Fermare la cementificazione: una battaglia contro il consumo di suolo

Fermare la cementificazione: una battaglia contro il consumo di suolo


Si terrà il 20 novembre a Roma, a Palazzo Montecitorio, una conferenza stampa sul consumo del suolo organizzata dall’On. Mario Catania, già Ministro delle politiche agricole e attualmente deputato di Scelta Civica. Alla conferenza parteciperanno il deputato del PD Massimo Fiorio, il Presidente Fai Andrea Carandini, il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, il direttore delle politiche ambientali del WWF Gaetano Benedetto, il direttore generale della Lipu Danilo Selvaggi e l’urbanista Paolo Berdini.

Alluvioni - L’alluvione di Genova, che lo scorso ottobre ha colpito il capoluogo ligure, ha ancora una volta drammaticamente riportato sotto i riflettori l’annosa questione del dissesto idrogeologico del nostro Paese. Ogni anno l’autunno porta con sé la paura di frane, bombe d’acqua e smottamenti, eventi che - stimano l’Irpi e il Cnr - negli ultimi quarant’anni hanno ucciso circa 4mila persone (48 solo nella corrente legislatura) causando danni per oltre 3,5 miliardi di euro l’anno, praticamente quanto una manovra finanziaria (rapporto Ance-Cresme).

L’Italia perde terreno - Tra le prime cause di questi fenomeni la cementificazione indiscriminata del territorio è forse la più assurda e quella che arreca più danni all’ambiente, alla qualità della vita dei cittadini e all’economia compromettendo le ricchezze paesaggistiche e turistiche del nostro Paese. Il suolo, con le sue funzioni ecosistemiche, ospita le specie animali e vegetali, favorisce il ciclo vegetativo e idrico, l’assetto climatico, assorbe i rifiuti, fissa la CO2 e depura le acque, permettendoci così di vivere.

Urbanizzazione selvaggia - Purtroppo in Italia il territorio non è percepito come una risorsa esauribile, ma come superficie in attesa di essere edificata. Ogni giorno 100 ettari di verde cedono il passo al cemento, nonostante la crisi conclamata dell’edilizia, e i sette milioni di appartamenti vuoti rilevati nell’ultimo censimento Istat.

Terra rubata all’agricoltura - Il risultato di questa dissennata pianificazione è la perdita di superficie coltivata, che è passata in quarant’anni da 18 a 13 milioni di ettari (fonte Inea), andando a compromettere un settore nevralgico quale quello dell’approvvigionamento alimentare. Sembra un paradosso, ma un paese di tradizione agricola come l’Italia arriva oggi a soddisfare con la propria produzione solo l’80-85% del fabbisogno nazionale, diventando sempre più dipendente dall’estero per le risorse alimentari.

Il problema del consumo del suolo deve essere una priorità da affrontare e contrastare - ha dichiarato l’ex Ministro delle politiche agricole, alimentarie forestali, On. Mario Catania (SC) - Dobbiamo invertire un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi, se fosse necessario, anche adottando una decretazione d’urgenza”.

Sbloccare il dossier - Attualmente giace in Parlamento un corposo dossier contenente tutte le proposte di legge sul consumo del suolo, il cui iter bloccato sarebbe necessario riavviare al più presto. Per sensibilizzare il governo e le istituzioni competenti a mettere mano alla materia, è indetta una conferenza stampa il giorno 20 p.v, alle ore 14.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

 

Per accreditarsi è necessario inviare un fax all’Ufficio stampa della camera dei Deputati, al numero: 06 6783082.

Fermare la cementificazione materiale