“Più turismo nel vino”. Un binomio virtuoso che piace anche ai Ministri

“Più turismo nel vino”. Un binomio virtuoso che piace anche ai Ministri


Presentati a Roma i dati delle previsioni vendemmiali 2018, a cura di Uiv e Ismea. L’Italia è anche quest’anno il primo Paese produttore al mondo per quantità. Ma al di là dei numeri è stato chiaramente ricordato dal ministro dell’Agricoltura il beneficio che l’enoturismo potrebbe apportare ai territori e alle economie locali

 

L’Italia è ancora il primo produttore vinicolo al mondo per quantità, ma è anche un Paese in cui è maturata un forte sensibilità verso l’enoturismo. Qualche anno fa l’argomento sarebbe stato appena sfiorato da un ministro, nella migliore delle ipotesi. Oggi, invece, un ministro dell’Agricoltura arriva a dedicare una parte del suo discorso pubblico al binomio tra vino e turismo; merito anche della costante politica, ormai ventennale, delle Città del Vino. Così ha fatto Gian Marco Centinaio, ministro del governo Lega-5 Stelle, durante la presentazione delle previsioni vendemmiali 2018, il 4 settembre al Ministero delle Politiche Agricole, a Roma, organizzato da Unione Italiana Vini e Ismea.

Il ministro Centinaio ha sottolineato due aspetti interessanti: il forte interesse dei russi per l’enogastronomia come elemento decisivo per un viaggio in Italia; e un documento firmato da 20 ministri dell’agricoltura di altrettanti Paesi nell’ambito dell’ultimo G20 a Buenos Aires in cui si fa riferimento anche al turismo enogastronomico.

Il nuovo atteggiamento dei livelli più alti della politica italiana gioca sicuramente a favore dei grandi progetti dell’Associazione Nazionale Città del Vino; e non solo nel campo dell’enoturismo. Città del Vino – va ricordato – si batte da anni per sviluppare un’economia sostenibile nei territori a vocazione vitivinicola. A sostegno degli operatori pubblici e privati Città del Vino cura da anni anche un puntuale e approfondito rapporto sull’enoturismo in Italia.

Ma veniamo ai dati vendemmiali, argomento principe dell’incontro con la stampa voluto da Uiv e Ismea. Ebbene, l’Italia si conferma ancora una volta in cima alla classifica internazionale dei più grandi produttori di vino. “La produzione stimata è di 49 milioni di ettolitri, con un incremento del 15% rispetto ai 42,5 milioni del 2017. Un dato – ha sottolineato Ernesto Abbona, presidente di UIV - che riavvicina l’Italia alle medie precedenti al 2017. La nostra viticoltura ha saputo in larga parte affrontare questo bizzarro andamento stagionale con attenzione, tempestività e professionalità, consentendo al nostro Paese di confermare anche quest’anno la propria leadership produttiva a livello mondiale”.

Vogliamo costruire una nuova strategia di settore, perché per andare sui mercati internazionali è fondamentale sapersi promuovere – ha affermato ancora il ministro Centinaio -. La strada è lunga e la sfida sarà di creare e far proprio il differenziale positivo di valore e distinzione; anche sulla differenziazione dell'offerta e della qualità, due elementi che ci rendono unici”.

L’incremento produttivo dell’ultima campagna agricola è un’importante notizia per le cantine. Consentirà loro di recuperare gli effetti negativi avuti nel 2017 – ha dichiarato Raffaele Borriello, direttore di ISMEA -. La minore disponibilità di prodotto dell’anno passato, associata a un aumento consistente dei prezzi, ha determinato nei primi 5 mesi del 2018 una riduzione del 10% di vino esportati. In calo di importazioni anche Germania e Regno Unito. Avanza, invece, la Francia sul mercato statunitense. Riteniamo comunque – ha concluso Borriello - che l’incremento di produzione fin qui registrato avrà effetti positivi sulla ripresa dell’export. La prospettiva è di superare la soglia dei 6 miliardi di euro a fine anno”.