Metodo Classico, un forum per capire il futuro dello spumante

Metodo Classico, un forum per capire il futuro dello spumante


di Paolo Benvenuti - Direttore Associazione Nazionale Città del Vino

Ritorno dopo molti anni di assenza a "Canelli, Città del Vino" una delle più belle manifestazioni dei trentanni di storia dell'Associazione che, insieme al vino, valorizza gemellaggi con altri territori di Città del Vino italiani. Quest'anno era di scena Guagnano del Salento. A parte Canelli, che mantiene negli anni un suo fascino, l'edizione 2016 è stata caratterizzata da un annuncio importante: il riconoscimento, come Patrimonio dell'Umanità, da parte dell'Unesco, delle "Cattedrali sotterranee", quelle cantine che rappresentano uno stretto coonubio con la Città e la comunità cittadina, in cui bellezza, saper fare, si intreccia al mondo del vino di qualità e ai molti primati che questa terra offre.

Canelli è il primo distretto italiano della produzione di macchine enologiche, fra l'altro. E un evento dedicato al "metodo classico", un Forum che si vorrebbe permanente. Perché? Lo dicono chiaramente gli stessi protagonisti - Marcello Lunelli di Ferrari e Gian Luigi Orsolani, produttore e presidente del Consorzio Erbaluce di Caluso - il metodo classico cresce meno rispetto alle cifre dell'altro mondo spumantisco, soprattutto del Prosecco, ha problemi di export per la competizione diretta con lo Champagne, si fa poco "sistema" anche per le divisioni tra i puristi - viticoltura basata su Pinot nero, Petit meunier, Chardonnay - (Franciacorta, Oltrepo' Pavese; Alta Langa, Trento doc per citare i più importanti distretti) e quelli tradizionalmente legati a vitigni autoctoni italiani (Durella, Ribolla, Erbaluce, Falanghina, Bianco d'Alessano, ecc. ed anche Lambrusco) che comunque rappresentano un'eccellenza.

Lo stesso "metodo classico", in quanto definizione, rispetto a "champenoise", non ha molto appeal ed è poco conosciuto dal consumatore. Molti problemi insomma, con qualche atteggiamento da prima donna, la Franciacorta, che è uno dei distretti spumantistici italiani più coeso e riconoscibile, dal vino all'accoglienza. Da tutto ciò l'esigenza di un forum permanente, esigenza che condividiamo.
Tuttavia non possiamo fare a meno di citare due occasioni perse: il Forum degli Spumanti di Valdobbiadene che sopravvive solo come categoria nel nostro Concorso Enologico Internazionale "La Selezione del Sindaco" e che pure ha dato un forte impulso al comparto spumantistico italiano (ricordo i rapporti del Censis con Fabio Taiti e le Guide del Gambero Rosso). Stagione finita? Oppure possono riannodarsi le storie tra quella e questa nuova iniziativa? Poi, c'è l'Enoteca Italiana che su questo tema potrebbe rilanciare la propria presenza istituzionale di raccordo, istituzione che è stata abbandonata a se stessa e ai suoi problemi.
Personalmente avverto l'esigenza che, pur in un quadro normativo stabile e certo, sia europeo (l'OCM regge bene e lo abbiamo visto sul problema del Lambrusco) sia italiano, con il Testo Unico del Vino appena approvato alla Camera (in attesa del via definitivo dal Senato), ci sia la necessità di reti associative che facciano da raccordo tra i territori, i vini, e la comunità dei consumatori.

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“Questione di Metodo”
1º Forum Nazionale sul Metodo Classico – Canelli 2016

Il 1º Forum Nazionale sul Metodo Classico, organizzato a Canelli lo scorso 24 settembre, ha raggiunto gli obbiettivi: imbastire un ragionamento condiviso sulle potenzialità e sulle strategie del comparto. Battezzato "Questione di Metodo", il convegno ha registrato una partecipazione numerosa, coinvolgendo le maggiori realtà vocate del settore, tra produttori, associazioni, consorzi ed autorità.
Il Metodo Classico, nato a Canelli nel 1865 come alternativa allo Champagne, è un comparto in crescita e dalle possibilità concrete, ma la strada è ancora lunga. Al Forum le prime stime sono state tracciate da Giuseppe Martelli, Presidente del Comitato Nazionale Vini: il settore spumantistico italiano è un settore in crescita, che oggi registra circa 700 milioni di bottiglie, mentre il Metodo Classico raggiunge i 40 milioni, con un indice di esportazione non superiore al 25%. «Per crescere bisogna fare squadra ? ha sostenuto Martelli ? Non bisogna avere paura del confronto: la qualità italiana non ha nulla da invidiare nemmeno a quella francese».

Quello che è emerso è la necessità di creare una rete, di unificare la qualità di un prodotto di eccellenza sotto una etichetta territoriale: «Ci voleva un luogo che mettesse insieme le varie anime del Metodo Classico ? ha sostenuto Marcello Lunelli, Vicepresidente della Ferrari F.lli Lunelli ? Sulle carte dei vini, all'estero, il Metodo Classico non è ancora riuscito a ritagliarsi il proprio spazio. Sul mercato interno ognuno deve giocare la propria partita, ma per conquistare i mercati stranieri bisogna essere uniti».

Una sollecitazione condivisa anche da Carlo Alberto Delaini, Capo Ufficio Stampa di VeronaFiere e di Vinitaly: «Non si tratta di unificare il comparto sotto lo stesso marchio. Le quattro aree del Metodo Classico, Trento, Franciacorta, Oltrepò ed Alta Langa, volendo, potrebbero utilizzare il territorio come trait d'union per creare una immagine univoca all'estero. È attraverso l'enoturismo che possono essere incrementate anche le esportazioni». I territori del Metodo Classico possono dunque essere uniti nel nome di una unicità mondiale, valorizzando congiuntamente vino e turismo, due facce della stessa medaglia. «Occorre educare il consumatore al prodotto ? ha commentato Paolo Cugudda di Martini&Rossi ? Partendo dalla qualità del prodotto si può incrementare il numero dei
consumatori stessi, ragionando anche sui ritorni economici».

Allo stesso modo, anche il Presidente della Martini&Rossi Giorgio Castagnotti ha condiviso il proposito: «L'Italia, con le sue diversità regionali, può essere un player di rispetto anche in questo ambito. Dobbiamo dunque unirci in modo fattivo in questo intento e poi farci conoscere individualmente con i nostri rispettivi marchi anche con questa eccellenza». «Sul vino ci giochiamo il nostro futuro ? ha chiosato l'On. Massimo Fiorio, Vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera ? Il Testo Unico votato alla Camera va in questa direzione».
«Il Forum è stato un successo, oltre le aspettative ? ha dichiarato il Sindaco di Canelli Marco Gabusi ? Ringrazio il giornalista Vanni Cornero, ideatore e moderatore del convegno, per l'impulso fondamentale dato a questo comparto. Ora si deve andare avanti e sono certo che il seguito possa essere ancora meglio».