“In Vino Veritas. Buone pratiche di marketing contro l'analfabetismo enogastronomico”

“In Vino Veritas. Buone pratiche di marketing contro l'analfabetismo enogastronomico”


A seguito dei Forum nazionali e internazionali curati in questi anni, l’Associazione Nazionale Città del Vino ha recentemente organizzato a Torgiano (PG) un “Simposio Europeo sull’Enoturismo: Marketing e redditività d’impresa” incentrato sull’approfondimento degli aspetti tecnici imprescindibili allo sviluppo dei territori del vino italiani e non, all’internazionalizzazione dell’offerta, alla qualificazione degli standard, alla brand reputation. Sono stati quindi chiamati a confrontarsi alcuni prestigiosi protagonisti del mercato del turismo del vino (docenti, responsabili di progetti nazionali e internazionali per la promozione del turismo enogastronomico, esperti di internazionalizzazione, giornalisti del settore ed esperti di comunicazione on line). Dei loro interventi vogliamo darvi nota, anche alla luce della rilevanza e delle opportunità che sempre più possono svilupparsi dall’enoturismo e dal marketing territoriale. 

“In Vino Veritas. Buone pratiche di marketing contro l'analfabetismo enogastronomico”

La 5° Sessione -  “IL MODELLO DISTRETTUALE NEI MARCHI A OMBRELLO. BUONE PRATICHE DI MARKETING CONTRO L’ANALFABETISMO ENO – GASTRONOMICO. ESPERIENZE A CONFRONTO” - ha analizzato il Distretto come sistema territoriale di qualità, l’integrazione fra settori e strategie di marketing local/global, la sostenibilità e prodotti tipici come pull motivation per i visitatori, il wine & tourism cluster, la cooperazione dei vari attori del distretto turistico: vino, turismi, servizi, artigianato, cultura.

L’intervento di Katia Laura Sidali, Docente Free University of Bozen - Bolzano (Affiliata Dip. Economia Agraria Università G-A di GOETTINGEN), suggerisce interessanti spunti per ridurre l’analfabetismo enogastronomico attraverso un attivismo culturale e alimentare come reazione alla crescente alienazione dai sistemi agricoli di produzione (sistemi di produzione anonimi e standardizzati, ricerca “retrò” di tradizione, origine degli alimenti e produzioni poco trasparenti):

-        - nei confronti dei consumatori: promozione delle specialità regionali come ricongiungimento con la natura (consumo a basso impatto ambientale), con se stessi (rafforzamento della propria identità), con i produttori (prezzo equo e giusto), con una cultura non standardizzata (ri-personalizzazione degli alimenti come reazione alla globalizzazione);

-        - nei confronti dei produttori: crescente utilizzo di marchi e certificazioni (come strategia di riduzione dell’assimetria informativa e come strategia di legittimazione, adozione di pratiche di decommercializzazione (esplicito rifiuto di adottare la GDO convenzionale, adozione di strategie di commercializzazione legate all‘intimità (personalizzazione della catena del valore). 

Per attuare una strategia di nicchia basata sulla cultura e l’identità, che apra nuove possibilità di posizionamento per i piccoli produttori di specialità eno-gastronomiche, è dunque indispensabile una valorizzazione coerente delle caratteristiche materiali (ingredienti)  e immateriali (storia, tradizione) dei prodotti tipici, la creazione di un “circuito della conoscenza“, il rafforzamento di quei rituali (come ad esempio il mangiare e bere insieme)  che potenziano il sentimento di appartenenza all‘interno di un gruppo creando un legame emozionale fra i commensali e fra i clienti e il produttore, il fare leva su un sistema di valori identificabile  (vedi ad esempio  il marchio ombrello regionale SudTirol).

 

"Enogastronomia e Turismo: come si declinano oggi "

"Comuni e Strade del Vino nello sviluppo dell’enoturismo in Italia"  

"Drivers di acquisto per i prodotti alimentari"

"Simposio Europeo sull’Enoturismo: marketing e redditività d’impresa"

“Invito al viaggio enoculturale. La dimensione culturale dell'Enoturismo”  

“Different kinds of Wine Tourism” 

“Posizionamento digitale nel turismo enogastronomico” 

“Enoturismo: come aumentare il flusso di turisti dalla Russia e paesi CSI?”

“Opportunità del P.S.R. dell'Umbria per il settore vitivinicolo”

15 buone pratiche contro analfabetismo enogastronomico sidali