In Toscana passa la legge sull'agricoltura contadina

In Toscana passa la legge sull'agricoltura contadina


È stata approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Toscana la legge che andrà a tutelare i piccoli sistemi produttivi locali a fondamento dell'agricoltura contadina. Uno dei consiglieri firmatari della proposta di legge spiega: «Ora la Giunta regionale ha 180 giorni di tempo per emanare il regolamento e le linee guida per le procedure di autocontrollo”.

Salvaguardare i piccoli sistemi produttivi consolidati, tipici della tradizione toscana e mantenere un presidio di agricoltura di dimensione contadina, introducendo la possibilità di trasformare e lavorare i prodotti all'interno delle stesse aziende e la loro vendita nei mercati locali. E' quanto prevede una proposta di legge sull'agricoltura contadina approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Toscana.

Il testo nasce dalla fusione di due proposte di legge di iniziativa consiliare che vedono fra i primi firmatari, rispettivamente, Tommaso Fattori (capogruppo Sì Toscana a sinistra) e Serena Spinelli (capogruppo Mdp), e definisce i destinatari degli interventi, le modalità per l'avvio dell'attività, i requisiti dei locali da utilizzare per la lavorazione dei prodotti e le eventuali sanzioni.

Secondo Fattori e Spinelli "questa legge compie un grande passo in avanti, offrendo alle piccole e piccolissime realtà agricole la possibilità di condurre all'interno delle proprie strutture tutti i passaggi della produzione nel rispetto dei requisiti igienici ed edilizi stabiliti dalla legge, e tenendo conto dei contesti rurali in cui si svolgono i processi". 

Tommaso Fattori e Paolo Sarti commentano: “E’ un risultato importante per il mondo contadino, che nasce dalle tante proposte e considerazioni d’innumerevoli reti di piccoli agricoltori, dei Gruppi di Acquisto Solidale e di Slow Food. Si semplifica così la vita a tante realtà, alle aziende familiari, alle piccole cooperative che vendono e fanno degustare, per esempio nelle fiere e nei mercatini locali, prodotti agricoli che non si prestano ad una lavorazione industriale. Semplificare per evitare di rimaner stritolati da una burocrazia priva di senso o da costi irragionevoli. I contadini potranno quindi utilizzare anche la cucina di casa propria o un locale “polifunzionale” della propria piccola azienda per lavorare, trasformare e confezionare i propri prodotti per poi venderli nel solo mercato locale della provincia o di quelle confinanti. Il tutto, tenendo conto degli ambienti rurali in cui si svolgono i processi, nel rispetto dei requisiti igienici ed edilizi di legge. Sostenere la piccola agricoltura e la filiera corta è fondamentale per il contrasto allo spopolamento delle aree montane e collinari, la tutela della biodiversità, la cura dei nostri suoli e la conservazione dell’enorme diversità di prodotti locali tipici e di alta qualità dei nostri territori. Con questa legge inoltre si dà un aiuto concreto per integrare il reddito delle tante persone, soprattutto giovani, che per motivi economici e per passione sono tornate in numero crescente a riscoprire i lavori legati alla terra, a un’agricoltura di piccola scala, naturale o biologica, e slegata dal grande business. A questo punto confidiamo nel fatto che la Giunta regionale rispetti i tempi - 180 giorni dall’entrata in vigore della legge - per emanare le linee guida relative alle procedure di autocontrollo e il regolamento di attuazione con cui definire i requisiti strutturali ed igienico-sanitari, nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti europei”. (Fonte: www.terranuova.it) 

 

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