No idrocarburi, la Regione Piemonte dice no alle perforazioni nelle colline novaresi

No idrocarburi, la Regione Piemonte dice no alle perforazioni nelle colline novaresi


I territori rurali dell’area novarese dove insistono prestigiose denominazioni di origine dei vini non saranno perforate per ricercare idrocarburi. Lo ha deciso nei giorni scorsi la Giunta della Regione Piemonte che ha espresso parere negativo negando il "permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gasssosi "Carisio" e alla realizzazione di un pozzo esplorativo nel comune di Carpignano Sesia (Novara), su richiesta della Società Eni spa avanzata nel dicembre 2014.

Alla Conferenza dei servizi, oltre alla province di Novara e Vercelli e altri Enti competenti territorialmente, erano presenti il Comune di Carpignano Sesia ed i Comuni confinanti tra cui le Città del Vino di Sizzano, Briona, Fara Novarese e Ghemme che avevano già espresso la loro contrarietà all'iniziativa, con delibere di Consiglio comunale o di Giunta, cosi come altri numerosi Comuni dell'area novarese e vercellese, tra cui anche le Città del Vino di Romagnano Sesia e Gattinara. Contro le perforazioni si era espressa anche l’Associazione Nazionale Città del Vino, rappresentata dal Coordinatore regionale Stefano Vercelloni (vice sindaco di Sizzano) nel corso di una pubblica audizione tenutasi il 16 febbraio 2015 presso la Regione Piemonte, a Torino.

I sindaci dei territori a forte vocazione vitivinicola, infatti, hanno fin da subito preso posizione contro la richiesta di effettuare perforazioni per la ricerca di idrocarburi; un coro unanime che ha evidenziato l’alto rischio di inquinamento delle falde acquifere superficiali e profonde, in particolare quelle riservate al consumo umano, possibili danni alla salute causate dalle emissioni durante e dopo le fasi di perforazione, danni all’immagine del settore agroalimentare del territorio, rischio di danni alle coltivazioni agricole e alle colture di pregio presenti nell’area, tra le quali spiccano molte denominazioni di origine dei vini di altra qualità, sia Doc che Docg.

“Abbiamo accolto la notizia con grande soddisfazione – afferma Stefano Vercelloni, vice sindaco di Sizzano e coordinatore delle Città del Vino del Piemonte – perché siamo sempre stati convinti che lo sviluppo economico delle nostre comunità debba basarsi su ben altro che non lo sfruttamento del territorio come richiesto dall’ENI, e per altro senza avere sufficienti garanzie sulla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, come sottolineano le relazioni degli organi competenti, come Asl ed Amministrazioni locali, chiamati ad esprimere il loro parere. Bene a suo tempo ha fatto l’Associazione Città del Vino a prendere posizione e a manifestare la sua vicinanza ai nostri Comuni del vino. La delibera della Giunta della Regione Piemonte è importante – aggiunge Vercelloni – perché specifica che la decisione è stata presa perché valutate negativamente le ''potenziali ricadute conseguenti alla realizzazione del progetto sull’assetto socio economico di un territorio particolarmente vocato alle produzioni agroalimentari e vitivinicole di pregio''; questo è il patrimonio che dobbiamo difendere e su questo occorre investire, in promozione e sviluppo, per fa conoscere le nostre qualità enogastronomiche ambientali e paesaggistiche”.