“Diodoros”: rinasce il vino della Valle dei Templi

 “Diodoros”: rinasce il vino della Valle dei Templi


La buona agricoltura può concorrere a tutelare il paesaggio e l'identità di una delle aree archeologiche più belle del Mediterraneo: la Valle dei Templi di Agrigento. Non è solo un giacimento archeologico di primaria importanza per la Sicilia e l'Italia ma anche l'affermazione di un modello che individua nel recupero delle antiche colture e nella tutela della biodivesità, uno strumento vitale per salvare il paesaggio e il delicato sistema che intreccia elementi materiali e immateriali da trasmettere alle future generazioni. È questo il Progetto Diodoros lanciato dal Parco della Valle dei Templi, in collaborazione con strutture produttive del territorio, per riprendere la coltivazione nelle aree demaniali (più di 400 ettari di cui già 120 affidati in concessione a privati) e riportarle ad una vita produttiva. All’inizio del 2014 con  il progetto “Agri - gentium” saranno affidati in concessione altri terreni demaniali per scopi sociali e produttivi. Diodoros  - il Vino della Valle è il primo risultato di questo ambizioso percorso, il vino con il quale si intende rilanciare l’immagine produttiva del vigneto storico della valle posto sotto il tempio di Giunone.

L’obiettivo è far tornare nella valle i moderni contadini, le imprese più coraggiose e innovative, che potranno cogliere questa sfida recuperando dall'oblio produttivo  uliveti, vigneti, mandorleti e campi a seminativi che, un tempo non lontano, venivano considerati dei "giardini preziosi". La sfida è quella di mettere in campo pubblico e privato per coordinare imprenditorialità di piccola e media entità, per produrre olive ed olio, vino, mandorle e pistacchi e molto altro ancora, con risultati di vera eccellenza e di buona economia.

La chiave di volta di questa nuova immagine delle Valle è rappresentata dalla riscoperta delle antiche pratiche colturali e delle produzioni agricole della zona: la vite, l’ulivo, il mandorlo, il pistacchio in tutte quelle varietà che, grazie alla combinazione di fattori pedoclimatici e produttivi dell’area, consentono al territorio di esprimersi al meglio permettendo ai prodotti che ne derivano di avere una serie di caratteristiche organolettiche tali da renderli unici e meritori di far parte del paniere dei prodotti “Born in Sicily”, il progetto di comunicazione e promozione dei prodotti e dei territori siciliani ideato dall’assessorato all’agricoltura della Regione.

Qui è stata scritta una storia agricola che parla di tante culture e che racconta tante dominazioni, dalle più antiche a quelle più vicine, ciascuna portatrice di specifiche culture agronomiche e stili di vita; su questa terra, infatti, non si è distrutto ma si è aggiunto, realizzando un giacimento di biodiversità unico nel Mediterraneo. Questo lembo di Sicilia, consacrato agli dei, è un museo vivente dell'agricoltura, un delicato equilibrio che solo il mantenimento delle attività colturali può salvaguardare e consegnare alle future generazioni.  Ma diventa anche un punto propulsivo di "buona economia, con il ritorno del lavoro in campagna, con produzioni agricole di pregio e tradizione che il mercato torna a richiedere, con una nuova capacità di dialogo tra pubblico e privato finalmente efficiente e non dispersivo.

Il Vino della Valle, è il frutto della convenzione tra l’Ente parco e CVA Canicattì firmata nel 2011,  primo tassello di un progetto che aspira a diventare modello di coesione tra pubblico e privato; l’idea è quella di recuperare e valorizzare il grande giacimento agricolo del parco e delle aree demaniali elegati ad un’agricoltura di collina che, nel corso dei millenni, ha disegnato il paesaggio selezionando  le colture più idonee e innescato economia. L’obiettivo è quello di rilanciare i flussi turistici  in questi territori colpiti dallo spopolamento attraverso alcune azioni che possano intercettare un pubblico più vasto che va dagli appassionati di archeologia a quelli del turismo rurale ed eno-gastronomico.

Il Parco della Valle dei Templi ha una superficie di 1.300 ettari. La legge regionale 20/2000 che ha istituito l’ente, suggerisce anche come intervenire, con il recupero e il censimento del patrimonio arboreo esistente; la realizzazione del laboratorio per la caratterizzazione e la conservazione del germoplasma di mandorlo, olivo e pistacchio (grazie ai fondi del POR2000/2006); l’ampliamento del museo vivente della specie della frutticoltura non irrigua della Sicilia.

Inoltre, grazie ad alcune convenzioni con associazioni e aziende private si sono realizzati interventi per la salvaguardia e la valorizzazione di alcune aree e di alcune varietà impiantate nei terreni del parco. Nel 2006 è stato firmato l’accordo con la società Valparadiso per la raccolta delle olive e l’imbottigliamento dell’olio prodotto dai terreni demaniali, mentre con l’Associazione “Mandorla di Agrigento” si è siglata la convenzione per la valorizzazione delle varietà autoctone. Inoltre,  la collaborazione con il FAI e con l’Università di Palermo ha portato alla nascita del progetto “Mille Mandorli” che ha portato all’impianto di 1.000 piante in un’area colpita da incendio; mentre con la SOAT e la Pro Loco di  Favara si è realizzato un campo sperimentale per la coltivazione del pistacchio. Infine, con il fondi del PO FERS 2007-2013 si sta concretizzando il progetto per la realizzazione di un Itinerario ambientale della Valle dei Templi. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 

 
INFO: Ferdinando Calaciura – calaciura@granviasc.it – 338 32298