Solidarietà a Pantelleria dalle Città del Vino e Iter Vitis

Solidarietà a Pantelleria dalle Città del Vino e Iter Vitis


Da ieri pomeriggio un grosso incendio, molto probabilmente di origine dolosa, sta devastando l'isola di Pantelleria. Divampato dal bosco di Montagna Grande in località Monastero, dove ha già bruciato 600 ettari di terreno, a causa del forte vento ha continuato a svilupparsi verso altre direzioni fino a colpire i boschi di quercia che dalla Grotta di Bagno Asciutto portano a Kuddia del Russo e minacciare le località di Rekale, le Favare e Cuddia Antalora. Le fiamme, che hanno distrutto anche un’area attrezzata ed hanno reso necessaria l'evacuazione di decine di abitazioni, non hanno risparmiato i terreni coltivati a zibibbo in piena produzione a Martingana.

A nome mio personale e di tutte le Città del Vino esprimo al Sindaco di Pantelleria e ai suoi abitanti solidarietà e vicinanza per gli ingenti danni provocati da questa calamità che purtroppo sembra doversi attribuire ad una mano criminale. L’Associazione mette a disposizione la propria esperienza e capacità per valutare le iniziative che si renderanno più opportune, in stretta collaborazione con il Coordinamento regionale delle Città del Vino della Sicilia, a sostegno dei territori così gravemente coinvolti”. A queste parole di Floriano Zambon, Presidente dell’Associazione Città del Vino, seguono quelle di Paolo Benvenuti, Direttore Generale delle Città del Vino e Presidente dell'Associazione Internazionale Iter Vitis, che, nel ricordare come Pantelleria sia Città del Vino dal 1994, sottolinea “la gravità di un atto che colpisce l'identità e il patrimonio naturale, storico e vitivinicolo di uno tra i più suggestivi itinerari italiani legati alla cultura della vite del vino, premiato come una delle migliori destinazioni italiane nella categoria del turismo del vino e caratterizzato da un sistema agricolo complesso che richiede un elevato apporto di mano d’opera e che è un tutt’uno con il paesaggio, come ha recentemente sancito il riconoscimento Unesco della vite ad alberello qui praticato da secoli. Un esempio di agricoltura eroica che testimonia la capacità di adattamento dell’uomo ad un ambiente estremo ed è proprio a questa forza e senso della dignità che ci uniamo all'appello del primo cittadino dell'isola, Salvatore Gabriele, affinché le persone per bene abbiano il coraggio di cambiare in meglio e di non bloccare il processo di avanzamento culturale di un territorio che ha bisogno di affrancarsi da queste meschinità”.

Da pochi mesi si è infatti resa più concreta la possibilità di istituire nell’Isola un parco naturale che renderebbe più forti alcuni vincoli su buona parte del territorio.