Brunello 2016 a 5 stelle

Brunello 2016 a 5 stelle


Prosegue la spirale positiva del Brunello. Dopo quella del 2015, anche la vendemmia 2016 è stata giudicata a 5 stelle, sebbene abbia messo a dura prova i produttori per via di una stagione molto irregolare.

“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto e lo dobbiamo senza dubbio al saper fare dei nostri produttori – commenta il Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni. Dopo una primavera piovosa, l’autunno è stato caratterizzato da molto caldo di giorno e fresco di notte, un’escursione che ha reso le uve particolarmente ricche di acidità, colore e profumi. Ci aspettiamo grandi cose da quest’annata”.

A confermare il giudizio del Presidente del Consorzio anche i commenti degli enologi che sono stati chiamati a valutare la vendemmia 2016. Tra questi Paolo Vagaggini, enologo di fama nazionale e uno dei massimi esperti mondiali di Sangiovese, che ha detto: “l’annata ha sviluppato profumi franchi, netti, fragranti, una spalla acida forte che è garanzia di un lungo invecchiamento e un colore intenso e vivace. Queste caratteristiche sono evidenti nonostante la stagione non sia iniziata benissimo, ma il Sangiovese è un vitigno capace di reagire molto bene ai cambiamenti stagionali e ha portato a suo favore fattori che non erano del tutto positivi. Ci aspettiamo vini stilisticamente moderni”.

Per Carlo Ferrini “la vendemmia 2016 è stata perfetta, una delle più belle degli ultimi anni. A maggio e giugno il clima è stato freso, con una buona piovosità, mentre in estate il caldo è stato equilibrato, non eccessivo. Credo che questa vendemmia non sia molto distante dai risultati strepitosi raggiunti nel 2010 e nel 2015”.

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Assegnati anche i premi Leccio d’Oro 2017 ai ristoranti Del Cambio di Torino ed Era Ora di Copenhagen. Per le enoteche il riconoscimento è andato a N’ Ombra de Vin di Milano e A. Litteri di Washington DC. Premi speciali per i 50 anni del Consorzio ai locali montalcinesi Enoteca Bruno Dalmazio e Ristorante Il Giglio

E’ la prestigiosa Guida Rossa Michelin a firmare la piastrella celebrativa della vendemmia 2016 che quest’anno, per scelta della giuria di esperti incaricata della valutazione, merita le cinque stelle.

Dal rosso immediatamente riconoscibile in tutto il mondo, la piastrella riprende la copertina dell’ultima guida Italia, suggellando una partnership che ormai dura da alcuni anni. Un design semplice ed efficace scelto dalla “Rossa” a sottolineare che l’importanza del messaggio sta nella condivisione di valori comuni. Come per le passate edizioni di Benvenuto Brunello, infatti, la firma della “piastrella”, al di là dell’aspetto estetico, ha un significato simbolico più profondo. Nel caso di Michelin è appunto l’incontro tra due realtà che hanno come valore fondante l’eccellenza.

Secondo il Responsabile della Comunicazione Michelin Italia, Marco Do: “abbiamo accettato con molto entusiasmo l’invito fattoci dal Consorzio del Brunello perché crediamo che ci sia un forte legame tra i nostri due brand. La missione di entrambi è quella di garantire sempre e comunque il massimo della qualità perché la credibilità e la reputazione passano proprio dalla capacità di essere trasparenti e rigorosi adottando criteri e comportamenti condivisi e riconosciuti in tutto il mondo. Lo stesso vale per le partnership ed i progetti editoriali che portiamo avanti. Lo vogliono i nostri lettori, lo vogliono i wine lovers e gli appassionati. Non è un caso che da oltre 60 anni Michelin sia il riferimento assoluto per la gastronomia mondiale, e lo stesso valga per il Brunello che è uno dei brandi italiani più conosciuti a livello internazionale”.

Come sottolinea il Presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni “è una visione comune che sta alla base della nostra partnership, una collaborazione all’insegna dell’eccellenza e della qualità che dura ormai da alcuni anni e che ci vede presenti in Italia ed all’estero agli eventi Michelin. Quest’anno inoltre stiamo portando avanti anche nuove iniziative editoriali legate ai 50 anni del Consorzio. Siamo infatti convinti che per mantenere e consolidare la visibilità e l’importanza del Brunello nel mondo sia necessario legarsi a partner di altissimo profilo. Nel nostro campo Michelin è uno dei marchi più autorevole in assoluto”.

Novità anche per il Premio Leccio d’Oro che ha l’obiettivo di selezionare e premiare il Ristorante e l’Enoteca, nelle due categorie “Italia” ed “Estero”, con la miglior carta o lista dei vini o comunque con una gamma ampia, ricercata e rappresentativa del Brunello e dei vini di Montalcino. Per questa edizione infatti è stata allargata la giuria ed accorpate in una sola le categorie Ristorante ed Osteria, prima separate. I premi 2017 sono andati ai ristoranti Del Cambio di Torino ed Era Ora di Copenhagen. Per le enoteche invece il riconoscimento è andato a N’ Ombra de Vin di Milano e ad A. Litteri di Washington DC.

Premi speciali per i 50 anni del Consorzio ai locali montalcinesi Bruno Dalmazio per la sezione enoteche e Il Giglio per la sezione ristoranti.

Per quanto riguarda la Giuria, le new entry sono Enzo Vizzari, giornalista e critico enogastronomico, Direttore dell’Area Guide del Gruppo Editoriale L’Espresso, Luca Martini, miglior sommelier del mondo nel 2013 secondo la Wsa (Worldwide sommelier association) e fondatore di Sommelier Consulting che opera anche nel mondo della ristorazione, Charlie Arturaola, sommelier e critico enogastronomico di rilevo internazionale, protagonista del film the Duel of Wine, uscito nel 2016 nelle sale italiane.

I nuovi giurati vanno ad aggiungersi al Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni , dai componenti del Comitato di presidenza composto da Andrea Machetti, Tommaso Cortonesi e Riccardo Talenti e dagli esperti Allan Bay, illustre giornalista nel settore enogastronomico e collaboratore del Corriere della Sera per cui cura la rubriche "Vivi Milano"; l’enogastronoma e scrittrice di libri sul cibo per il mercato USA Faith Willinger, il Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS) Antonello Maietta; e il presidente del Gruppo del Gusto della Stampa Estera in Italia Alfredo Tesio.