Alta formazione per manager del paesaggio agrario

Alta formazione per manager del paesaggio agrario


E’ partito lo scorso 15 gennaio a Firenze il primo master al mondo sugli Agricultural heritage systems del programma GIAHS della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Istituito sulla base di un protocollo d’intesa tra FAO e Governo Italiano, grazie anche alle esperienze dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, il corso della durata di sei mesi è supportato da Regione Toscana, Convention on Biological Diversity, World Bank, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e Università di Firenze.

Dal 2015 GIAHS è il programma mondiale della Fao per l’individuazione, la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione di sistemi agricoli ritenuti patrimonio dell’umanità, capaci di coniugare qualità agroalimentare, biodiversità, valori culturali e paesaggistici, proponendo un nuovo modello di sviluppo per aree agricole di particolare valore. Attualmente sono 57 i siti Giahs in 26 paesi del mondo, e l’Italia ne conta due: la fascia degli oliveti da Assisi a Spoleto e i vigneti tradizionali del Soave, iscritti nel corso del 2018.

Il master formerà i futuri esperti, che saranno in grado di ideare modelli gestionali del territorio agricolo e di progettare strategie che implementano pratiche sostenibili, che preservano i prodotti agricoli di alta qualità, i valori bioculturali legati al paesaggio, promuovendo sistemi a basso input energetico in grado di mitigare il riscaldamento climatico, le conoscenze delle popolazioni locali per l’adattamento ai cambiamenti climatici e minimizzare il rischio idrogeologico. Inoltre, avranno le competenze per migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali- La gestione del patrimonio agricolo è, e diventerà sempre di più, una disciplina chiave per un modello auspicabile di sviluppo globale: i sistemi GIAHS, attraverso un’ottica sostenibile, preservano il paesaggio, la diversità biologica e culturale, migliorando la qualità del suolo e delle acque, proprio perché fanno riferimento a sistemi tradizionali resilienti, che si sono sviluppati nel corso dei secoli.

Info: www.fao.org/giahs/en/