Masters of Wine: identità, innovazione e immaginazione, le parole chiave del futuro del vino

Masters of Wine: identità, innovazione e immaginazione, le parole chiave del futuro del vino


Crossmedialità e interazione tra carta stampata e internet sono le chiavi del futuro della comunicazione democratica del vino. Parola di Daniel Alegre, presidente worldwide Partnership & Business di Google intervenuto ieri nella giornata di apertura dell’8° Simposio mondiale dei Masters of Wine, in corso a Firenze fino a domenica 18 maggio, grazie alla collaborazione con l’Istituto del vino italiano Grandi Marchi. Il futuro, secondo Alegre, è caratterizzato da grandi innovazioni: “Come quella del Mit che sta studiando uno schermo digitale che al tocco dà le stesse sensazioni del giornale stampato, la differenza la farà la facilità dei pagamenti on line”.
Internet e carta stampata non sono competitors ma “soci che si complementano”. Tra gli strumenti più innovativi che il web offre, secondo Alegre, ci sono gli hangout che permettono di costruire “una relazione personale tra produttore e consumatore in qualunque parte del mondo, trasformando una transazione commerciale in una relazione duratura, ma anche il cellulare con le sue applicazioni ‘location based’ che permettono di mescolare e di incrociare i dati”. “Strumenti questi che in passato costavano all’azienda centinaia di migliaia di dollari e che oggi - ha proseguito il presidente Alegre - permettono un rapporto uno a molti, sono innovativi e accessibili a chiunque”.

All’8° Simposio dell’Institute of Masters of Wine raduna “i guru mondiali del vino”, operatori e i più autorevoli esperti del settore, per la prima volta in Italia fino al 18 maggio a Firenze (Palazzo dei Congressi), grazie alla partnership con l’Istituto del vino Grandi Marchi. Marketing globale e nuove frontiere della ricerca vitivinicola, sviluppo sostenibile, grandi sfide della viticoltura mondiale alla luce dei cambiamenti climatici. Ma anche vino e nuovi media, “scienza contro fede” (alias metodi biodinamici vs tecniche di vinificazione avanzate), rinascita delle denominazioni classiche e vitigni autoctoni. Sono questi alcuni dei macrotemi al centro del Simposio “Identità, Innovazione e Immaginazione”, che dopo oltre 30 anni di tappe nel mondo debutta in Italia con 413 delegati, di cui 118 Master of Wine (del prestigioso Istituto londinese in grado di influenzare i canali di sbocco di tutta la filiera), per fare il punto sugli scenari futuri di un comparto che solo nel nostro Paese vale 12 miliardi di euro.

Oggi 16 maggio si prosegue con ambiente e scienza. Nella mattinata il genetista svizzero specializzato in studi sul Dna dell'uva, José Vouillamoz, il presidente e CEO di Domaines de Baron de Rothschild, Christophe Salin, e il climatologo Gregory Jones (Southern Oregon University) indagheranno su come si sta evolvendo la mappa della viticoltura alla luce del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici (ore 09:00). Tra i relatori della giornata, ci sarà anche il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, che proporrà, in base alla sua esperienza da produttore vinicolo, le strategie più adatte per una crescita commerciale globale e sostenibile (ore 16:00). Sempre il 16 maggio, di scena le nuove frontiere della ricerca enologica con le scoperte scientifiche delle più autorevoli istituzioni accademiche del comparto (ore 14:45): dall’Australian Wine Research Institute all’Università della California, dal Centro Interdipartimentale per la Ricerca su Viticoltura e Enologia dell’Università di Bologna alla Geisenheim University. 

Se queste scoperte possono abbinarsi a tecniche tradizionali o a metodi biodinamici e organici lo dirà la sessione “La scienza contro la fede” del 17 maggio (ore 15:30), che vede il contributo del presidente dell’Institute of Masters of Wine, Jean Michel Vallette, e di autorevoli esperti tra cui Paul Pontallier, managing director di Château Margaux. Nella kermesse non mancheranno inoltre i focus sull’Italia. Si va dagli approfondimenti sul percorso che ha portato il Belpaese ad essere uno dei leader dell’enologia mondiale - attraverso la rinascita delle denominazioni classiche e la valorizzazione dei vitigni autoctoni (tra i relatori, il presidente dell’Istituto Grandi Marchi, Piero Antinori, Gaia Gaja, Alberto Tasca e Maurizio Zanella, venerdì 16 maggio, ore 11.00) - al walk around tasting di Jane Hunt Discovering the new Italy in programma il 17 maggio.
Tra i contributi, anche quello di Gerard Basset (unico uomo al mondo a essere contemporaneamente Master of Wine, Master Sommelier e Master of Business Administration in Wine), già vincitore del titolo di Miglior Sommelier del Mondo nel 2010 (17 maggio ore 11:15). Chiudono l’evento, domenica 18 maggio, la testimonianze di 5 leggende, tra le figure più influenti del mondo del vino (da Bill Harlan, fondatore di Harlan Estate a Stephen Henschke proprietario di Henschke), che condivideranno le loro esperienze personali, per dare uno spunto sul tema “Identità, Innovazione, Immaginazione – Viaggi Ispirazionali”.

Sponsor italiani 8° Simposio IMW, Firenze 15-18 maggio 2014: Agriventure; Consorzio Brunello; Consorzio Chianti Classico; IEM, International Exhibition Management; Toscana Promozione; Trentodoc; Sanpellegrino.
 
Costituiscono l’Istituto del Vino Italiano Grandi Marchi: Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Tenuta Greppo, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Tenuta San Guido, Umani Ronchi.