Autoctoni e bio dalla Sicilia

Autoctoni e bio dalla Sicilia


Sostenibilità ambientale, valorizzazione dei vitigni autoctoni, biologico certificato e una nuova etichetta. La cantina Gorghi Tondi di Mazara del Vallo, si prepara alla 51° edizione di Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e distillati, con un carniere di tutto rispetto. Un’edizione tanto attesa, dopo un 2016 importante per il vino italiano, e che cerca nuove conferme anche sull'onda di successo che sta premiando i produttori di alcune regioni italiane e la Sicilia è sicuramente tra queste.

Il vino italiano, infatti, piace sempre di più e Gorghi Tondi è pronta a raccogliere la sfida internazionale, puntando tutto sui vitigni autoctoni siciliani, Nero d’Avola e Grillo in particolare e una produzione attenta ai valori della Natura. I dati statistici sorridono all’enologia siciliana. Come rilevato, infatti, dalla ricerca condotta sull’andamento del mercato del vino dall’Istituto di ricerca IRI, il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato. Sul podio dei vini più venduti d’Italia si fanno notare le performance del Nero d’Avola, mentre tra i vini “emergenti”, cioè con una maggiore progressione di vendita a volume, si conferma la crescita del Grillo. Una fotografia che rispecchia in pieno la nuova rotta tracciata dalle sorelle Annamaria e Clara Sala per l’azienda di famiglia.

 “Oggi il consumatore - afferma Annamaria Sala, marketing manager di Gorghi Tondi - è sempre più orientato, nelle sue scelte, a prediligere quelle cantine che sappiano coniugare i temi della sostenibilità, sia in vigna che in cantina, con la produzione. Noi coltiviamo da sempre le nostre viti all'interno della riserva naturale del WWF, da cui la cantina prende il nome. Siamo in provincia di Trapani, nella Sicilia occidentale, un vero angolo di paradiso dove i vigneti sono incastonati tra terra e mare. Un patrimonio che dobbiamo tutelare e per farlo impieghiamo solo energie pulite, escludendo ogni pratica nociva per la salvaguardia delle biodiversità. Il nostro metodo di coltivazione delle uve è in regime bio, nel massimo rispetto della natura circostante”.

La cantina Gorghi Tondi invita winelover e operatori di settore nel proprio stand 45 C, ospitato presso il Padiglione 2 Sicilia, per scoprire e degustare insieme le nuove annate, con una attenzione particolare proprio ai vini ottenuti da uve autoctone e a quelli prodotti in regime biologico.

E’ un momento felice per il Grillo, storica varietà autoctona della Sicilia occidentale, su cui la cantina Gorghi Tondi sta concentrando sempre di più la propria attenzione. Un progetto ambizioso che mira a fare emergere il Grillo come nuovo vessillo dell’enologia siciliana contemporanea. Un vitigno storico della tradizione, sapientemente interpretato in chiave moderna dalla cantina guidata dalle sorelle Annamaria e Clara Sala. Gorghi Tondi propone oggi nella propria gamma diverse declinazioni di Grillo: si comincia con il Vivitis Bio Grillo, nuova etichetta della cantina che ha subito conquistato i giovani consumatori per la sua piacevolezza; si prosegue con il Kheiré della linea Cru e il Grillodoro, unico nel panorama enologico siciliano, può essere considerato una vera e propria rarità. Ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmaturate in pianta caratterizzate dalla “Botrytis Cinerea” detta muffa nobile, da un vigneto che si affaccia direttamente sul mare, che lo rende incredibilmente vellutato. Infine il Palmarés Brut, un Grillo in versione spumante a conferma della incredibile versatilità di questo vitigno autoctono.

La green attitude è una componente determinante della filosofia produttiva di Gorghi Tondi. Salvaguardia dell’ambiente, basso impatto ambientale, eco-sostenibilità, massimo controllo e cura di tutta la filiera produttiva sono da sempre al centro della vision aziendale, come ben testimoniano le due etichette della linea Vivitis Bio. Un Grillo e un Nero d’Avola, i due vitigni ambasciatori della enologia siciliana, che si caratterizzano per la provenienza delle uve da agricoltura biologica e la non aggiunta di anidride solforosa durante le fasi di produzione. 

In anteprima al Vinitaly sarà, inoltre, svelata la nuova etichetta Babbìo, un Petillant ottenuto da un blend di uve bianche autoctone tra cui il Grillo, lo Zibibbo e il Damaschino. Fresco, raffinato e inusuale. Grandi profumi che introducono ad un’intensità di palato davvero sorprendente. Un vino che farà parlare molto di sé.  Il nome è un divertente gioco di parole che richiama il dialetto siciliano, per rimarcare il contesto produttivo di appartenenza, e la parola Bio, con cui sottolineare - ancora una volta - l’impegno della cantina nella conduzione in biologico dei propri vigneti.