiglie di terroirs più o meno vocate alla qualità dei vini - che ha ormai una sua metodologia di studio pluridisciplinare del clima, del terreno, delle interazioni dei vitigni con l’ambiente (Carta delle vocazioni agroforestali, viticole e non);

  • la classificazione dei suoli - a partire dalla struttura geomorfologica, dalla pedologia, dalla clivometria e dall’uso - per grado di vulnerabilità a fattori degenerativi come erosione, franosità, inondabilità, rischio di ristagno d’acque (Carta della capacità d'uso dei suoli);

  • l'evidenziazione - dall’analisi degli elementi che costituiscono gli ecosistemi (flora e fauna locali, biodiversità, specificità ecosistemiche, coperture forestali, prati e pascoli, altre colture, reti ecologiche) - degli elementi e degli ambiti di interesse, delle connessioni e delle potenzialità ai fini del progetto di una rete ecologica locale (Carta degli equilibri ecosistemici);

  • l'identificazione delle unità paesistiche, a partire dall’analisi di tipologie, elementi costitutivi, morfologia del paesaggio urbano e rurale, processi di decontestualizzazione, intrusioni, ecc. (Carta dei valori paesistici).

I risultati finora già raggiunti dai Comuni italiani che li hanno adottati saranno a breve potenziati dall'ampliamento delle linee metodologiche a nuovi temi come l'accessibilità al territorio vitivinicolo, il rafforzamento della partecipazione e del presidio territoriale, la promozione del prodotto vino come parte integrante del local food planning, lo sviluppo di pratiche di pianificazione nell’ambito del processo di riforma istituzionale, la stima dell’impatto socio-economico.

Abstract ancv per biogeosciences and win