Vola l’export di Asti negli USA

Vola l’export di Asti negli USA


La visita dell’ambasciatore Reeker alla Douja d’Or è l’occasione per annunciare dati significativi: +114% già nel primo semestre 2016. Il forte legame commerciale che unisce l'Italia agli USA passa decisamente per Asti: la giornata dell'ambasciatore Philip T. Reeker, Console Generale USA a Milano, in visita in una città che festeggia la Douja d'Or, è un'occasione per divulgare dati economici significativi, a testimonianza di come questa provincia, e in particolare il comparto del vino, possa contribuire a far pendere la bilancia degli scambi commerciali con gli Stati Uniti a favore dell'Italia.

I primi numeri dell'export astigiano verso gli USA sono stati annunciati dal presidente della Camera di Commercio di Asti Erminio Renato Goria in occasione della prima parte della visita che prevedeva un incontro pubblico nella sede camerale di Palazzo Borello alla presenza delle maggiori autorità cittadine, come il prefetto Paolo Formicola, il presidente della Provincia Marco Gabusi e il vicesindaco di Asti, Davide Arri.

Le cifre, a cura dell'ufficio Studi economici camerale sulla base dei dati ISTAT, hanno infatti evidenziato un’eccezionale crescita del 114% dell'export astigiano verso gli Stati Uniti d'America già nel primo semestre del 2016, che ha fatto registrare un valore di 123 milioni di Euro, ossia più di tutto il 2015, anno in cui le esportazioni hanno totalizzato 116 milioni di Euro. “Considerato il momento contingente di sofferenza economica italiana - ha confermato Goria - la consistenza descritta invita ad agevolare e approfondire le vie delle relazioni produttive così che si organizzi sempre al meglio e si fortifichi una collaborazione tesa a traguardi sempre più ragguardevoli”.

Altri dati importanti sono arrivati dal consigliere delegato dell'American Chamber of Commerce in Italy Simone Andrea Crolla: “Nel 2015 l'Italia ha esportato negli USA per 44 miliardi, con un aumento del 4,35% in più rispetto al 2014 e un saldo di 27 miliardi nella bilancia tra import ed export a favore dell'Italia. Il 9,9% di questi 44 miliardi è costituito dal settore food e circa 2 miliardi sono rappresentati dal settore enologico: l'Italia è il primo esportatore di vino negli Stati Uniti”.

Un dato reso ancora più evidente dalla seconda parte della giornata che ha visto l'ambasciatore Reeker nei luoghi della Douja: ha ammirato le etichette del Salone dei Vini Premiati Douja d'Or a Palazzo Ottolenghi, ha visitato Palazzo Alfieri ed è giunto a Palazzo Mazzetti per conferire il Premio Transatlantic Award Douja, destinato alle imprese distintesi nei rapporti Italia-USA. Il riconoscimento è stato ritirato da Corrado Vietti, delle Cantine Vietti, e Paolo Giacosa, enologo della cantina vinicola Enrico Serafino in rappresentanza del gruppo americano Krause Holding di cui queste due aziende storiche del patrimonio vitivinicolo piemontese sono entrate a far parte. 

Per l'ambasciatore Reeker, gli incontri sono stati occasione per ricordare la lunga storia delle relazioni diplomatiche e commerciali tra Italia e USA. “Sono molto lieto di essere nuovamente ad Asti, città che ho avuto modo di scoprire in occasione della scorsa edizione del Palio, per conoscere la Douja d’Or. Oggi grazie all'American Chamber of Commerce abbiamo un'ulteriore possibilità di rafforzare i solidi rapporti commerciali e di amicizia tra i nostri due Paesi. Rapporti che hanno una tradizione antica: basti pensare che quest'anno la AmCham ha festeggiato i suoi 101 anni in Italia, mentre il nostro Consolato a Milano ne celebra addirittura 151. Nel mondo del vino, poi, lo scambio ha radici ancora più profonde, pensate che la produzione di vino in USA ebbe inizio in Virginia grazie a un italiano, Filippo Mazzei, che piantò la prima vigna nella tenuta dell'amico Thomas Jefferson. Quella vigna è diventata un simbolo del legame che ha sempre unito l'Italia agli USA.”