Durello e Garganega ce la possono fare confrontandosi con un mercato globale

Durello e Garganega ce la possono fare confrontandosi con un mercato globale


Durello e Garganega ce la possono fare confrontandosi con un mercato globale

 

Il vicepresidente Coldiretti Claudio Zambon: “dobbiamo credere molto di più nella cooperazione per assicurarci un futuro”

 

Largo al Prosecco nell’area vicentina tra Lonigo e Verona? Non proprio, gli autoctoni del territorio possono ancora farcela e, sulla scia del grande vino trevigiano stravenduto in tutto il mondo, possono ricavarsi uno spazio ed avere un successo significativo. “Per riuscirci, però, dobbiamo lavorare uniti, crederci fermamente e, una volta per tutte, puntare sulla cooperazione quale ancora di salvezza per tutte quelle piccole aziende vitivinicole che, da sole, non vedrebbero la luce in fondo al tunnel”. Con queste parole il vicepresidente di Coldiretti Vicenza, Claudio Zambon, è intervenuto la mattina del 9 ottobre a Villa Favorita a Monticello di Fara (Sarego), in provincia di Vicenza, alla presenza del direttore Roberto Palù, al convegno sul tema “Il Prosecco nel regno degli autoctoni: opportunità e rischi”.

Nell’area di Durello e Garganega, si sono confrontati in una sala colma di imprenditori ed appassionati, tra i quali anche i consiglieri regionali Cristina Guarda e Federico Ginato, Paolo Benvenuti (direttore de La Città del vino) ed Alberto Marchisio (direttore generale Vitivis). “Sarego non è una Città del Vino – spiega il direttore Benvenuti – ma potrebbe esserlo a pieno titolo. Dobbiamo guardare all’economia del vino in modo meno tecnico, andando oltre l’etichetta e le caratteristiche del prodotto, ma puntando sul valore del territorio. L’Italia è tra i primi paesi al mondo come meta del turismo enogastronomico. Cogliamo le opportunità che terre splendide come questa offrono gratuitamente e traduciamole in valore aggiunto per le imprese”. Ed il direttore Marchisio conclude: “facciamo ancora troppa fatica a vendere lo straordinario valore culturale ed enogastronomico del nostro fantastico territorio. La Garganega è un vitigno molto richiesto, ma non può inseguire il Prosecco, deve sfruttarne il largo consumo per ricavarsi un proprio spazio competitivo. Il Durello è un vino di nicchia, probabilmente quello che meglio si addice alla spumantizzazione. La sopravvivenza di entrambi i vitigni è legata alla capacità delle aziende agricole di fare squadra, di coalizzarsi per affrontare, con strategie di marketing territoriale forti, i mercati esteri”.