Grande successo dei prodotti tipici emiliani a Cahors nel sud della Francia

Grande successo dei prodotti tipici emiliani a Cahors nel sud della Francia


E’ rientrata in Valsamoggia la delegazione di Castello di Serravalle, capeggiata dalla presidente di municipio e dal presidente dell’Associazione culturale Terre di Jacopino che ha partecipato al primo Festival della Storia di Cahors nel sud della Francia. Questo festival è gemellato con il Festival di Bologna grazie a Bertrando del Poggetto, nipote del papa Giovanni XXII, venuto da questa cittadina francese per amministrare Bologna nel 1327.

Rispondendo all’invito di Cahors l’Associazione Terre Di Jacopino ha partecipato all’iniziativa francese sia sul piano culturale che enogastronomico. Nella giornata di venerdì 16, dedicata a Bologna è stata aperta con un estratto in francese del bellissimo docufilm di maurizio Barilli e massimiliano Zerbini “Il vino nella valle”, poi sono state presentate tre interessanti relazioni: Umberto Savini e Claudio Cavallieri hanno presentato il viaggio di Bertrando verso Bologna, lungo la via Emilia con la descrizione dei prodotti tipici che già esistevano allora come le paste ripiene e la mortadella; Luigi vezzalini ha presentato l’evoluzione dei paesaggi della Valsamoggia dal 1300 ad oggi e i prodotti tipici attuali dop e igp che si producono tra Bologna e Modena, primo fra tutti il pignoletto docg. Roberto Colombari ha invece mostrato un interessantissimo quadro economico di Bologna nel 1300 e le conseguenze della peste in quel periodo. Successivamente l’attesissima cena degustazione a base di salumi emiliani, parmigiano, crescentine montanare e un trionfo di tagliatelle al ragù. Il tutto annaffiato con pignoletto e lambrusco. La delegazione castellettese ha lavorato sodo e si è meritata anche un bell’articolo sul giornale locale.

Per noi italiani il viaggio a Cahors è stato anche l’occasione per conoscere un territorio bello e interessante e per apprezzare l’ottimo vino Malbec vanto della zona. Abbiamo scoperto che abbiamo tante cose in comune, che possiamo fare insieme progetti di scambio e guardare insieme al futuro e ci simo salutati con l’obiettivo di provare insieme a dare un contributo per costruire un’Europa diversa, quella senza barriere.