Malvasie a confronto: vendemmia 2015 di alta qualità

Malvasie a confronto: vendemmia 2015 di alta qualità


Mentre s’assiste a consistenti estirpazioni di vitigni altamente vocati quali Tocai (Friulano), Pinot bianco, Merlot ed altri ancora, per far posto al dilagante Prosecco ed al Pinot grigio, i produttori del Cormonese, per contro, ripensano seriamente a valorizzare il patrimonio autoctono, costituito da varietà che nei secoli hanno contribuito a far conoscere queste terre nel mondo.

Nel cuore del Monte Quarin e, più precisamente, presso la chiesetta di S.Maria (o S. Apollonia) alla Tenuta Dario Raccaro, da sei anni ha preso corpo la cosiddetta “Accademia della Malvasia”, laboratorio informale in cui viticoltori e degustatori della regione si confrontano per valutare i progressi tecnologici di tale importante varietà che dal 1300, risalendo dalla Grecia via Dalmazia, Istria e Carso, ha trovato terreni e microclimi ideali sia nelle colline goriziane sia nelle aree limitrofe e nella stessa “Riviera friulana”.

Lunedì 22 agosto scorso, nella sala di degustazione dell’Enoteca Cooperativa di Piazza XXIV Maggio, 18 a Cormòns, degustatori altamente professionali si sono cimentati nella valutazione organolettica (ribattezzata “Malvasiade”, una sorta di Olimpiade della Malvasia così rinominata con un po’ di civetteria) di 13 Malvasie vendemmia 2015 (zone DOC Collio, Colli Orientali, Isonzo, Carso ed Aquileia) più due istriane, fuori concorso.

Gli assaggi di campioni, rigorosamente anonimi, sono stati coordinati dall’enologo Claudio Fabbro e dalla segretaria dell’Enoteca, Elena Orzan.

Come precisa il presidente dell’Enoteca di Cormòns, Dario Raccaro, uno dei pionieri nel recupero di tale preziosa varietà data prematuramente per dispersa, “le finalità di questo tipo d’incontri tecnici non sono quelle di distribuire medaglie bensì di raccogliere utili elementi ed esperienze agronomiche ed enologiche per migliorare sempre di più la qualità della Malvasia, per candidarla a varietà bandiera di un territorio che può dare il meglio partendo dal di dentro, innovando seriamente le proprie radici senza prestare il fianco a ricorrenti mode varietali d’ importazione, bollicine comprese” .

Interessante, a tal proposito, registrare la presenza all’incontro cormonese di esperienze diversificate per anagrafe (davvero preparati i giovani assaggiatori new entry!) ed ambiti territoriali, ma in perfetta armonia e condivisione sulle finalità da raggiungere per la crescita comune della viticoltura locale, partendo dalla vigna per arrivare al bicchiere.

Per la cronaca, il punteggio più elevato è andato all’Azienda SGUBIN (Pradis di Cormòns), seguita a ruota dalle Aziende MUZIC di San Floriano del Collio e RACCARO (Rolat di Cormòns).

Considerata la risonanza che tale iniziativa ha avuto in questi anni, vignaioli e tecnici presenti all’evento hanno concordato di dedicare, in un prossimo futuro, eguale attenzione a varietà autoctone (Tocai friulano in primis) in sofferenza di mercato (nonostante l’eccellenza organolettica che è loro riconosciuta dagli esperti), causa la moda del Prosecco e del Pinot grigio.

Nella foto: produttori, degustatori e Famiglia SGUBIN