Diamo il benvenuto a Fregona

Diamo il benvenuto a Fregona


L'Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Fregona nella Provincia di Treviso (Veneto).  Alle falde del Cansiglio, coronata dal verde delle sue terre ubertose, Fregona si adagia dolcemente tra vigne e frutteti”. Così scriveva Pino Zangiacomi nel suo libro dedicato a Fregona nel lontano 1952. Il Comune si estende infatti sull'area pedemontana a nord-est di Vittorio Veneto e sull'altopiano del Cansiglio ed è dominato dall'alto dal monte Pizzoc (1.565 m), e dal Millifret (1.581 m), la cui cima rappresenta il punto più elevato della zona.

Il territorio era abitato già in età preromana: resti di utensili provano una presenza umana radicata almeno dall'età del ferro, ritrovamenti paleoveneti e tracce di un castelliere sopra la chiesa di San Daniele. La zona era infatti assai favorevole all'insediamento umano, avvantaggiata dalla posizione soleggiata, dall'abbondanza di risorse idriche e dalla protezione data dai rilievi montuosi. Fregona diventò poi un’importante punto di passaggio in età romana, della cui presenza è rimasta anche traccia nella toponomastica locale e nelle monete romane rinvenute in alcune zone del territorio. L’area divenne poi dominio del Vescovo di Belluno, poi dei Da Camino, di quali restano le rovine del castello di Piai e una cassaforte di legno rinforzata da lastre di ferro - un vero gioiello dell’artigianato medievale - rinvenuta ai primi del Cinquecento e conservata tuttora nella chiesa arcipretale. Nel 1422 Fregona entrò a far parte della Repubblica di Venezia. In seguito, nel 1509, durante la guerra della Lega di Chambrai, l’azione di sorpresa di un drappello di Fregonesi fu determinante per riportare la città di Serravalle, occupata dalle truppe degli Asburgo, sotto il dominio della Serenissima. Questo evento ha conferito lo stemma del Comune di Fregona e fruttò alla Gastaldia l’esenzione delle tasse sul vino, il cui documento è conservato in municipio. Nel 1798 il Cansiglio fu meta della migrazione di alcune famiglie dall’altipiano di Asiago, che costituirono una importante comunità cimbra, i cui discendenti, nel corso del Novecento dopo l’apertura dell’attuale strada da Fregona al Cansiglio scesero in gran parte a Fregona per commerciare i loro prodotti artigianali, in particolare oggetti e scatole di legno, da cui derivò l’appellativo Scatoleri, conferito loro dagli abitanti della pianura.

Il territorio è caratterizzato da una estrema varietà di ambienti, da un terreno collinare pieno di viti, olivi, splendidi boschi di faggi e abeti nella foresta del Cansiglio. La parte del territorio che si sviluppa dalla pianura fino alla cima del monte Pizzoc è interamente esposta a sud, presentando così condizioni climatiche particolarmente favorevoli. Salendo, si possono ammirare panorami mozzafiato, dominando dall'alto, oltre alle vette dolomitiche, l’Istria, la laguna di Venezia e il delta del Po, per continuare a ovest fino ai monti Lessini.

Qui il visitatore può vivere l’emozione di un percorso dentro la natura, lungo sentieri che si sviluppano in una alternanza di scenari collinari e montani, in un ambiente ideale per ricercare il benessere del proprio corpo e della propria mente. L’area, di grande afflusso turistico, è adatta a escursioni di una giornata o a soggiorni più lunghi per coloro che intendono assaporare i valori autentici di un’area di notevole interesse sia dal punto di vista naturalistico, sia sotto il profilo storico, culturale ed enogastronomico. In particolare nel territorio si diramano numerosi sentieri, diversi per lunghezza e dislivello, in grado di incontrare le preferenze di tutti gli appassionati di escursioni all'aria aperta. Fregona è inoltre uno snodo importante per altre mete turistiche, essendo situata a metà strada tra Venezia e le Dolomiti e inserita nell'area produzione del Prosecco.

Nell'ultima settimana di aprile nella seicentesca villa Trojer Salvador viene organizzata la Mostra del Torchiato, accompagnata dalla degustazione delle specialità enogastronomiche della tradizione locale e in particolare dei vini dei colli di Conegliano DOCG, con la partecipazione di gruppi musicali per allietare le serate,  Inoltre, il 25 aprile si svolge la Marcia del Torchiato, una corsa non competitiva aperta a tutti, che attraversa i luoghi più suggestivi del comune per abbinare l'escursione all'aria aperta con il contatto con la natura lungo i sentieri del territorio che  richiama un numero crescente di partecipanti ogni anno. Nella prima settimana di luglio si tiene il Cansiglio Trail Test, un vero e proprio festival della corsa in montagna, con partenza e arrivo dal/al Campo sportivo.  Gli appassionati della corsa montagna e del movimento all’aria aperta possono scegliere tra tre percorsi, di lunghezza e difficoltà diversi: il Pizzoc Trail,  il Troi dei Cimbri e l’Antico Troi degli Sciamani. Il Pizzoc trail (22 km. di lunghezza) transita attraverso le suggestive Grotte del Caglieron  e si sviluppa sempre più in alto fino a lambire la magica foresta del Cansiglio e inoltrarsi nei villaggi Cimbri, in un susseguirsi di ambienti che cambiano in continuazione  spaziando dalle dolomiti bellunesi alla pianura veneta. Il Troi dei Cimbri (45 km. di lunghezza) prende ispirazione dall’Eco-maratona ed è caratterizzata, dopo l’ascesa iniziale da Fregona al Cansiglio, dalla percorrenza di sentieri per lo più sconosciuti all’interno della foresta del Cansiglio, in stretto contatto con la natura, con saliscendi continui. Con l’Antico Troi degli Sciamani (80 km.) si entra nella leggenda. Si sale sul Pizzoc per addentrarsi nel cuore della foresta per arrivare nelle vicinanze del monte Cavallo con le Dolomiti a fare da sfondo nella parte settentrionale. Le sagre paesane più importanti sono quelle di Osigo (Ss. Giorgio e Daniele) e Fregona, che cadono nel mese di ottobre. Molto particolare è la gara dei "caretei" di Osigo, dove delle squadre composte da quattro giovani ciascuna si danno sfida spingendo delle botti lungo la "cal della cesa", una ripida e stretta salita che partendo dalla piazza porta fino alla chiesa.

Il Torchiato è il vino locale di una qualità unica prodotto solo nel territorio di Fregon, un patrimonio culturale ed ambientale profondamente legato al territorio del Cansiglio: un ambiente naturale che contribuisce in modo determinante a creare le diversità e peculiarità di questo vino. Secondo una vecchia leggenda attorno al 1600 nella frazione Ciser, un intraprendente agricoltore trovò il modo di far maturare l'uva, che per le condizioni atmosferiche avverse non era riuscita a maturare nella vigna, appendendola alle travi del granaio. L'uva, durante l'inverno, appassendo divenne dolce e il nostro agricoltore fu costretto a spremerla con il torchio nella successiva primavera, ottenendo così il mosto che si mise a fermentare in piccole botticelle. Il torchiato si ottiene dalle uve bianche di glera, verdiso e boschera. Quest'ultima è l'uva che più caratterizza questo passito, conferendogli grandi profumi una buona acidità i grappoli migliori, selezionati manualmente uno alla volta, vengono posti su graticci per circa sei mesi, soltanto il clima ventilato che caratterizza la zona ai piedi del bosco del Cansiglio. Quindi le uve vengono torchiate con forza più volte per estrarre anche l'ultima goccia rimasta nell'acino, dove si racchiudono gli aromi e i sentori più preziosi. Il mosto così ottenuto viene posto in barrique usate e scolme prima per la fermentazione e successivamente per il lungo affinamento. È un vino raro, la meditazione, da servire con pasticceria secca a base di mandorle, ma può accompagnare anche alimenti più complessi come formaggi erborinati e stagionati.