Sizzano, giornate della viticoltura 2017

Sizzano, giornate della viticoltura 2017


Significativa partecipazione alla Giornata della Viticoltura che si è tenuta a Sizzano (Novara) lo scorso 5 settembre, durante la quale si è parlato delle molteplici attività svolte in difesa del patrimonio vitivinicolo e ambientale delle Colline Novaresi.

La giornata si è conclusa con la consegna di attestati di merito a coloro che, per la professionalità nell’attuare “Buone Pratiche Agricole”, hanno consentito l’incremento qualitativo dei vini, la salvaguardia dell’ambiente e la tutela dei produttori e dei consumatori.

I lavori sono stati introdotti da Stefano Vercelloni, coordinatore regionale delle Città del Vino del Piemonte, che ha ripercorso le fasi più significative che hanno caratterizzato, dalla fine degli anni '70 ad oggi, l'azione degli enti pubblici e dei viticoltori, assieme alle loro organizzazioni di categoria, in difesa dell'am,biente e per sviluppare una viticoltura di qualità che ponesse le sue basi sulla diffisione di “bione pratiche”, di tutti quegli accorgimenti che, nel tempo, avrebbero consentite anche di migliorare la qualità dell'ambiente e tutelare la salute dei viticoltori e dei consumatori.

Con il riconoscimento, nel 1969, delle Denominazioni di Origine Boca, Fara, Sizzano e Ghemme, inizia un periodo importante e innovativo per il territorio, con il rinnovo dei vigneti coltivati passando dall'antico sistema di allevamento “Maggiorino” al Guyot, per consentire l’utilizzo dei mezzi meccanici; un antico sistema che oggi viene riscoperto per dare ancora più tipicità ai vini d questa zona. Nel 2008, infatti, i 13 Comuni della Convenzione Vitivinicola hanno avviato il progetto di tutela dei vecchi vigneti a Maggiorino o quadretto novarese, per conservare una testimonianza storica, visto che il Maggiorino si era ridotto solo a piccole superfici. Intanto si riducono le quantità di uve prodotte e si comincia ad ottenere una conseguente maggiore qualità dei vini.

Altro passaggio importante, vede protagonista il prof. Mario Fregoni che, tra il 1977 e il 1978 realizza, in collaborazione con Confagricoltura Novara, la mappatura del territorio vitivinicoli dei comuni di Boca, Fara, Ghemme, Sizzano, Barengo e Mezzomerico, con la redazione della così detta “carta nutritiva” dei vigneti delle Colline Novaresi, frutto dell'analisi dei terreni e delle piante per verificare lo status dei vigneti e le eventuali carenze.

All'epoca la superficie vitata era di circa 4.000 Ha, dei quali il 57% allevato a Maggiorino, il 22% a Guyot, l'11% a Silvoz e il 9% a Pergola. I vitigni presenti, in ordine di importanza: Bonarda novarese, Croatina, Nebbiolo, Vespolina.

Con l'istituzione dei Centri di Assistenza Tecnica Agricola (L.R. 63/78) si creano una sorta di condotte agrarie distribuite sul territorio; i tecnici delle organizzazioni professionali, in collaborazione con i tecnici della Regione, iniziarono così la loro attività di consulenza, che vide anche la preziosa collaborazione dell’Università Statale di Milano.
I viticoltori cominciarono finalmente a rinnovare i vigneti; dagli iniziali 1.770 ceppi ettaro si raggiunse, nel corso degli anni, i 3.000 ceppi ettaro, con nuovi cloni varietali. L’inerbimento, di fatto, eliminò il diserbo, e l’utilizzo delle trappole sessuali e l’implementazione di insetti utili e tutte le altre pratiche agronomiche diventarono funzionali al miglioramento della qualità della vite e alla tutela ambientale.

Nel 1980 il Piemonte, prima Regione in Italia, si dota dell'Anagrafe Vitivinicola, cioè il Catasto dei Vigneti, e nell’occasione anche i Comuni collaborarono con i tecnici delle Organizzazioni Agricole per dare seguito alla normativa.
Nel 1988 fu formalizzato il primo protocollo di intesa tra i Comuni e l'associazione dei produttori Asprovit Piemonte. È qui che inizia ufficialmente il lavoro di assistenza tecnica e sperimentazione in collaborazione tra Asprovit, ora Vignaioli Piemontesi, le organizzazioni professionali agricole, la Regione, la Provincia, l'Università degli Studi di Milano.

Altro passaggio importante, il riconoscimento nel 1994 della Doc Colline Novaresi, il cui disciplinare è stato poi modificato nel 2011 e nel 2014. Intanto nel 1997 il vino di Ghemme acquisiva la Docg (modificata poi nel 2010 e nel 2011). Nel 2006 i Comuni – a dimostrazione dell'impegno coordinato degli enti locali – si sono dotati di un nuovo Regolamento di Polizia Rurale, poi aggiornato nel 2014, che teneva conto della nuova realtà vitivinicola e quindi delle ulteriori regole per la sua tutela.

Nel 2007 il Comune di Sizzano vince il Concorso indetto dall'Associazione nazionale Città del Vino ed Istituto Nazionale di Urbanistica dedicato a “Il migliore Piano Regolatore delle Città del Vino”, primo Comune a qualificare con la zonazione viticola tutte le aree viticole comunali e quelle boschive di pregio e a farne strumento di pianificazione territoriale. Nel 2017 il Comune di Gattinara e quello di Ghemme hanno definito le rispettive mappe viticole con i toponimi dei vigenti.

Nel 2007, in collaborazione con l'Associazione Città del Vino e i 10 Comuni associati, si è tenuto un convegno sul tema della Strada del Vino delle Colline Novaresi, presentato anche alla Borsa internazionale del turismo di Milano, al quale non è stato dato il giusto seguito; sarebbe importante riconsiderare la questione magari con il supporto dalla Regione Piemonte. Intanto il 5 Comuni della Doc Boca (Boca, Maggiora, Cavallirio, Grignasco e Prato Sesia) comunque hanno creato la Strada delle Terre del Boca.

E veniamo ai giorni nostri, o quasi; nel 2014 l'Associazione Città del Vino ha assegnato ai 13 Comuni della Convenzione un attestato di buone pratiche per il lavoro svolto a tutela dell'ambiente così come fa la Regione Piemonte, due anni dopo, a conferma del buon lavoro svolto.

Quest'anno i Comuni di Mezzomerico e di Sizzano hanno messo a disposizione dei loro viticoltori una centralina meteo di ultima generazione per coadiuvare il loro lavoro e quello dei tecnici.

Un aspetto da non dimenticare è l’azione di presidio del territorio che svolge la viticoltura e che il viticoltore è il primo tutore del territorio e del paesaggio e, nel caso specifico, anche i Comuni, oltre che i tecnici, hanno dato il loro contributo affinché tutto ciò si potesse verificare.

 

Giornata della Viticoltura Attestati di merito anno 2017

Giustina RIZZETTO
Tecnico dipendente dell’Ispettorato Provinciale Agrario di Novara del Ministero dell’Agricoltura sino a tutto il 1970, dal 1971 del Servizio Agricoltura poi Settore Territoriale dell’Agricoltura di Novara e Verbania della Regione Piemonte sino al pensionamento nell’anno 1999.
Tra le molte attività e mansioni svolte in particolare addetta alla Statistica provinciale e soprattutto esperta della viticoltura novarese, dapprima per la lotta a calendario e poi per la diffusione della difesa integrata nei vigneti.

Ivo Ercole RIGAMONTI
Laureato in Scienze Agrarie, Professore Associato in Entomologia Agraria e Applicata (AGR/11) presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, docente dell’insegnamento di “difesa della vite modulo 1 Entomologia” per CIS “Viticoltura ed Enologia”, esperto in protezione integrata in viticoltura e frutticoltura, acarologia applicata, insetti esotici di nuova introduzione. Ha pubblicato molti lavori sul Bollettino di Zoologia agraria e di Bachicoltura nel 1998, 2000, 2002, 2004, ecc. … Aveva iniziato la sua attività come laurendo e tecnico della Vignaioli Piemonte nel territorio vitivinicolo delle colline novaresi, già allora stretto collaboratore del prof. Giuseppe Carlo Lozzia

Luciana BIONDO
Dottore Agronomo, Laureata in Scienze Agrarie, Collaboratrice del prof. Giuseppe Carlo Lozzia, Tecnico esperta nella difesa integrata, enologa, come tecnico della Vignaioli Piemonte aveva iniziato e svolto la sua attività tra le colline novaresi per divulgare le buone pratiche agricole tra i viticoltori e diffondere nei vigneti la lotta integrata. Ha diretto e dirige aziende vitivinicole della Sicilia, dell’Abruzzo e Molise e dell’ Emilia Romagna.

Antonio POGLIANI
Dottore Agronomo, Laureato in Scienze Agrarie, insegnante di Estimo presso il Nervi di Novara sino al 1980, Tecnico del Servizio/Settore Agricoltura di Novara della Regione Piemonte dal 1980 al 2000, responsabile del Servizio produzioni animali, esperto delle norme sui contratti agrari. Dal 2001 sino al pensionamento nel 2015 al Settore Agricoltura della provincia di Novara dapprima come responsabile del servizio zootecnia caccia, pesca, parchi e GEV, dal 2012 dirigente del Settore Agricoltura della provincia di Novara. Vicepresidente dell’Associazione Laureati in Scienze Agrarie e Forestali di Novara e VCO, nonché Consigliere dell’Ordine degli Agronomi e Forestali delle Province di Novara e del VCO e responsabile della Trasparenza e anticorruzione dello stesso Ordine.

Gianfranco QUAGLIA
Giornalista professionista, vive a Novara. Ha lavorato a lungo alla redazione centrale della “Stampa” ed è stato responsabile dell’edizione Novara e Verbano Cusio Ossola, avviando e contribuendo al progetto del decentramento delle edizioni locali. Tutor al Master di Giornalismo dell’Università di Torino, attualmente è presidente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e si occupa di corsi di formazione per i giornalisti. Si è dedicato a lungo a temi agricoli sulla pagina nazionale de “La Stampa” e attualmente è direttore della testata online Agromagazine.
È autore di alcuni libri, tra cui “Oscar Luigi Scalfaro, un Presidente novarese”. “Non di sole particelle…” (interviste agli scienziati del Cern sul rapporto scienza-fede)”. “l’Agricoltura novarese verso il 2000”. “Cento anni di agricoltura novarese”. “Cent’anni di latteria, una storia di imprenditoria e coraggio”. “L’ingegnere (Gaudenzio Nino Cattaneo)”. Cavaliere della Repubblica.

Massimo DEL ZOPPO
Nato a Novara il 10 giugno del 1962, lavora come giornalista nella redazione del “Corriere di Novara”, (dove ha iniziato nel 1982), nel settore cronaca, soprattutto “nera”. Nell’ambito dell’attività lavorativa in passato ha avuto modo di occuparsi di cultura e spettacolo e tempo libero, approfondendo tematiche nel campo del turismo, dell’enogastronomia e storia dell’agricoltura. In modo particolare sulla viticoltura. Nel settore turismo ha collaborato tra gli altri con la Redazione Geocartografica dell'Istituto Geografico De Agostini di Novara, oltre a riviste di settore.
Tra le pubblicazioni di argomento turistico riguardanti le nostre zone, oltre ai due libri “La città nascosta” del 2002 e “La città nascosta volume secondo” del 2003, si segnalano “Regina Palace Hôtel Stresa 1908-1998” e “Grand Hôtel et Des Iles Borromées Stresa 1861” sulla storia dei due celebri alberghi. Altri libri pubblicati hanno riguardato lo sport.
Nel 2014 ha vinto la XXVI edizione del Premio Giornalistico del Roero.
Attualmente ricopre la carica di fiduciario per le province di Novara e Verbano Cusio Ossola dell’Associazione Stampa Subalpina.