Basilicata: olio, vino e paesaggio strategici per lo sviluppo

Basilicata: olio, vino e paesaggio strategici per lo sviluppo


Vino, olio e paesaggio: tris d’assi per la Basilicata. Questi tre elementi sono stati al centoe di una giornata di studio e approfondimento che il 1 aprile si è svolta a Matera, presso l’aula magna dell’Università della Basilicata. L’occasione è stata data dall’avvicinarsi, a grandi passi, del 2019, anno che vedrà Matera assurgere all’ambito ruolo di Capitale Europea della Cultura. Un percorso di avvicinamento a tappe, durante le quali si discute e si progetta il futuro di questo territorio che punta con decisione alla valorizzazione delle sue peculiarità agro alimentari, olio e vino in testa.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Paola D’Antonio (assessore al Comune di Rionero in Vulture e coordinatrice regionale delle Città del Vino della Basilicata) animatrice dell’iniziativa. Le Città del Vino della regione sono 12: Aderenza, Barile, Forenza, Ginestra, Lavello, Maschito, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Roccanova, Venosa e Viaggiano.

Enrico Lupi, presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, è intervenuto ricordando come “il paesaggio rurale ha un valore economico che va considerato nella progettazione e programmazione dello sviluppo locale” e ha aggiunto che “il paesaggio, come ha recentemente sottolineato l’ISTAT, è uno strumento utile a rilevare il benessere di una comunità. Quindi più paesaggio per tutti, verrebbe da dire, nella consapevolezza che la sua tutela e salvaguardia sono una garanzia di qualità e di attrattività del territorio. Pertanto – ha concluso Lupi – occorre che anche la Regione Basilicata, nella programmazione del proprio PSR, il piano di sviluppo regionale 2014-2020, metta a disposizione risorse in questa direzione”.

Analoghe le considerazioni espresse da Fabrizio Montepara, vice presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, che ha ricordato come il tema del paesaggio sia al centro dell’attività dell’Associazione ormai da molti anni “almeno dal 1998 quando abbiamo elaborato il progetto del Piano regolatore delle Città del Vino, ovvero le buone pratiche che i Comuni sono invitati ad adottare affinché la tutela del paesaggio nelle aree rurali diventi un valore aggiunto per il territorio”. Montepara ha inoltre ricordato come il PRG del vino sia stato successivamente aggiornato prendendo in esame gli aspetti potenzialmente negativi dell’uso dei terreni agricoli per la produzione di forme di energia alternativa mentre ora si sta ragionando sul tema del “food planning”, ovvero come si armonizza il rapporto tra cibo, vino e territorio prendendo in considerazione questa volta le aree urbane e di confine con i territori rurali, che avranno un ruolo sempre più importante nella sostenibilità, nella sovranità alimentare, nella qualità dell’offerta, rendendo i cittadini protagonisti attivi e non solo semplici consumatori. Montepara ha auspicato anche una convinta partecipazione delel aziende vitivincile lucane al concorso enologico delle Città del Vino “La Selezione del Sindaco”,

Luigi Pietragalla, Ambasciatore delle Città del Vino, ha ricordato come la Basilicata abbia un territorio ancora in gran parte incontaminato e che il suo valore aggiunto sta proprio nella sua sostanziale “verginità” turistica. “Per questo – ha detto Pietragalla – sarebbe importante che la Regione approvasse una norma sulle Strade del Vino e dei Sapori, come altre regioni hanno fatto ormai da anni, che possa mettere a disposizione delle aziende e dei territori gli strumenti più adatti per coordinare la loro capacità di promozione”.

Nel corso del seminario sono state presentate alcune relazioni da parte di docenti dell’Università della Basilicata, che hanno avuto come comune denominatore il rapporto tra vino, olio e paesaggio: Nuzzo Vitale ha dimostrato come vite, vino e paesaggi Lucani possano essere strumenti di valorizzazione del territorio al pari di ambiente, storia e cultura. Angela Capece si è soffermata sulle proprietà dei lieviti autoctoni in gradi di migliorare le qualità enologiche dei vini offrendo specifiche ed originali interpretazioni delle potenzialità vitivinicole del territorio. Antonella Vastola ha invece sottolineato come sia possibile misurare il valore economico del paesaggio e come il paesaggio stesso sia produttore di ricchezza in termini di turismo (turismo enogastronomico) e di capacità attrattiva. Bartolomeo Di Chio ha parlato più specificatamente del paesaggio dell’olivo, altrettanto attrattivo e peculiare per la Basilicata essendo anche più vasto rispetto al territorio occupato dalla viticoltura. Infine Maria Valeria Minnini si è incamminata lungo la nuova frontiera delle cosiddette politiche agrourbane, di come sia possibile ristabilire un nuovo equilibrio tra città e campagna, indispensabile per armonizzare lo sviluppo e favorire una maggiore qualità della vita.

A chiudere i lavori del seminario è stato l’Assessore Regionale alle politiche agricole e forestali Luca Braia che ha ricordato le linee guida del programma di sviluppo rurale della Basilicata, che è stato modellato per rispondere a sei macro priorità per l’agricoltura: innovazione, competitività, organizzazione della filiera, tutela del paesaggio e degli ecosistemi, sostenibilità energetica, occupazione e inclusione sociale. Il budget complessivo supera i 680 milioni di euro che saranno investiti nel corso degli anni per rispondere a 20 Misure di intervento. “L’ obiettivo – ha detto Braia – è di offrire ai nostri imprenditori agricoli occasioni nuove per l’innovazione, la competitività, la sostenibilità ambientale e la governace del territorio; e qui gioca un ruolo strategico proprio il paesaggio che va tutelato in modo attivo, senza ingessarlo, ma salvaguardandone carattere e ambiente. Gli agricoltori sono chiamati a svolgere un ruolo importantissimo, ad esempio, nella filiera dell’olio che qui in Basilicata ha una grande e radicata tradizione. Ebbene, gli agricoltori però devono sapere che non è più tempo di assistenzialismi. Devono sapersi muovere e progettare. La Regione è al loro fianco, ma il denaro disponibile sarà speso con rigore e trasparenza per progetti concreti e credibili.”

La tradizione olivicola Lucana è molto antica. Gli oliveti coprono l’80% del territorio regionale con 40.000 aziende, 29.000 ettari coltivati, 5 milioni di piante circa e 180 frantoi per una produzione media annua di 13.000 tonnellate di olio; ben 30 la cultivar presenti a dimostrazione di una straordinaria biodiversità olivicola. L’Olio Dop Vulture è la denominazione di origine protetta.
Altrettanto antica è la tradizione vitivinicola dove il vitigno Aglianico svolge un ruolo primario soprattutto nell’area del Vulture con l’omonima denominazione che insiste sulla provincia di Potenza. In crescita anche il Matera Doc grazie all’autoctono vitigno Primitivo.