Nasce “Iter Vitis Balkan”

Nasce “Iter Vitis Balkan”


La Macedonia (già socia dell'Associazione Internazionale Iter Vitis) e tutti gli altri Paesi ex jugoslavi, insieme alla Grecia, l'Albania, la Bulgaria e la Romania, hanno dato vita all'Associazione “Iter Vitis Balkan”. Dopo la registrazione legale, l'Associazione dovrà essere certificata, entro il prossimo ottobre, come uno dei percorsi facenti parte del programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa. “Iter Vitis Balkan”, presentata lo scorso 2 giugno a Skopje, unirà i paesi balcanici attraverso l'affermazione del loro ricco patrimonio culturale e della loro comune tradizione vitivinicola e contribuirà a migliorarne lo sviluppo culturale ed economico.

L'idea di creare una strada del vino dei Balcani è stata accolta dal Ministro della Cultura macedone Elizabeta Kanceska-Milevska e dal direttore dell'Istituto Europeo degli Itinerari Culturali Stefano Dominioni, che hanno aperto la conferenza “Establishment of Iter Vitis Balkan - Possibility for Connection and Economic Development".

L'Associazione “Iter Vitis Balkan” intensificherà la nostra cooperazione, potenzierà il turismo e offrirà benefici economici a tutti gli Stati membri partecipanti” - ha dichiarato Kanceska-Milevska - “Promuoverà inoltre un altro segmento della nostra ricca tradizione culturale, la produzione di vitigni autoctoni e la viticoltura dell'area. Ci renderà un leader regionale nella cosiddetta 'strada del vino'”.

"Sono convinto che quella che stiamo creando non è solo un'associazione legale, ma piuttosto una comunità di esperti, colleghi e amici, uniti dagli stessi valori e impegnati a gettare le basi di progetti finalizzati a rafforzare la cultura reciproca e ad ottenere risultati socio-economici di cui beneficerà l'intera regione. Questo è, infatti, lo spirito degli Itinerari Culturali sostenuti dal Consiglio d'Europa", ha aggiunto Dominioni, che ha anche ricordato le recenti candidature (“Route of Cyril and Methodius” e “Route of Via Ignatia”) presentate da Paesi del sudest europeo. Secondo Dominioni esiste il potenziale per la creazione di infiniti nuovi percorsi di valorizzazione delle tradizioni reciproche di diversi Paesi, quali ad esempio le strade degli alberi d'ulivo, la cultura megalitica o l'eredità ebraica.

L'Itinerario Culturale della Vite e del Vino è uno dei 33 Itinerari Culturali Europei che - attraverso il recupero e la promozione di temi storici e culturali comuni, dall'architettura alla musica, dal paesaggio alle attività relative alla coltivazione della vite e alla produzione del vino - costituiscono un prezioso veicolo di comunicazione e di scambio tra le nazioni. Istituito nel 1987, ogni anno il programma esamina, seleziona e certifica le candidature di nuovi itinerari, che devono essere presentati da almeno tre Paesi diversi.

Accogliamo con grande soddisfazione la nascita di “Iter Vitis Balkan” che, a pochi giorni di distanza dalla conferma ufficiale per il triennio 2016-2019 della certificazione di Iter Vitis come “Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa”, conferma la bontà della scelta di adottare un nuovo assetto organizzativo trasformando l'Associazione Internazionale Iter Vitis in una Federazione Europea di Soci Iter Vitis, che meglio potrà assolvere la sua funzione di rete e la sua missione istituzionale”. Così Paolo Benvenuti, Presidente dell'Associazione Internazionale Iter Vitis, dà il benvenuto al neonato circuito balcanico sottolineando l'importanza di aver riunito intorno ad uno stesso tavolo governi ed enti di Serbia, Montenegro, Macedonia, Croazia, Slovenia, Grecia e Bosnia, tutti ugualmente coinvolti nella creazione di un percorso e di un marchio di qualità che permetterà ai visitatori di viaggiare nel tempo e nello spazio all'interno di una vasta area il cui patrimonio storico e culturale sarà condiviso e valorizzato congiuntamente. “Lo spirito del Programma degli Itinerari Culturali” - prosegue Benvenuti - è proprio quello di favorire attraverso il viaggio la riscoperta della comunità culturale europea sollecitando le autorità nazionali, regionali e locali e gli operatori privati di ogni Paese ad avviare azioni di concertazione sul terreno per l’attuazione degli itinerari, la segnalazione dei percorsi, la realizzazione, laddove necessaria, di infrastrutture complementari di accoglienza, la sensibilizzazione dei cittadini attraverso documenti e pubblicazioni, la promozione pubblicitaria con i mass media, gli incontri di giovani”. E per concludere ha annunciato che “Iter Vitis Balkan” è stato invitato ad intervenire come “esempio virtuoso” tra gli speakers dell'Annual Advisory Forum degli Itinerari Culturali Europei che si svolgerà a Vilnius, in Lituania, a ottobre.