Città del Vino al Bio Incontro di Alcamo sulla rigenerazione urbana

Città del Vino al  Bio Incontro di Alcamo sulla rigenerazione urbana


L'Associazione Nazionale Città del Vino sarà presente domani al quarto Bio Incontro dal titolo “Rigenerazione urbana & città, dall’abusivismo edilizio alla pianificazione ecosostenibile”, organizzato ad Alcamo (Tp) dalla sezione Provinciale di Trapani dell’Istituto Nazionale di BioARchitettura. Nel corso della giornata architetti, ingegneri, avvocati, professori universitari e giornalisti si confronteranno sul tema della rigenerazione urbana, che interessa edifici dismessi, aree sottoutilizzate, quartieri degradati. Di fronte ai cambiamenti sociali, economici e culturali in corso, lo sviluppo della città oggi dipende dalla capacità di reinventare l’uso degli spazi mettendo a sistema interessi e opportunità di diversa natura. Le città sono chiamate a modificarsi e riorganizzare lo spazio abitato in base a nuovi principi, nuove logiche di sviluppo e nuove sinergie tra pubblico, privato e sociale.

Ma se finora in Italia il problema dell’abusivismo ha spesso avuto risposte di tipo condonistico, con gravi ripercussioni sul territorio e sull’ambiente, l'edilizia del presente e del futuro dovrà invece essere ecosostenibile e ripartire quindi dalla riqualificazione urbana, dal risparmio energetico, dalla sostenibilità dell’ambiente e dalla formazione nelle nuove generazioni di una più profonda coscienza morale.

L'intervento di Paolo Benvenuti, direttore generale dell'Associazione Nazionale Città del Vino e presidente dell'Associazione internazionale Iter Vitis - Itinerario Culturale Europeo della Vite e del Vino, dal titolo "Città/aree rurali/produzioni d'eccellenza: un nuovo equilibrio nel senso della sostenibilità", affronterà gli aspetti più strettamente legati al ruolo dell'agricoltura (e della viticoltura in particolare) come marchio identificativo di un territorio attraverso pratiche colturali che si intrecciano con gli ambienti urbani, i borghi, le cantine, le case sparse, gli annessi agricoli, la cultura e le attività economiche e sociali dei luoghi. Ma la campagna e l’agricoltura, così come il paesaggio, sono un qualcosa di vivo e per restare tale hanno bisogno di cambiamento e di movimento, per adattarsi all’evolversi dei mercati, ai progressi delle conoscenze scientifiche, alle dinamiche aziendali. E, contemporaneamente, le città devono ritrovare un loro confine e svilupparsi per riqualificazione, sostituzione e densificazione dei tessuti esistenti, in un quadro razionalizzazione delle funzioni, di risparmio energetico e di miglioramento dei servizi e della mobilità collettiva, anche con l'aiuto delle nuove tecnologie. Non solo nutrizione, quindi, ma un diverso patto tra città e campagna, una relazione forte che in Italia non è totalmente nuova ma ha bisogno di una nuova veste.

Si rileva allora quanto mai urgente e necessario ridefinire il confine tra città e campagna attraverso una serie di processi e strategie tra i quali, solo per citarne alcuni:

  • incentivare la convivenza virtuosa fra la doppia funzione dell’agricoltura, e della viticoltura in particolare, come attività produttiva, ma anche come “generatore” di paesaggio;

  • sviluppare una nuova centralità agricola intesa non solo come produzione, ma anche come conservazione dell’ambiente e comprensione dei valori antropologici, paesistici e storico-monumentali del nostro paese;

  • sostenere la pianificazione comunale per rendere concreto l’equilibrio tra vitalità agronomica e qualità paesaggistica; mappare i terreni vocati all’agricoltura per conoscerne il potenziale a lungo termine, evitare scelte incongrue e riflettere su come adattare la viticoltura ai cambiamenti climatici;

  • valorizzare la prossimità tra agricoltura, viticoltura, borghi antichi e nuove cantine;

  • definire e riconoscere i paesaggi del vino coinvolgendo i produttori nello scrivere “buone pratiche” agronomiche e paesaggistiche, coniugando efficienza economica e validità estetica, tutelando i vigneti storici da considerare come vere e proprie opere d’arte e mettendo in evidenza l’integrazione tra le città e le loro campagne.

Un recente esempio di successo a livello internazionale e nazionale di recupero e valorizzazione di aree urbane in stato di degrado e abbandono è il crescente fenomeno degli orti urbani, che, insieme ad altre forme di agricoltura sociale e di riqualificazione degli spazi verdi, coinvolge sempre più sia piccole realtà che grandi metropoli con ricadute di tipo sociale, economico ed ambientale.

Da anni” - sottolinea Benvenuti - “l'Associazione delle Città del Vino è impegnata in progetti e iniziative finalizzate allo sviluppo sostenibile del territorio ed alla valorizzazione delle aree di pregio urbane e rurali per la produzione vitivinicola. Dall'animazione del progetto “Senarum Vinea: le vigne storiche di Siena” alla messa a punto dei Piani Regolatori delle Città del Vino fino alle attività di studio e ricerca sui temi nodali che ruotano intorno al mondo della vitivinicoltura: i vitigni autoctoni e la biodiversità, i fenomeni del turismo enogastronomico, la sicurezza stradale, la salute e l'alimentazione, l'archeologia della vite e del vino, la trasmissione di saperi e sapori alle nuove generazioni, la tutela del suolo e la green economy”. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 

 

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