Il “Manifesto delle Terre dell’Acqua”

Il “Manifesto delle Terre dell’Acqua”


Il 3 agosto 2018 a Venezia, nel Palazzo della Regione del Veneto, i rappresentanti dei 29 Comuni dell’Alta Marca trevigiana hanno sottoscritto il “Manifesto delle Terre dell’Acqua” per dare voce al desiderio degli amministratori e delle popolazioni di rilanciare il comprensorio attraverso un innovativo progetto di sviluppo turistico sostenibile in grado di conservare e valorizzare l’identità del territorio partendo dall’acqua, che nei secoli ha assicurato la vita delle popolazioni, dell’ecosistema e dello sviluppo agricolo, artigianale e industriale. Il presupposto di partenza è che la tutela e valorizzazione delle risorse idriche non costituisce un progetto a sé ma considera l’acqua un totem identitario, un elemento aggregante in grado di coinvolgere le popolazioni nello sviluppo di un vero e proprio hub turistico di tutta l’area interessata. Risorse idriche e relativi patrimoni intesi dunque come imprescindibili elementi vitali, come ricchezza economica, ma soprattutto come simbolo d’identità: questo lo spirito dell’iniziativa espresso nel corso della cerimonia dall’assessore al Territorio e alla Cultura Cristiano Corazzari. E la spinta propulsiva al riequilibrio e al rilancio del territorio sarà favorita dalla partecipazione piena dei residenti e dal partenariato di soggetti pubblici e privati. Un altro tassello che si sposa con il Piano Strategico sul Turismo della Regione Veneto, in quanto fattore di sviluppo economico e sociale.

Forte di una consolidata esperienza interdisciplinare su temi quali energia, ambiente e turismo, ideatore e coordinatore del Manifesto e del progetto è il Professor Walter Mazzitti, avvocato esperto di questioni internazionali per la politica dell’acqua, che ha definito il piano come "un’iniziativa senza precedenti nel Paese". A firmare il documento sono stati i Sindaci dei comuni trevigiani di Cappella Maggiore, Cison di Valmarino (CdV), Codognè, Colle Umberto, Conegliano (CdV), Cordignano, Farra di Soligo (CdV),  Follina, Fregona, Godega S. Urbano (CdV), Mareno di Piave (CdV),  Miane (CdV),  Moriago della Battaglia, Orsago, Pieve di Soligo (CdV), Refrontolo (CdV), Revine Lago, San Fior, San Pietro di Feletto (CdV), Santa Lucia di Piave, Sarmede, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Susegana (CdV), Tarzo, Valdobbiadene, Vazzola (CdV),  Vidor  (CdV) e Vittorio Veneto  (CdV), molti dei quali aderenti all’Associazione nazionale delle Città del  Vino, che ha aderito al Progetto, e il cui ambito amministrativo coincide con i territori anche limitrofi compresi nel sito candidato ad essere dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità con la denominazione “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.

Il Manifesto delle Terre dell’Acqua - dichiara il Professor Mazzitti - delinea il percorso per la realizzazione di un grande e innovativo progetto di riqualificazione e valorizzazione territoriale a fini turistici che completerà, integrerà e rafforzerà il potenziale già disponibile e assumerà proporzioni oggi inimmaginabili, allorché un potente fattore di attrazione verrà ad arricchire l’offerta turistica di gran parte del territorio con il riconoscimento di patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Non è difficile immaginare che nell’ambito di questa nuova visione di sviluppo territoriale il comprensorio possa acquisire la funzione di un autentico hub turistico, che da una parte si autoalimenterà attraverso l’azione di marketing e la valorizzazione del proprio fattore complessivo di attrazione e, dall’altra, sarà in grado di offrire servizi globali, in termini di ricettività, trasporti innovativi, comunicazione e  assistenza ai turisti, fungendo da interconnessione con le aree destinate a vitivinicoltura e a quelle equidistanti località particolarmente ambite dal turismo internazionale come Cortina e Venezia, quest’ultima storicamente e naturalmente legate alle Terre dell’Acqua, attraverso le acque del Piave, Fiume identitario della Nazione. E’ questo  uno dei possibili punti di arrivo del futuro piano strategico che dovrà rafforzare e definire l’identità poliedrica e unitaria  del territorio, ovvero assicurare il riequilibrio  e il potenziamento  a fini turistici delle aree coltivate a Prosecco, con tutte quelle destinate ad essere iscritte nella lista  del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e con le altre ancora  ricomprese nel comprensorio dei 29 Comuni delle Terre dell’Acqua”.    

L’attuazione del progetto provocherà un’autentica rivoluzione sul piano della percezione e della rivalutazione della straordinaria ricchezza fatta di paesaggio e di testimonianze storico-artistiche sparse generosamente sul territorio e della inimitabile tipicità dei suoi prodotti.

Nella consapevolezza che oggi i visitatori sono mossi dal desiderio di conoscenza per la cultura e la tradizione, dalla curiosità per le esperienze coinvolgenti, dalla attenzione all'autenticità, alla sostenibilità e al benessere, sarà elaborato un Piano strategico continuamente aggiornabile ed implementabile che indicherà tempi e modalità per la promozione della cultura della qualità e della bellezza quali presupposti di sviluppo turistico e benessere sociale. Le eccellenze territoriali dell’area saranno valorizzate ai massimi livelli per porle all’attenzione del turismo nazionale e internazionale, attraverso l’infrastrutturazione e la creazione di una serie di reti e di circuiti integrati finalizzati al miglioramento dei servizi turistici in termini di ricettività, accoglienza e comunicazione.

La peculiarità, la valenza antropologica delle produzioni agroalimentari e vitivinicole e la loro elevata qualità, finora espressione di un’agricoltura marginale e povera, saranno trasformate - attraverso la creazione di un Distretto del cibo -  in una grande opportunità economica e sociale, evidenziando quanto la cultura enogastronomica faccia parte dell’identità del territorio.

La rete dei Sindaci svolgerà, infine, un’efficace e continuativa azione di ascolto e comunicazione volta ad animare, sensibilizzare e sviluppare il senso di appartenenza delle popolazioni e dei portatori di interessi e favorire così il loro completo coinvolgimento nel progetto. A tal fine sarà istituito un “Centro permanente per l’Acqua”, dal quale dare avvio ad un grande programma culturale per la conoscenza e la diffusione della rilevanza della risorsa, che coinvolgerà i diversi livelli della società, quello scolare in primis, con programmi didattici e progetti formativi. Qui saranno anche sperimentate forme virtuose di gestione partecipata tramite le “Comunità di Fiume”, costituite da cittadini, istituzioni, agricoltori, pescatori, amministratori locali, associazioni e imprenditori. I cambiamenti climatici in atto e i loro devastanti effetti, in termini di dissesto idrogeologico, le ormai note “bombe d’acqua improvvise”, le inondazioni e la siccità, dovranno essere posti, senza ulteriore indugio, al centro di una nuova attenzione e una reazione consapevole e condivisa. La tutela dell’acqua dovrà divenire una priorità assoluta, una condizione fondamentale non solo per la sicurezza e la qualità della vita dell’uomo, ma anche per il futuro delle sue produzioni e di uno sviluppo sostenibile. E’ necessario che si faccia uno sforzo comune per favorire una vera e propria mobilitazione sensibilizzando le popolazioni e potenziando l’azione collettiva attraverso partenariati e azioni cooperative. Per queste ragioni i Sindaci daranno vita ad una “Alleanza dei Sindaci per l’Acqua e il Clima” con l’obiettivo offrire ciascuno il proprio contributo, sul piano locale e in piena sintonia con la Regione e gli altri enti preposti, consapevoli che la corretta e razionale gestione dell’acqua è un elemento chiave per rafforzare la capacità di adattamento e di resilienza necessarie a rispondere alla sfida climatica.

Last but not the least, l’aspetto finanziario: la prima fase sarà affidata alla predisposizione di progetti che potranno partecipare a bandi europei dedicati alla trasformazione delle aree urbane e rurali e dei paesaggi culturali, storici e ambientali in centri di imprenditorialità e integrazione sociale e culturale. Ma la  vocazione turistica del territorio sarà sostenuta da azioni virtuose non solo con l’obiettivo di accrescere l’orgoglio e il senso di appartenenza delle popolazioni chiamate a dare impulso al progetto, ma anche per suscitare l’interesse di sponsor e mecenati ed attrarre  nuovi  investimenti da parte di imprenditori illuminati che nelle “Terre dell’Acqua” troveranno condizioni ideali di produzione all’insegna dell’innovazione, della tecnologia e della imprenditorialità qualificata nel campo sociale e ambientale, in particolare in tema di economie circolabili ed energie rinnovabili. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

Manifesto delle terre dell acqua