Carta Italiana del Carbonio Organico del suolo

Carta Italiana del Carbonio Organico del suolo


Arriva la Carta Italiana del Carbonio Organico, strumento di lavoro fondamentale per la conservazione e pianificazione del suolo e per orientare i decisori politici verso una gestione sostenibile dell'agricoltura. A realizzarla è una rete volontario di Istituzioni coordinata dal Crea, con il suo Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente, partendo dal presupposto che oggi il 95% delle produzioni alimentari deriva dal suolo ma ben un terzo di esso risulta da moderatamente a molto degradato. ''Poichè la fertilità è influenzata dal quantitativo di sostanza organica presente e dalla sua biodiversità - spiega Anna Benedetti, ricercatore Crea del National Focal Point italiano GSP - il nostro Paese sotto questo aspetto è a rischio; in media, infatti, si stima che la sostanza organica contenuta nei suoli destinati all'agricoltura si aggiri intorno all'1,5%, del quale, però, se ne perde potenzialmente ogni anno oltre l'1%, se non debitamente reintegrata, oltre l'1%''.

La Carta rappresenta inoltre una base importante in vista della Pac post-2020 per programmare in modo strategico gli interventi sul territorio e per misurare gli effetti delle pratiche mirate messe in campo dagli agricoltori. E non è un caso se la conservazione del suolo è diventata una priorità strategica dei PSR, perseguita grazie alla Misura 10 (Pagamenti agro-climatico-ambientali) che promuove la diffusione di buone prassi come l'agricoltura conservativa (rispettosa del suolo) e il No-tillage (semina su sodo senza alcuna lavorazione del suolo). Nel contesto Ue, ha ricordato il Crea, l'Italia è il Paese che ha maggiormente puntato su questo genere di sostegno. Secondo i dati evidenziati dalla Carta, occorrono interventi urgenti per salvaguardare la salute dei suoli e dell'agricoltura italiana, soprattutto al Sud: recupero sostanza organica in aree di agricoltura intensiva e monosuccessione, contrasto all'erosione in aree appenniniche e acclivi, contrasto alla desertificazione e più in generale al degrado del suolo.

Il suolo è una imprescindibile matrice identificativa del nostro made in Italy agroalimentare - sottolinea il presidente CREA Salvatore Parlato - e proprio per questo sarà uno dei 4 obiettivi strategici del nostro prossimo piano triennale di ricerca. Inoltre, stiamo pensando di avviare l’elaborazione di una mappa digitale che analizzi e documenti la qualità dei suoli italiani per poterla preservare al meglio”.