Un nuovo disciplinare nel segno della qualità per la Doc Trentino

Un nuovo disciplinare nel segno della qualità per la Doc Trentino


E' in fase di discussione in questi giorni la riforma del disciplinare del Trentino Doc, per il quale è prevista, il prossimo 30 marzo, un'audizione accertativa fra tutte le municipalità coinvolte della Provincia di Trento. Pur contemplando diversi punti di forza, la bozza di riforma in esame presenta alcune criticità che sono state evidenziate dal Coordinamento Regionale del Trentino Alto Adige dell'Associazione Nazionale delle Città del Vino, in una nota cui hanno già aderito la Confraternita della Vite e del Vino di Trento, ONAV Sezione di Trento, Skywine Quaderni di Viticultura, Andrea Aldrighetti (Sommelier Enophilia Wine & Spirit) e i giornalisti Angelo Carrillo, Guido de Mozzi, Sergio Ferrari e Walter Nicoletti. L'idea è quella di sollecitare il Consorzio Vini del Trentino a riprendere in mano l'iter per provare ad introdurre delle migliorie sul fronte dei quantitativi, in una visione più generale, magari, di riconoscimento di una DOCG.

Le Città del Vino condividono pienamente queste considerazioni sull'impianto del disciplinare, che se da una parte valorizza le produzioni autoctone e il territorio, dall'altra è suscettibile di ulteriori approfondimenti soprattutto sul tema della produttività massima e del riconoscimento del carattere di viticoltura di montagna per le produzioni trentine.

Il nostro Statuto - sottolinea Floriano Zambon, Presidente Associazione Nazionale Città del Vino - pone tra i presupposti imprescindibili per ogni possibile politica di crescita e sviluppo proprio la tutela della qualità dei prodotti e dei territori. E in questa direzione sembrano andare le novità contenute nella proposta di disciplinare del Trentino Doc, in particolare per quanto riguarda l'ampliamento delle tipologie tutelate, la conferma dello strumento delle sottozone e la rigorosa regolamentazione della pratica degli appassimenti nella lavorazione delle uve Marzemino. Ma è senza dubbio opportuno, alla stregua di quanto avviene in altre regioni dell'arco alpino come la Valle d'Aosta e l'Alto Adige, rafforzare ulteriormente la valorizzazione della territorialità e della qualità della viticoltura di questa zona,caratterizzata da un'incredibile sfaccettatura di aree climatiche, suoli, uve, sistemi di allevamento e stili produttivi e, contemporaneamente, da una coralità produttiva fortemente legata all'identità territoriale”.

 

 

PER UNA VITIVINICOLTURA DI QUALITÀ

NOTE E CONSIDERAZIONI SULLA RIFORMA DEL DISCIPLINARE

TRENTINO DOC

(A cura del Coordinamento Regionale del Trentino Alto Adige dell'Associazione Nazionale Città del Vino)

 

PREMESSA

L'Associazione Nazionale Città del Vino, di cui è articolazione locale il Coordinamento Regionale del Trentino Alto Adige, riconosce il valore intrinseco del paesaggio vitato, dell'economia della vite e della filiera vino come patrimonio collettivo delle municipalità.

Si richiama il preambolo dello Statuto che recita: “...La tutela della qualità dei prodotti (vino e produzioni tipiche locali) e della qualità dei territori (ambiente, paesaggio, qualità della vita), la loro valorizzazione e promozione sono i presupposti imprescindibili per ogni possibile politica di crescita e sviluppo, quindi devono essere punti fondanti dell’azione della pubblica amministrazione e delle imprese”.

Principi ispirativi, questi, che trovano concretezza anche nell'art. 3, che impegna l'associazione a operare per: “...sostenere e sviluppare la qualità delle produzioni e dei territori delle città del vino, tramite iniziative e servizi nel campo della tutela, del sostegno allo sviluppo, della promozione e dell’informazione. In particolare, l’Associazione opera per valorizzare e tutelare la vitivinicoltura di qualità, i vitigni autoctoni e antichi, l’architettura e le pratiche di coltivazione tradizionale, il paesaggio, i prodotti tipici locali, evitando il ricorso agli OGM; sensibilizzare e coinvolgere direttamente le persone alla cura, tutela e valorizzazione del territorio come patrimonio comune e bene culturale e identitario”.

Sulla base di queste premesse, il Coordinamento Regionale TAA delle Città del vino, esprime alcune valutazioni di merito sulla bozza di riforma del disciplinare DOC TRENTINO, il cui iter di riforma è iniziato nel 2012 e che il prossimo 30 marzo 2016 sarà oggetto di un'audizione accertativa presso le Municipalità della provincia di Trento.

Il coordinamento regionale del Trentino Alto Adige, dopo un approfondito dibattito interno, ha deciso di condividere queste riflessioni, quali contributo ad un dibattito allargato che consenta di giungere alla costruzione di uno strumento disciplinare che tuteli più efficacemente la vitivinicoltura di qualità, patrimonio e risorsa imprescindibile per lo sviluppo territoriale del Trentino.

CONSIDERAZIONI DI MERITO

A - I punti di forza

La bozza di riforma in esame, amplia lo spettro delle tipologie tutelate alla varietà Schiava (Gentile, Grossa e Grigia). Un passo in avanti che si giudica come estremamente significativo in un'ottica di valorizzazione delle esperienze dell'autoctonismo trentino.

Allo stesso modo, si giudica positivamente la conferma dello strumento delle sottozone, a cui si affida un ruolo fondamentale nella tutela delle esperienze territoriali, riconoscendo alla Valle di Cembra una specificità identitaria che raccorda saldamente il legame fra vitivinicoltura identitaria e territorio. Uno strumento che, a nostro parere, andrebbe esteso anche ad altre zone caratterizzate del Trentino, in particolare alla Valle Lagarina, alla Valle dei Laghi - Alto Garda e al conoide di Roverè della Luna.

Si considera estremamente positivo, anche alla luce delle pratiche enologiche che si sono diffuse negli ultimi anni in Valle Lagarina, il riconoscimento formale, e la rigorosa regolamentazione, della pratica degli appassimenti nella lavorazione delle uve Marzemino.

B - Le criticità

Pur riconoscendo l'inclinazione in senso territoriale della bozza in esame, nell'impianto del documento si colgono timidezze di fondo, che meriterebbero di essere superate, perché rischiano di allontanare vieppiù la viticoltura trentina dalle esperienze della viticoltura di qualità che caratterizzano il profilo delle regioni dell'arco alpino, come la Valle d'Aosta e l'Alto Adige. In particolare, si suggerisce un approfondimento rigoroso sul tema della produttività massima in campagna.

Si giudica ancora troppo debole, inoltre, il riconoscimento e la valorizzazione, attraverso definizioni altimetriche rigorose, del carattere di viticoltura di montagna per le produzioni trentine.

Resta sullo sfondo, pur con l'ammissione implicita ai fini dell'arricchimento migliorativo, il tema delle varietà resistenti e degli incroci interspecifici. Un tema, questo, che crediamo andrebbe affrontato con più coraggio.

CONCLUSIONI

Alla luce di queste note, si suggerisce a Consorzio Vini del Trentino un ragionevole ripensamento che, pur mantenendo le scelte positive adottate nella bozza di riforma, scelga senza tentennamenti la strada della tutela della territorialità, da concretizzarsi attraverso lo strumento delle sotto zone diffuse, e della valorizzazione della qualità, allineando la produttività in vigna a quantitativi che traducano in concreto il valore generalmente riconosciuto alla viticoltura alpina e di montagna, come è interpretata in Alto Adige e in Valle d'Aosta.

In questo senso, si invita Consorzio Vini del Trentino ad una revisione delle sue posizioni; una revisione che collochi il percorso di aggiustamento della Doc Trentino in un orizzonte di riforma complessiva del sistema delle denominazione locali, che a differenza del 2012 - incipit della riforma - oggi si rende ancora più necessaria anche in riferimento all'imminente e probabile entrata a regime della denominazione DOC delle Venezie, capace di attrarre verso di sé buona parte della produzione viticola del fondovalle; una riforma complessiva del sistema che si spinga fino alla valutazione della richiesta di riconoscimento della tutela garantita dallo strumento della DOCG.

 

HANNO ELABORATO QUESTO DOCUMENTO

Il Coordinamento Regionale del Trentino Alto Adige dell'Associazione Nazionale Città del Vino: Coordinatore Franco Nicolodi - Vicecoordinatore Federico Secchi - Consigliere Antonio Gottardi

Gli Ambasciatori delle Città del Vino: Tiziano Bianchi, Mario Mosna, Carlo Rossi, Nereo Pederzolli

 

HANNO ADERITO A QUESTO DOCUMENTO:

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTÀ DEL VINO

Presidente Floriano Zambon

Direttore Paolo Benvenuti

CONFRATERNITA DELLA VITE E DEL VINO - Trento

ONAV Sezione di Trento

SKYWINE QUADERNI DI VITICULTURA

Andrea Aldrighetti - Sommelier Enophilia Wine & Spirit

Angelo Carrillo - Giornalista

Guido de Mozzi - Giornalista

Sergio Ferrari - Giornalista

Renato Filippo - Sommelier

Walter Nicoletti - Giornalista

 

 

Per una vitivinicoltura di qualit acdv 4