Non c'è bellezza senza qualità

Non c'è bellezza senza qualità


Un educational-talk d’eccezione all'Università di Asti, una lectio magistralis con il professor Stefano Zecchi di altissimo livello, che ha inaugurato un format forse inaspettato per i tanti ragazzi che hanno affollato l'aula magna rimanendo in religioso silenzio per più di 2 ore. La musica del giovane artista astigiano Andrea Cerrato ha aperto e chiuso l'incontro e creato la giusta atmosfera con la sua chitarra, insieme alle letture di Aldo De Laude di brani che spaziavano dai ricordi astigiani di Mario Soldati a quelli di un giovanissimo Vittorio Alfieri.

Il tema del dibattito “Etichetta, Estetica e Bellezza” ha preso le mosse proprio da quello che Zecchi ha definito “il biglietto da visita di un vino”: l'etichetta. E' stata l'occasione per una riflessione profonda su ciò che significa “bello” e dall'etichetta e dalla sua estetica si è passati facilmente a dibattere su etica e morale.

La bellezza non cambia nel tempo - ha affermato Zecchi - cambia solo il mondo di rappresentarla, ma in questo caso si parla di stile. La bellezza esprime sempre identità, come ci ricorda Dostoevskij in un brano de I demoni: 'L'uomo potrebbe fare a meno della scienza, forse persino del pane ma non può rinunciare alla bellezza perchè lì c'è il senso del mondo'. Ecco perchè il fondamento dell'etica è nell'estetica. L'estetica è una vera e propria disciplina che va insegnata fin da bambini ed è compito delle famiglie e delle scuole farlo. Perché solo su un’estetica condivisa tra le diverse culture si può basare una nuova etica della convivenza”.

Questi principi generali devono ispirare anche la comunicazione” - continua Zecchi -La qualità della comunicazione deve corrispondere alla qualità del prodotto. Noi stessi associamo naturalmente il bello al buono. E' una relazione rassicurante, istintiva, immediata”.

Proprio a questi principi si è ispirata la Douja d'Or 2016, come ha evidenziato lo stesso Presidente della Camera di Commercio di Asti Erminio Renato Goria: “Non c'è bellezza né tanto meno bontà senza qualità, ecco perché nella selezione della Douja d'Or di quest'anno abbiamo svolto un lavoro di 'estetica e contenuti'. Abbiamo lavorato molto sulla sostanza, elevando l'asticella necessaria ad accedere alla selezione finale portando la graduatoria ONAV da 85/100 a 87/100, e migliorando tutto il sistema di assaggi. Una modifica accolta favorevolmente dal mondo del vino, tanto che i concorrenti sono aumentati, anche di fronte a una selezione più dura”.

Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Tutela Barbera, Vini d'Asti e Monferrato ha sottolineato che “Le etichette dei nostri vini rappresentano la nostra storia. Il Piemonte è, infatti, l'artefice dell'enologia moderna. Per comunicare che un vino è buono, un'etichetta deve essere necessariamente anche bella. Ricordiamo l'esempio di un artista come Basile, esempio seguito oggi da molti artisti astigiani che realizzano etichette in grado di trasmettere anche un altro valore aggiunto: quello riconosciuto dall'UNESCO al nostro territorio”.

Padrone di casa dell'incontro, Astiss, rappresentata dal presidente Michele Maggiora che ha espresso grande soddisfazione per il successo degli incontri culturali presso il polo universitario astigiano inseriti nel programma della Douja 2016. Con lui il direttore Francesco Scalfari che si è complimentato con gli studenti per l'alta e partecipe adesione all'incontro, mentre il professor Franco Calcagno ha parlato della bellezza della matematica, non quella delle formule, ma quella della logica. Una curiosità letteraria è stata evidenziata dalla dott.sa Carla Forno che ha contato quante volte la parola “bello” compare nella “Vita” di Alfieri: più di 100, a partire dal “bel Piemonte” della sua infanzia. 

All'incontro erano inoltre presenti Liana Pastorin, in rappresentanza della Regione Piemonte, il prof. Guido Bosticco dell'Università di Pavia, l'architetto Monica Chiabrando che ha parlato del progetto regionale “Dopo UNESCO agisco”, Daniel Ormeno in rappresentanza delle Scuole Salesiane, produttrici tra l'altro del vino “Don Bosco” a Mendoza in Argentina, e Giovanni Periale, Presidente di Ethica, associazione promotrice dell'incontro.