Continua il dibattito sul consumo del suolo

Continua il dibattito sul consumo del suolo


Riprendendo il tema del consumo del suolo, di scottante attualità e da tempo affrontato insieme all'Associazione delle Città del Vino, mi chiedo se sia il caso di varare una legge ad hoc, o piuttosto di inserire i principi fondamentali come modifiche alla legge urbanistica (n. 1150/1942) e al DPR 380 Testo unico dell'edilizia, per non aumentare la farragine normativa, già ipertrofica e neoplastica.

I principi irrinunciabili possono essere così sintetizzati:

- il suolo agrario è riservato a garantire la sicurezza e l'indipendenza alimentare ed energetica, la salvaguardia della risorsa idrica e l'equilibrio idrogeologico, pertanto non è disponibile per altri usi; ne deriva che il consumo di suolo non va "razionalizzato" o contingentato: va vietato;

- NO! a commissioni, comitati, intese, registri e altri inutili cascami burocratici;

- il suolo agrario è tutto ciò che si trova fuori dal perimetro dei centri abitati (elemento base degli strumenti urbanistici, da aggiornare rapidamente e da mantenere come "invariante strutturale permanente" del territorio);

- la città si sviluppa per saturazione, sostituzione, riqualificazione, riconversione, densificazione entro il perimetro dei centri abitati; si evita la saldatura degli abitati lungo le strade. 

- fuori dal perimetro dei centri abitati si può realizzare solo ciò che serve all'agricoltura e infrastrutture o edifici e attrezzature pubbliche che, per la loro intrinseca natura, non possono stare nei centri abitati.