I Sindaci del Prosecco Superiore Docg scrivono ai produttori: "limitate l'uso dei fitofarmaci nelle vigne"

I Sindaci del Prosecco Superiore Docg scrivono ai produttori:


APPELLO DEI SINDACI DEI QUINDICI COMUNI DELL'AREA DEL PROSECCO SUPERIORE DOCG CONEGLIANO VALDOBBIADENE ALLE AZIENDE VITIVINICOLE PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE

Una lettera, quindici firme: quelle dei Sindaci delle Città dell’area Docg Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene che per tutto il 2016 sono riuniti sotto l’egida della Città del Vino d’Europa. Hanno scritto ai loro produttori vitivinicoli, invitandoli a limitare il più possibile l’uso della chimica per la protezione delle vigne e per le attività di diserbo.

L’invito dei Sindaci ai produttori vitivinicoli è, sostanzialmente, quello di limitare al massimo l’uso dei prodotti chimici di sintesi affinché sia garantita la salubrità dell’ambiente, degli stessi agricoltori e degli animali, potendo utilizzare metodi alternativi, meno invasisi ed inquinanti dell’aria e delle falde acquifere; prodotti che, tra l’altro, impoveriscono anche la fertilità della terra.

La qualità del Prosecco in queste terre è Superiore, scrivono i quindici primi cittadini (Floriano Zambon, Conegliano; Luciano Fregonese, Valdobbiadene; Cristina Pin, Cison di Valmarino; Edoardo Scarpis, Colle Umberto; Giuseppe Nardi, Farra di Soligo; Mario Collet, Follina; Angela Colmellere, Miane; Stefano Soldan, Pieve di Soligo; Loredana Collodel, Refrontolo; Loris Dalto, San Pietro di Feletto; Guido Dussin, San Vendemiano; Vincenza Scarpa, Susegana; Gianangelo Bof, Tarzo; Albino Cordiali, Vidor; Roberto Tonon, Vittorio Veneto) non solo perché lo stabilisce il disciplinare della Docg, ma soprattutto grazie “alla vostra caparbietà e capacità, nonostante le difficoltà morfologiche delle nostre colline, che da secoli hanno contribuito a disegnare il paesaggio vitato rendendolo un patrimonio riconosciuto a livello mondiale”. Una superiorità determinata anche dal “sostenere oneri e fatiche che sono la vera motivazione”.

L’innovazione tecnologica – scrivono ancora i Sindaci – e la ricerca devono continuare ad essere di supporto al lavoro dei viticoltori e alla salvaguardia del territorio; “con l’avvicinarsi della primavera e i primi rialzi termici diventa importante anche per noi Amministratori, affrontare il tema riguardante il diserbo chimico del sottofila. La ricerca tecnologica permette oggi, in alcuni casi, alternative all’applicazione di erbicidi chimici grazie all’utilizzo di specifiche attrezzature per il diserbo meccanico e biologico”.

I Sindaci sanno bene che chiedono agli agricoltori e ai viticoltori uno sforzo ulteriore, “ma siamo altrettanto certi – scrivono nella lettera – che siete voi i primi custodi del nostro patrimonio, tanto riconosciuto quanto oggetto di azioni denigratorie, certamente motivate dalla volontà di dequalificare i successi raggiunti dal Prosecco Superiore Docg nel mercato mondiale”.

“I quindici Comuni hanno, tra l’altro, sottoscritto  già dal 2010, un’intesa per l’applicazione di un Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale, costantemente aggiornato, dove sono specificate le linee guida sull’uso dei fitofarmaci e della gestione del territorio rurale nell’area della Docg Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene, prima esperienza italiana e presa a riferimento dall’Associazione Nazionale Città del Vino e promossa in  altre aree vitivinicole nazionali. Questa esperienza ha fatto da volano ad una serie di iniziative di ricerca e di innovazione coinvolgendo le realtà competenti del settore, iniziative che stanno portando progressivamente ad una coltivazione sostenibile della vite e di alta qualità, dove i produttori agricoli sono fortemente sensibilizzati a seguire questo programma ai quali va dato merito dei progressi ottenuti” afferma Benedetto De Pizzol, assessore al Comune di San Pietro di Feletto e Coordinatore delle Città del Vino del Veneto. Che ricorda: “questa lettera vuol ribadire l’importanza di essere Città del Vino d’Europa 2016, con tutte le implicazioni che questo comporta in termini di comunicazione e di promozione del territorio non solo in chiave turistica ed enogastronomica, ma anche per ribadire che le buone pratiche hanno un importanza strategica per la qualità della vita di tutti”.