Langhe Roero e Monferrato nell’Unesco

Langhe Roero e Monferrato nell’Unesco


Un atteso riconoscimento, quello che arriva dall’Unesco, per il paesaggio vitivinicolo delle Langhe Roero e Monferrato. Prestigioso proprio perché iscritto nella lista dei riconoscimenti culturali e non paesaggistici. Un segno importante per la cultura che lega territorio, vigna, produzione e la storia di un’intera area, che per estensione, può  essere la storia di tanti piccoli e grandi territori italiani. La notizia arriva dal 38° Comitato del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO ancora in corso a Doha, in Qatar.

Arriva puntuale anche il plauso del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina: "l'iscrizione del paesaggio vitivinicolo delle Langhe, Roero e Monferrato nella Lista dell'UNESCO è un riconoscimento fondamentale per affermare il valore culturale della nostra agricoltura. È la prima volta, infatti, che l'UNESCO riconosce un paesaggio vitivinicolo italiano quale bene unico al mondo, patrimonio dell'umanità per la sua eccezionalità rurale e culturale" . Commenta che "si tratta di un risultato prezioso per il nostro made in Italy perché rafforza il posizionamento a livello di mondiale di alcune delle produzioni vitivinicole più pregiate e apprezzate del nostro paese. Al tempo stesso l'UNESCO ha riconosciuto, con l'iscrizione delle Langhe-Roero e Monferrato nella sua Lista di eccellenza, l'essenzialità dell'agricoltura e degli agricoltori quali sentinelle nella conservazione del paesaggio".

Il presidente nazionale della Coldiretti, il piemontese Roberto Moncalvo, commenta così la notizia:  "un riconoscimento al lavoro di intere generazioni di agricoltori che hanno realizzato nel tempo un territorio unico ed inimitabile di una bellezza straordinaria ma capace anche di esprimere produzioni da primato conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Un successo per il Piemonte e per l'Italia intera alla vigilia del semestre di presidenza dell'Unione e dell'Expo che potrà contribuire alla ripresa di un Paese in cui turismo, cultura e alimentazione rappresentano le leve strategiche determinanti per uscire dalla crisi. Si consolida il primato mondiale dell'Italia nel turismo enogastronomico che da solo vale 5 miliardi ed è in continua crescita, ma una spinta determinate viene anche per l'insieme della vacanza "Made in Italy", con un terzo (32,7 per cento) del budget destinato da italiani e stranieri all'acquisto di prodotti alimentari o ai pasti consumati in ristoranti o trattorie".

Con l'iscrizione del paesaggio vitivinicolo delle Langhe-Roero e Monferrato nella lista dell'UNESCO - frutto del lavoro congiunto e ben coordinato tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Piemonte e l'Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato, coordinato per il Mipaaf dal professor Pier Luigi Petrillo - i siti italiani salgono a 50 confermando così il record mondiale per numero di siti riconosciuti dall'UNESCO patrimonio dell'Umanità. Nessuno dei 191 Stati Parte della Convenzione UNESCO sul Patrimonio Materiale dell'Umanità, infatti, ha mai raggiunto un risultato così significativo.

La decisione in sede di valutazione è stata rapida ed indolore, con l’iscrizione del territorio piemotese avvenuta quasi per acclamazione, con il delegato tedesco che, un po’ per scherzo, un po’ seriamente sembrerebbe aver chiesto la descrizione dei vini prodotti. Al suono delle parole "barolo", "barbera", "spumante” ecco arrivato l'ok in tempi rapidissimi.

“E’ il giusto riconoscimento ai vignaioli che hanno preservato le colline di Barolo e Barbaresco con i loro vigneti sapientemente coltivati nel rispetto delle tradizioni e del sapere contadino - dice Pietro Ratti, presidente del Consorzio di tutela Barolo e Barbaresco - Per noi l’Unesco è uno stimolo a continuare a fare bene con ancora maggiore responsabilità al fine di lasciare ai nostri figli questo meraviglioso territorio che ci hanno consegnato i nostri padri”.

Il nuovo sito Unesco comprende, nella Docg Barolo, i comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba; nella Docg Barbaresco, i comuni di Barbaresco e Neive. Una piccola area altamente vocata alla viticoltura, i cui vigneti sono stati per la prima volta in Italia anche riconosciuti con le Menzioni Geografiche Aggiuntive (cru).