#CAMPOLIBERO: le proposte delle Città del Vino

#CAMPOLIBERO: le proposte delle Città del Vino


Accogliendo l'invito a partecipare alla creazione del piano di azioni del Governo per l'agroalimentare italiano, l'Associazione nazionale delle Città del Vino ha voluto dare il proprio contributo inviando al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali una serie di idee e suggerimenti mirati in particolare allo sviluppo e al rilancio della vitivinicoltura.

Ecco le proposte messe a punto dall'Associazione, costruite anche grazie al coinvolgimento dei Comuni associati che hanno saputo cogliere in maniera propositiva questa interessante opportunità:

 

a) Interventi diretti a sostenere il ricambio generazionale in agricoltura e la competitività delle filiere produttive territoriali:

  • Semplificazione e razionalizzazione delle pratiche e delle procedure burocratiche per l’avvio o la crescita di attività imprenditoriali, per l'accesso ai bandi e al credito agrario specializzato, per l’accesso ai finanziamenti delle PMI nella loro fase di avvio e crescita anche integrando l’uso degli strumenti finanziari a livello nazionale e regionale.

  • Agevolazioni ai giovani che creano nuove imprese agricole e che si insediano nelle aree demaniali in stato di abbandono (riduzioni fiscali, attribuzione di appezzamenti del demanio agricolo, forme di microcredito, ecc.).

  • Interventi diretti ad incentivare le pratiche assicurative a livello nazionale e comunitario che offrono protezione agli agricoltori da crisi, climatiche o di mercato, infestazioni ed emergenze ambientali.

  • Rafforzamento del ruolo della cittadinanza italiana ed europea, anche tramite politiche di integrazione, occupazione e formazione dei lavoratori agricoli immigrati (es. concessione della cittadinanza italiana ai figli dei lavoratori stranieri).

  • Ampliamento delle possibilità di accesso al credito anche alle realtà del Terzo Settore (Volontariato, Associazionismo, Cooperazione Sociale, Solidarietà Internazionale, Finanza Etica, Commercio Equo e Solidale) attraverso l'estensione della platea dei beneficiari del Fondo di Garanzia Piccole e Medie Imprese (Legge 662/96).

b) Crescita del capitale umano e qualificazione delle risorse professionali:

  • Maggiore accessibilità all’informazione sui settori della vitivinicoltura, dell’import/export agroalimentare e del turismo enogastronomico, in particolare attraverso l’istituzione di osservatori dedicati che raccolgano dati di mercato, strumenti di previsione in materia di competenze e opportunità di lavoro, valutazioni, studi, analisi politiche e indagini statistiche.

  • Interventi di promozione, nell'ambito della Garanzia Giovani, del contratto di apprendistato e della formazione on the job nei principali comparti delle produzioni che caratterizzano il Made in Italy e dei mestieri tradizionali (agroalimentare, vitivinicoltura, turismo enogastronomico, green jobs).

  • Incentivi a consorzi di imprese e laboratori artigianali che garantiscano a tirocinanti tra i 18 e i 29 anni l’opportunità di apprendere un mestiere a elevata componente manuale e di specializzarsi in moduli formativi professionalizzanti nella produzione, commercializzazione e organizzazione d’impresa nelle aree tematiche della filiere dell’agroalimentare e del turismo enogastronomico ed ambientale più strettamente legate alla tradizione dei territori.

c) Promozione di start up innovative e imprese sociali:

  • Interventi a sostegno di imprese agroalimentari dedicate alla coltivazione e produzione di prodotti attualmente importati in grandi quantità dall’estero (es. zafferano, fichi, noci, ecc.), attraverso a) incentivi alla produzione sostenibile su piccola e media scala e in filiera corta (vendita diretta in azienda, vendita diretta nei mercati del contadino, e-commerce di prodotti biologici e a chilometro zero); b) incentivi dedicati a destinatari specifici (giovani, donne, immigrati); c) interventi di semplificazione e razionalizzazione delle pratiche e delle procedure burocratiche per l’avvio o la crescita di attività imprenditoriali.

  • Interventi a sostegno di imprese ed enti impegnati nello sviluppo di borghi e territori che non sono caratterizzati da colture agroalimentari specifiche, attraverso la riqualificazione dei centri urbani (B&B, alberghi diffusi, ecc.), il recupero della biodiversità locale (orti, giardini varietali, ecc.), la distribuzione a km 0 (mercati del contadino, ristorazione legata alla tradizione locale e con prodotti della filiera corta), l’organizzazione di forme di turismo esperienziale e dedicato (corsi e laboratori, percorsi per ciclisti, ecc.).

  • Progetti pilota finalizzati alla costruzione di reti di ristorazione di qualità a km zero, con una particolare attenzione al rilancio di produzioni agricole di qualità alla base della dieta mediterranea, organizzati con il modello del franchising per i giovani, soprattutto nei bacini più a rischio di esclusione sociale, attraverso un percorso formativo e di incubazione di impresa fortemente incentrato sulla valorizzazione dei mestieri, della manualità e della cultura rurale territorio.

  • Progetti pilota finalizzati alla promozione di circuiti turistici integrati attraverso la condivisione delle risorse (marchio, strumenti tecnologici, ecc.), la messa a sistema dei diversi attori locali (enti pubblici, associazioni, imprese agricole e di trasformazioni, operatori turistici, strutture alberghiere e ricettive, ecc.) e l’integrazione dei servizi aggiuntivi in grado di arricchire l’offerta del singolo prodotto turistico (percorsi finalizzati alla conoscenza della cultura e delle tradizioni del territorio che comprendono non solo musei, ma anche monumenti, siti archeologici, produzioni artigianali ed enogastronomiche, educational tour, attività didattiche, laboratori, degustazioni, ecc.).

d) Rafforzamento della capacità di adattamento ai cambiamenti strutturali dei sistemi produttivi:

  • Incentivi ad imprese del comparto vitivinicolo ed agroalimentare e ad enti locali che partecipino a reti di collaborazione finalizzate a: a) promuovere e tutelare specificità agricole locali, istituire consorzi di acquisto di forniture, condividere le spese di infrastrutturazione del territorio (smaltimento rifiuti, opere di bonifica, ecc.); b) creare un marchio comune per le attività di importazione e di esportazione e di promozione dei territori; c) attivare rapporti con università e centri di ricerca per consulenze e sperimentazioni su colture e prodotti o processi produttivi.

  • Incentivi alla diversificazione del reddito in aree rurali attraverso la creazione e/o il mantenimento di PMI, imprese agricole, artigiane e di servizi, improntate alla multifunzionalità: vendita diretta, fattorie didattiche, agriturismi, parchi tematici, soggiorni e percorsi guidati per target differenziati (studenti, persone diversamente abili, ciclisti, ecc.), proposte di turismo esperenziale (attività sportive, itinerari di scoperta e valorizzazione delle emergenze naturali del territorio e dei prodotti locali, corsi e laboratori di cucina e artigianato, musei della cultura contadina).

  • Progetti pilota finalizzati a migliorare la competitività territoriale attraverso la creazione di catene alimentari tra centri urbani e campagna che: a) forniscano cibo locale, riducendo al minimo gli impatti ambientali; b) promuovano abitudini alimentari sane; c) garantiscano un equilibrio tra le esigenze dei consumatori urbani e la fornitura di prodotti alimentari dalle campagne circostanti; d) contribuiscano a preservare i paesaggi agricoli extraurbani; e) rinnovino le relazioni urbano-rurali, promuovendo una crescita economica nelle aree extraurbane.

e) Soluzioni per smart cities and communities:

  • Interventi diretti ad attrezzare le aree rurali di infrastrutture web (wireless, nuove tecnologie, ecc.) e di infrastrutture di area (viabilità secondaria, piste ciclabili, strade bianche e rurali, linee ferroviarie turistiche) per incentivarne la conoscenza e lo sviluppo socio-economico.

  • Incentivi a progetti finalizzati ad incrementare le presenze turistiche di provenienza nazionale ed estera e la fruizione del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico delle aree a vocazione vinicola dotandole di strumenti tecnologici (touch screen e QR Code) in grado di assicurare un’informazione turistica capillare, aggiornata e a ridotto impiego di risorse umane e finanziarie.

  • Incentivi a progetti di e-commerce e di mobile-commerce che, attraverso la creazione di piattaforme digitali e applicativi per smartphone e tablet, offrono servizi di informazione, localizzazione e vendita di vini ed altri prodotti agroalimentari di qualità.

  • Incentivi a progetti incentrati sulla fornitura di servizi infologistici (tracciabilità, contrasto alla contraffazione, comunicazione one-to-one, marketing, geo-marketing) basati sul web e sulla tecnologia QR code e destinati a supportare le filiere globali di esportazione di vini ed altri prodotti agroalimentari di qualità.

  • Realizzazione di una mappatura geopedologica regionale dei territori vinicoli che, attraverso un sistema cartografico interattivo (E-terroir), consenta di visualizzare ed accedere in tempo reale a tutti dati necessari per: a) Supportare la conduzione sostenibile dei fondi agricoli (conoscere il potenziale a lungo termine dei suoli; evitare scelte incongrue come discariche, cave, infrastrutture, localizzazioni commerciali o industriali; pianificare la gestione delle risorse idriche ed energetiche, l’impiego di fitofarmaci, ecc.); b) Avviare la riflessione su come adattare la coltivazione della vite alla attuale crisi climatica (opportunità di impiantare più in alto i nuovi vigneti, necessità di assicurare alle colture un regime idrico costante, ecc.); c) Coadiuvare le scelte tecniche dell’enologo nella valorizzazione del potenziale agricolo di un terreno e nella ottimizzazione delle modalità di conduzione delle vigne e della produzione del vino (adattamento delle pratiche: varietà, portinnesto, manutenzione del suolo, ecc.; valorizzazione e comunicazione della diversità di terroir e vigneti; ecc.).

f) Sviluppo di attività imprenditoriali legate alla Green Economy:

  • Azioni per lo sviluppo di attività imprenditoriali caratterizzate dalla sostenibilità ambientale attraverso agevolazioni fiscali e creditizie alle aziende e incentivi all’uso efficiente delle risorse nella gestione del ciclo dei rifiuti e dei servizi idrici.

  • Adozione di misure di prevenzione degli sprechi alimentari lungo la catena, dal campo alla tavola, attraverso la promozione di tutti gli strumenti idonei a prevenire il food waste (nella gestione delle filiere agroindustriali, nella grande distribuzione, nei consumi domestici) e a ridurre progressivamente il consumo di risorse e le emissioni nell’ambiente legate alle diverse attività.

  • Adozione di misure che favoriscono il pieno utilizzo dei prodotti, nonché il recupero, valorizzazione e redistribuzione delle eccedenze alimentari.

  • Individuazione di sbocchi di mercato per i prodotti sicuri e di qualità ma non rispondenti a standard di commercializzazione (piattaforme internet per lo scambio gratuito di alimenti tra privati, produttori e commercianti; mercati dell´ultimo minuto che prevedono il recupero di beni alimentari rimasti invenduti per le ragioni più varie, ma ancora perfettamente salubri, per la loro successiva distribuzione a persone bisognose, ecc.).

g) Tutela e promozione gli asset naturali e culturali legati all'agricoltura e all'agroalimentare:

  • Azioni finalizzate a privilegiare l’intervento a rete usufruendo o rafforzando gli strumenti già esistenti (es. promuovendo una legge speciale per il terzo settore che opera nei beni culturali e nell’associazionismo di prodotto) e valorizzando le reti europee della cultura della vite (Itervitis, Recevin, ecc.) e della biodiversità a livello europeo.

  • Valorizzazione con banche dati digitalizzate, seminari e laboratori, del trasferimento delle buone pratiche aventi ad oggetto la gestione del territorio, la sicurezza, l'occupazione, i piani regolatori volti alla tutela del paesaggio, delle colture storiche (vigneti, uliveti, ecc.) e dei saperi tradizionali.

  • Incentivi ad una pianificazione comunale che, attraverso strumenti come il Piano Regolatore delle Città del Vino e il coinvolgimento dei produttori, renda concreto l’equilibrio tra validità agronomica e qualità paesaggistica.

  • Azioni dirette a garantire un rapporto di continuità fra educazione alimentare e al consumo dei giovani, cultura rurale e politiche agricole attraverso laboratori, concorsi di idee, luoghi della memoria (archivio digitale della memoria sociale ed architettonica dei luoghi con raccolte di interviste e documenti, museo del vino, museo della cultura contadina, archivio dei nuovi e antichi mestieri agricoli, centro di documentazione storica locale, ecc.), corsi di formazione e programmi scolastici attenti alle tematiche dell’educazione alimentare e al consumo dei prodotti locali, all’educazione al bere consapevole e al valore culturale del vino italiano, della riduzione degli sprechi.

  • Incentivi ad interventi di conoscenza e ricerca multidisciplinare finalizzati alla tutela dei vigneti storici, quali patrimonio paesaggistico e di biodiversità (studi di archeologia della vite e del vino, mappatura e valorizzazione degli antichi palmenti, ricerca dei fenotipi caratteristici della vite e dell'olivo di particolari territori al fine di creare un marchio delle specie autoctone, realizzazione di campi sperimentali con il coinvolgimento dei viticoltori e dei produttori locali, allestimento di orti e giardini varietali, creazione di parchi delle cantine e dei palmenti).

  • Promozione del sistema agricolo locale come elemento di identità da preservare e far conoscere anche attraverso la costruzione di catene alimentari locali e il riconoscimento del loro valore economico, sociale e culturale, sostenendo le imprese vitivinicole e agroalimentari impegnate nella produzione e diffusione sul mercato di prodotti tipici e della Dieta Mediterranea.