Paesaggio e agricoltura: il Friuli programma il nuovo piano di tutela

Paesaggio e agricoltura: il Friuli programma il nuovo piano di tutela


«Le zone vitivinicole troveranno corretta valorizzazione nel piano paesaggistico regionale del Friuli Venezia Giulia attraverso la collaborazione con l'Associazione nazionale Città del vino». Lo ha annunciato sabato 8 febbraio l'Assessore regionale alla pianificazione urbanistica Maria Grazia Santoro, che ha incontrato il presidente della società di servizi Ci.Vin srl, Gianpaolo Pioli, e il coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Tiziano Venturini, sindaco di Buttrio. L'occasione è stata il convengo che si è tenuto a Cividale del Friuli, organizzato dal Coordinamento regionale delle Città del Vino, per discutere di "Bellezza ed economia dei territori del vino", un confronto sul tema della tutela del paesaggio in relazione al nuovo piano paesaggistico friulano; all'incontro ha partecipato, tra gli altri, l'Assessore regionale all'Urbanistica della Toscana, Anna Marson, regione che ha recentemente approvato il suo nuovo Piano Paesaggistico che sull'argomento ha testimoniato dell'esperienza di ricerca e di approfondimento portata avanti per la stesura del piano. Un contributo è stato dato anche dall'Associazione nazionale Città del Vino che ha raccomandato un maggior coordinamento tra urbanistica e agricoltura proprio in funzione della tutela del paesaggio e del suo valore immateriale.

 «La legge regionale approvata a ottobre per disciplinare la formazione del piano paesaggistico ci consente di attivare strumenti di concertazione e partecipazione, con istituzioni e soggetti individuali e collettivi portatori di interessi diffusi, anche per specifici ambiti territoriali», ha precisato l'assessore Santoro. «Nel caso del territorio vitivinicolo è del tutto evidente che il lavoro svolto dagli agricoltori e dai vitivinicoltori è fondamentale alla conservazione del paesaggio e alla manutenzione dello stesso territorio secondo logiche e modalità compatibili con l'attività produttiva. Nessun presidio pubblico potrà mai sostituirsi a questa funzione. Lavorare assieme è necessario affinché il piano paesaggistico sia efficace anche al fine dello sviluppo delle politiche agricole collinari».