QU.ALE: joint the wine democracy

QU.ALE: joint the wine democracy


Questa estate le note della taranta nella Puglia salentina hanno accompagnato una bella iniziativa di solidarietà legata al vino: QU.ALE, un Salento Igt prodotto dalle Tenute Eméra di Pulsano (Ta), patria del Primitivo di Manduria, gradevolissimo rosso da tavola dal prezzo assai contenuto. Berlo è una scelta consapevole per molte ragioni. Perchè è venduto in bottiglie in vetro leggero e prodotto solo con materiali riciclati o riciclabili al 100%, perchè registrandosi al sito è possibile destinare il 5% del ricavato della vendita della bottiglia a una ONLUS a propria scelta tra quelle selezionate (AMKA ONLUS, CHARITY WATER, SALINA MONACI e MADE IN CARCERE), perchè è espressione di un progetto che lega passione per la terra, sostenibilità e condivisione delle risorse.

QU.ALE sostiene infatti il Manifesto per una democrazia del vino del Movimento The Wine Democracy, che recita: ART. 1 Nella Repubblica Democratica del Vino la qualità del vino è strettamente e imprescindibilmente connessa alla qualità della vita, ART. 2 Ciascuno ha diritto di cittadinanza nella Repubblica e merita di bere bene, a lungo e in maniera sana, ART. 3 Nella Repubblica ciascuno ha diritto a un grande vino italiano, prodotto, garantito e certificato e ha il diritto di pagarlo al giusto prezzo, ART. 4 La Repubblica usa solo materiali eco-compatibili o riciclati così da permettere a ciascuno di riutilizzarli e smaltirli nel modo corretto, ART. 5 Tutti i cittadini della Repubblica credono in un solo mondo e si impegnano a preservare la terra e tutti gli esseri viventi che la abitano, ART. 6 Tutti i cittadini della Repubblica credono in una sola umanità. Per questo fanno del bene ogni volta che bevono un buon bicchiere di rosso.

Ma, come dice un popolare proverbio russo, “una mela non cade mai troppo lontano dall'albero”. Alessandra Quarta, l'ispiratrice di QU.ALE (che dalle sue iniziali prende il nome), è figlia d'arte e l'amore per le sfide e l'innovazione ce l'ha nel sangue: suo padre, Claudio Quarta, è uno “scienziato” del vino che dopo un percorso di successo come biologo-imprenditore nel campo della ricerca farmaceutica negli Stati Uniti ha deciso di tornare nella sua terra, in Puglia, ed avviare un'attività di produzione, ricerca e sperimentazione con vitigni autoctoni e non solo.

Con risultati eccellenti: una holding del vino, la Magistravini, che raccoglie tre aziende vitivinicole (Emèra in Salento, Casino Nitti nel tarantino a Carpignano, Azienda San Paolo in Irpinia); una splendida masseria che ospita tra l'altro un antico palmento, nata dal restauro del vecchio Casino Nitti, in passato proprietà dello stagista Francesco Saverio Nitti che qui si rifugiava dalle responsabilità della politica tra vigneti e campi di grano; un “Vigneto della Biodiversità” dove tra il 2009 e il 2011 sono stati impiantati circa 500 varietà di vitigni minori prevalentemente di origine caucasica e mediterranea. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 Info: www.qualevino.it - www.tenuteemera.it