Fragile come una foglia di vite: la collezione artistica delle viti in Calabria

Fragile come una foglia di vite: la collezione artistica delle viti in Calabria


Delicate foglie di vite in ceramica invetriata come originale ed efficace strumento itinerante di comunicazione del “vigneto Calabria”, realizzate con un certosino e accurato lavoro nel noto laboratorio Ceramica ConCreta di M. Graziella Cantafio, artigiana e designer della ceramica che dal 1980 guida una realtà artigianale importante che si è consolidata grazie alla sua amorevole dedizione.

Attualmente, la sua ricerca si basa su una semplicità di gesti che recupera tecniche arcaiche di foggiatura e di decorazione, con le quali riesce a creare oggetti unici ed originali, radicati nella cultura della Magna Grecia e che richiamano disegni di reminiscenza classica eseguiti con la tecnica del graffito, grazie alla quale nel 2006 si è aggiudicata il 1° Premio al XIII Concorso Nazionale della Città di Grottaglie per la sezione Ceramica Artistica. Nelle sue ceramiche recupera tecniche arcaiche di foggiatura come il colombino, col quale crea vasi eleganti dalla linea originale ispirati alla tradizione calabrese.

La collezione artistica delle viti in Calabria” - che contempla le trenta varietà autoctone e qualche altra minore - nasce nel 2011, quando la ricerca della ceramista M. Graziella Cantafio, dell’agronomo Saveria Sesto e dell’architetto Silvia Sesto viene presentata  prima presso l'Azienda Librandi di Ciro' e successivamente al Lamezia Wine Fest. La realizzazione di foglie in ceramica dei vitigni coltivati su tutto il territorio e disciplinati dalle 9 DOC e 13 IGT della Regione era stata preceduta dalla raccolta e selezione dal campo varietale dei vivai Maiorana e da altri vigneti.

Nell’anno scolastico 2014/2015 previa raccolta e conservazione delle foglie verdi la riproduzione in ceramica, sempre presso il laboratorio Ceramica ConCreta, torna nuovamente alla ribalta nel progetto "La vigna: un laboratorio di scienza en plein air. Studio ampelografico per il riconoscimento dei vitigni dei Doc della Calabria e la promozione del patrimonio enologico della Regione, presentato dal Liceo Scientifico ‘G. Galilei’ di Lamezia Terme insieme all’Associazione nazionale delle Città del Vino, la Cantina Librandi e l’Associazione L'albero della Vite: “idee creative con le mani” da utilizzare per mostre itineranti che parlino il linguaggio scientifico della biodiversità e della variabilità genetica, accompagnate da una mostra fotografica di foglie e grappoli delle varietà inserite nel Registro Nazionale, per evidenziare le forme, le dimensioni e la variabilità intravarietale della biodiversità locale e supportare la divulgazione degli aspetti scientifici, storici ed economici della Calabria.

 

Nel 2016, infine, con il lavoro “Collezione artistica del patrimonio ampelografico della Calabriail team si è aggiudicato il Premio Internazionale Ambasciatori delle Città del Vino. Questo importante riconoscimento - riservato a libri, ricerche, opere o innovazioni documentate dedicate al settore vitivinicolo - era così motivato: “La collezione artistica è una rappresentazione di foglie delle trenta varietà autoctone di vite e di vitigni minori della Calabria. I pampini di vite, raccolti e selezionati, scegliendo le foglie adulte e rappresentative della varietà, sono stati riprodotti a mano, una ad una, in ceramica invetriata con tecnica tradizionale nel laboratorio ConCreta di Lamezia Terme. Fedele è stata la riproduzione rispettandone morfologia, denti, lobi, nervature, seno peziolare e picciolo, operazione affidata alle mani esperte dell’agronomo Saveria Sesto che ne ha scelto la foglia - tipo da riprodurre. Artistica, invece, l’interpretazione affidata alla ceramista M. Graziella Cantafio e all’architetto Silvia Sesto dei colori, delle diverse tonalità di verde in funzione dell’evoluzione fogliare, dell’età fenologica e della stagionalità: dal giallo, al rosso autunnale del Magliocco o del Gaglioppo con tonalità fino al viola, talora in tutta la pagina o solo nelle nervature come accade nella realtà”. (di Alessandra Calzecchi Onesti)