Anche le bollicine di montagna al numero 50 di Vinitaly

Anche le bollicine di montagna al numero 50 di Vinitaly


Dal 10 al 13 aprile Verona torna capitale mondiale del vino con il Salone Internazionale del Vino e Distillati di Verona: la fiera, diventata ormai tradizione, giunge quest’anno alla cinquantesima edizione, a conferma dell’importanza che questo appuntamento riveste nel panorama globale delle manifestazioni di settore.

L’Istituto Trento Doc non mancherà alla quattro giorni veronese e sarà presente con uno spazio istituzionale collettivo presso il padiglione 3, stand E1. Visitatori e addetti ai lavori avranno così la possibilità di intraprendere un vero e proprio viaggio alla scoperta delle “bollicine di montagna”, seguiti dai sommelier dell’Istituto Trento Doc che li guideranno alla degustazione di una selezione di 43 etichette delle case spumantistiche aderenti.

Presso lo stand saranno inoltre organizzati alcuni incontri informali, aperti al pubblico, con giornalisti e opinion leader del settore, ai quali sarà affidato il compito di raccontare la propria esperienza Trentodoc.

Si inizia domenica 10 aprile alle 11.00 con Enzo Vizzari, Direttore delle Guide de L’Espresso. A seguire, alle 12.30, appuntamento con Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d’Italia Gambero Rosso. Alle 14.00 Nereo Pederzolli, degustatore Gambero Rosso e giornalista, sarà affidato l’ultimo intervento.

Lunedì 11 aprile, alle 11.30, Helmut K?cher, Presidente e fondatore di Merano WineFestival, sarà il primo ospite a prendere la parola, seguito alle 13.00 da Daniele Cernilli, Direttore di Doctor Wine. Sempre lunedì, appuntamento alle 14.30 presso lo stand dell’Istituto Trento Doc: verrà infatti annunciata ufficialmente la partnership triennale che legherà Trentodoc ad AIS - Associazione Italiana Sommelier - nell’ambito del concorso Miglior Sommelier d’Italia. Al vincitore verrà infatti conferito il Premio Trentodoc. Saranno presenti all’annuncio Enrico Zanoni, Presidente dell’Istituto Trento Doc, e Antonello Maietta, Presidente di AIS. L’accordo verrà suggellato con un calice Trentodoc.

Martedì 12 alle 11.30 sarà la volta di Michèle Shah, giornalista e critica di vini, alle 12.30 interverrà Alberto Lupini, Direttore di Italia a Tavola, mentre alle 13.30 chiuderà il ciclo di incontri Carlo Macchi, giornalista e Direttore di Wine Surf.

Tutti gli incontri saranno a ingresso libero fino ad esaurimento posti. E’ possibile prenotarsi fin d’ora. I visitatori dello stand dell’Istituto potranno inoltre condividere sui social la propria esperienza Trentodoc utilizzando l’hashtag #enjoytrentodoc.

Info e prenotazioni:Tel: +39 02 8733 4224 - istituto@trentodoc.com - www.trentodoc.com

 

Trentodoc, bollicine di montagna

La sua storia iniziò nei primi anni del ‘900 con Giulio Ferrari, studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, che dopo numerosi viaggi-studio in Francia, di rientro a Trento e per primo, nel cuore della città, diede il via alla sua produzione di metodo classico: piccola, ma di elevata qualità. Da allora molti lo seguirono, fino al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Trento” nel 1993, come prima in Italia riservata a un metodo classico. Trentodoc oggi unisce 43 produttori, è una realtà in costante crescita e ogni casa spumantistica persegue la sua personale filosofia, conferendo a questo metodo classico sfumature diverse, adatte a ogni gusto, occasione e abbinamento. Con un unico comun denominatore: la qualità.

Le viti adatte a diventare Trentodoc, prevalentemente coltivate a pergola trentina, crescono ad altitudini comprese tra i 200 e gli 800 metri, con un clima caratterizzato da notevoli escursioni termiche fra giorno e notte; viti e uva che una volta diventate vino, gli conferiscono come tratti distintivi eleganza, freschezza e persistenza. Trentodoc può anche fregiarsi oggi di una “carta di identità” che certifica la sua origine e il suo legame con il territorio, frutto di una ricerca della Fondazione Mach di San Michele all’Adige, in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

La qualità di Trentodoc “Bollicine di montagna” è affidata al disciplinare di produzione, che fissa rigidi canoni e controlli lungo tutta la filiera. Le uve dalle quali si ottiene sono Chardonnay, il cui vitigno è uno dei più coltivati in provincia (circa 26% della superficie vitata), Pinot nero, il Pinot bianco e Pinot meunier. La vendemmia è svolta manualmente e il “vino base” è affidato a una lenta maturazione in bottiglia, che varia da un minimo di 15 mesi a un minimo di 36 per la riserva ma arriva fino a 10 anni sui lieviti per i Trentodoc più raffinati ed evoluti. 

Il marchio collettivo Trentodoc nasce nel giugno del 2007, al termine di un percorso che ha coinvolto rappresentati del mondo produttivo, delle istituzioni (in primis la Provincia Autonoma di Trento e Trentino Marketing) e la Camera di Commercio di Trento. Le due “O” contenute nel marchio, vogliono simboleggiare il gesto del “remuage”, tipico del metodo classico. Ad occuparsi della promozione del marchio è l’Istituto Trentodoc, fondato nel 1984 che rappresenta oggi 43 case spumantistiche trentine.Dal 2016 e per le prossime tre edizioni, Trentodoc sarà partner di AIS - Associazione Italiana Sommelier - nell’ambito del Concorso che assegna il titolo di Miglior Sommelier d’Italia e il premio Trentodoc. Il Concorso candida il vincitore alle finali mondiali del più preparato comunicatore del vino.

Anche le bollicine di montagna trentodoc alla 50esima edizione di vinitaly