Indicazioni geografiche, storia e futuro dei nostri territori

Indicazioni geografiche, storia e futuro dei nostri territori


È disponibile nella nostra sezione “Studi e Ricerche” il testo completo del Rapporto Ismea-Qualivita 2017, che come ogni anno, grazie alla collaborazione con AICIG, Federdoc, Consorzi di tutela e organismi di certificazione, riporta l’analisi e l’interpretazione dei dati socio-economici più significativi del food&wine italiano a Indicazione Geografica.

Lo studio, giunto alla sua quindicesima edizione, analizza lo scenario delle Indicazioni Geografiche nel mondo e riporta a livello nazionale i dati produttivi ed economici delle filiere, elaborando indicatori del loro impatto economico sui vari territori d'Italia: Scenario europeo e italiano delle DOP IGP, Dati produttivi dei comparti Food e Wine, Focus con valori e impatti economici regionali, Consumi nella GDO, Attività di comunicazione dei consorzi, Contesto legislativo di riferimento,   Attività di vigilanza.

I numeri di settore analizzati confermano, proprio in occasione dell’Anno del Cibo Italiano, che la qualità agroalimentare certificata è il comparto che forse meglio può esprimere la peculiarità e la forza delle produzioni nazionali. La crescita (che negli ultimi 10 anni ha visto aumentare il numero di prodotti del 40%, il valore economico del 70% e l’export addirittura del 140% fino a rappresentare il 22% dell’export agroalimentare nazionale) non è solo economica, ma anche sociale - con imprese e operatori dei territori capaci di fare rete ed innovarsi - e soprattutto culturale: il cibo e il vino italiani sono elementi costitutivi del patrimonio nazionale, e le DOP IGP sono un modello fatto di comunità locali, mestieri, capitale umano, reti sociali, tecnologie e certificazioni

Imprescindibile il ruolo dei Consorzi di tutela, che sempre più rappresentano l’elemento fondamentale per la gestione, promozione e salvaguardia delle DOP IGP, ma che, a quasi venti anni dall’impianto legislativo che ne ha stabilito le funzioni, necessitano di un aggiornamento normativo nazionale per dare maggiore efficacia al sistema e renderlo adeguato al contesto attuale.