Città del Vino studiata negli USA

Città del Vino studiata negli USA


Enoturismo: dagli USA quindici casi di studio intorno al mondo. Per l’Italia c’è l’Associazione Città del Vino
Le “buone pratiche” suggerite alle pubbliche amministrazioni per la gestione del territorio oggetto della ricerca a cura della Sonoma State University (California) in collaborazione con l’Università di Verona

Prestigioso riconoscimento per l’Associazione Città del Vino, che è stata “scelta” negli Stati Uniti come caso di studio, a livello mondiale, per rappresentare l’esperienza italiana nell’ambito delle “buone pratiche” nella promozione del turismo del vino, dal punto di vista degli enti locali e della gestione del territorio.

È, infatti, stato recentemente pubblicato il libro “Best Practices in Global Wine Tourism: 15 case studies from around the world” pubblicato da Miranda Press (Stati Uniti) e disponibile su www.amazon.it e nel circuito globale dei testi universitari: curatori del libro sono Liz Thach e Steve Charters, entrambi Master of Wine e professori in management e marketing del vino, rispettivamente, presso la Sonoma State University (California) e la Burgundy School of Business (Francia).

Il capitolo dedicato a Città del Vino “ITALY - Città del Vino: A National Effort to Promote Wine Tourism in Italy” è stato scritto da Roberta Capitello, Lara Agnoli, Ilenia Confente, Paolo Benvenuti e Iole Piscolla nell’ambito di una importante collaborazione tra l’Associazione Nazionale Città del Vino e il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Verona.

Il libro presenta 15 interessanti casi studio che accompagnano il lettore in un suggestivo viaggio intorno al mondo del turismo del vino spiegando sfide, problemi pratici, soluzioni e successi che le principali regioni vitivinicole - sia del Vecchio Mondo come Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e Austria, che del Nuovo Mondo come California, Nuova Zelanda, Australia, Canada, Argentina e Cina - hanno incontrato nell’organizzazione, gestione e promozione dell’ospitalità enoturistica.

Il libro descrive le diverse realtà vitivinicole da una molteplicità di punti di vista: da quello della singola cantina e del sistema d’imprese a quello delle imprese turistiche e delle istituzioni pubbliche.

Per questa ragione risulta particolarmente utile non solo per il mondo accademico e per gli studenti universitari, ma anche per le aziende vitivinicole che sono impegnate nel qualificare la loro capacità di accoglienza enoturistica, ma anche per le imprese di tutta la filiera, i professionisti che operano nell’ambito del turismo del vino, oltre che per i wine lovers.

Dopo aver presentato le principali caratteristiche del sistema vitivinicolo italiano, nonché i punti di forza e i punti di debolezza dell’ospitalità enoturistica in Italia, il capitolo dedicato al nostro Paese illustra come, grazie al ruolo dell’Associazione Città del Vino, sia notevolmente migliorato il lavoro sui territori anche da parte delle pubbliche amministrazioni locali, Comuni in testa, con l’obiettivo di promuovere il turismo del vino ed elevare gli standard di qualità dell’ospitalità nelle molteplici aree vitivinicole. Il caso di studio di Città del Vino ha anche evidenziato l’importanza strategica di stabilire delle partnership tra i vari soggetti interessati (produttori, ento locali, imprese turistiche, strutture ricettive, ecc.) per creare attività innovative ed eventi speciali rinnovando l’offerta enoturistica e l’interesse del visitatore.

AA.VV. – Best practices in global wine tourism – Pag. 326, cm. 18 x cm. 25, € 38,18.

Acquistabile su amazon.it.