Consulenza su nuove Dop e disciplinari: Città del Vino attiva uno specifico "servizio"

Consulenza su nuove Dop e disciplinari: Città del Vino attiva uno specifico


Con la OCM vino è cambiato radicalmente il meccanismo del riconoscimento di nuove denominazioni di origine, così come sono cambiare le procedure per l'esame delle pratiche inoltrate per l'ottenimento della protezione DOP e IGP; anche per la modifica dei disciplinari di produzione dei vini occorre affidarsi alle nuove procedure previste dalla Commissione Europea.
Con il Decreto Legislativo 61/2010 e, successivamente, con il Decreto applicativo 16 dicembre 2010 "Procedure a livello nazionale per l'esame delle domande di protezione delle DOP e IGP dei vini e di modifica dei disciplinari, ai sensi del Reg. CE n. 1234/2007 e del Deecreto Legislativo n. 61/2010", in Italia sono state applicate in via definitiva le nuove normative comunitarie. A partire dal 1 gennaio 2012, infatti, l'iter è diventato più articolato e complesso, prevedendo una preliminare procedura a livello nazionale ed una successiva proceduta comunitaria fino alla conclusione, con la registrazione definitiva e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.

Il carico burocratico, quindi, non è certo diminuito, e così l'Associazione Nazionale Città del Vino ha stretto un accordo di collaborazione con il dott. Roberto Bruchi, enologo, già membro del Comitato nazionale per le denominazioni di origine, profondo conoscitore delle procedure e quindi in grado di seguire le pratiche necessarie da portare avanti sia in sede nazionale, sia in sede europea. Bruchi, infatti, offrirà tramite l'Associazione Città del Vino, la sua consulenza sia ai singoli produttori sia ai Consorzi che potranno essere interessati, previa un preventivo accordo anche di carattere economico, sul tipo di consulenza richiesta.

"Con questa iniziativa - afferma Paolo Benvenuti, direttore dell'Associazione Nazionale Città del Vino - intendiamo offrire uno strumento in più a nostri territori per aiutarli a risolvere problemi tecnici e burocratici per quanto riguarda l'esigenza di creare nuove Denominazioni di origine; di fatto, anche attraverso questa iniziativa, ci poniamo l'obiettivo di sostenere le comunità locali a migliorare la qualità complessiva della loro offerta enologica. La nostra iniziativa intende facilitare anche l'espletamento delle pratiche relative alla modifica dei disciplinari di produzione delle denominazioni già riconosciute."
Questo rinnovato servizio può interessare non solo i Comuni, ma tutti i soggetti con i quali questi ultimi hanno contatti (Consorzi, singoli produttori, organizzazioni di categoria, ecc.). "Ricordo che per alcuni territori si renderebbe necessaria una semplificazione e una razionalizzazione del sistema in essere - afferma ancora Paolo Benvenuti - soprattutto per l'uso dei nomi geografici e dei vitigni. Sono, infatti, da incoraggiare quei progetti di modifica dei disciplinari vigenti, anche nella visione di accorpamenti delle stesse denominazioni, soprattutto per quelle denominazioni più piccole o anche meno utilizzate. Tra l'altro, su questo versante, la normativa prevede anche la soppressione coattiva di quelle denominazioni per le quali sia dimostrabile il poco interesse da parte degli stessi produttori vitivinicoli".
Il rinnovato accordo con Roberto Bruchi prevede anche altri livelli di consulenza (enologica, viticola, legislativa, formativa).