BIOWINE: work in progress

BIOWINE: work in progress


Il viaggio della comunicazione intorno al “Progetto BIOWINE BIOlogical Wine Innovative Environment” non si ferma. Non è ancora passata l'eco della presentazione fatta al Vinitaly, che già il 15 aprile presso la Sala Consiliare del Comune di Castelfranci (AV) si è svolto il terzo “info day”, dopo i primi due appuntamenti del 16 marzo a Caggiano (SA) e del 25 marzo a Matera. E lo scorso 7 giugno, a Benevento, in occasione del Seminario “Verso lo Statuto del Territorio e del Paesaggio Rurale” - che ha coinvolto i Comuni di Biowine, altre 20 Città del Vino del Sannio, agronomi, architetti, geologi, ingegneri, medici, viticoltori, associazioni di categoria, associazioni agricole, rappresentanti della società civile e ONG ambientaliste - si è parlato di Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, strumenti di pianificazione regionale, best practices e capacity building della PA, paesaggio rurale, paesaggio costruito, paesaggio e salubrità, salvaguardia e sostenibilità dei territori vitati. 

Il Seminario si è aperto con la presentazione di Antonio Campese (presidente dell'ente camerale sannita) e di Floriano Panza (sindaco di Guardia Sanframondi, Comune capofila del progetto) e i lavori della Prima Sessione “Lo scenario di riferimento”, coordinata da Giuseppe Marotta (docente Università degli Studi del Sannio) e animata dagli interventi di Pierfrancesco Fighera (Sogesid - Mattm) e Franco Russo (RTI Meridiana Italia - Medes) sul tema “La strategia nazionale di sviluppo sostenibile”, Antonio Di Gennaro (agronomo territorialista) sul tema “Gli strumenti di pianificazione regionale”, Giovanni Quaranta (Unibas) e Riccardo Monaco (Agenzia per la coesione territoriale) sul tema “Il progetto BioWINE buone pratiche e capacity building della PA”. A seguire l'avvio dei Tavoli di co-progettazione  Il paesaggio rurale” con rapporteur Antonio Pasquale Leone (Centro Nazionali Ricerche) e Walter Nardone (presidente Ordine dottori agronomi e forestali di Benevento), “Il paesaggio costruito” con rapporteur Saverio Parrella (presidente dell'Ordine degli architetti di Benevento) e Maria Teresa Trosino (architetto Comune di Guardia Sanframondi), “Paesaggio e salubrità: uso degli agrochimici” con rapporteur Libero Rillo (presidente Sannio Consorzio Tutela Vini) e Antonio De Cristofaro (Unimol). E per finire la Tavola rotonda “Salvaguardia e sostenibilità dei territori vitati”, coordinata da Gennarino Masiello (vice presidente nazionale di Coldiretti) e le conclusioni, affidate a Chiara Marciani (assessore alla Formazione, pari opportunità e politiche giovanili della Regione Campania).    

E il 26 giugno il progetto Biowine è stato  presentato alla Regione Campania, nel Salone Nassiriya, alla presenza di Floriano Panza (sindaco di Guardia Sanframondi, Comune capofila del progetto), degli onorevoli Maurizio Petracca  e Erasmo Mortaruolo (rispettivamente Presidente e Vice Presidente Commissione Agricoltura Regione Campania), del Dottore Filippo Diasco (Autorità di Gestione PSR Campania). Introduzione dei lavori a cura di Giovanni Quaranta (Coordinatore scientifico del progetto), conclusioni dell’Onorevole Rosa D’Amelio (Presidente del   Consiglio Regionale della Campania). 

IL PROGETTO BIOWINE  

Finanziato dal PON Governance per un importo di € 548.658,80, il progetto BIOWINE coinvolge importanti realtà vitivinicole del Veneto, della Campania e della Basilicata per la maggior parte associate alla rete delle Città del Vino e rappresenta un importante esempio di disseminazione di buone pratiche sui temi dell’innovazione tecnologica, della tutela dell’ambiente e del marketing territoriale.

L’iniziativa prevede  il trasferimento nelle realtà del Meridione del know-how e degli strumenti già sperimentati dai Comuni dell’area della DOCG di Conegliano-Valdobbiadene per la definizione e l’approvazione di un Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale quale strumento atto a fornire un quadro normativo unitario e aggiornato - condiviso dalle amministrazioni preposte al governo delle politiche del settore ambientale, urbanistico e veterinario - per la gestione efficace e coordinata del territorio, con vantaggi per l’ambiente e la filiera produttiva. 

GLI ATTORI DEL PROGETTO

(in rosso i Comuni aderenti al circuito delle Città del Vino)

Gli enti “cedenti”: I quindici Comuni dell’area DOCG Conegliano-Valdobbiadene in provincia di Treviso: Cisondi Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farradi Soligo, Follina, Miane, Pievedi Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e VittorioVeneto - Comune coordinatore San Pietro di Feletto.

Gli enti “riusanti”: Nove Comuni delle aree del Sannio, del Cilento e della Val d’Agri:Castelvenere, Sant’Agatade’ Goti e Solopaca in provincia di Benevento, Caggiano   e Sant’Angelo a Fasanella in provincia di Salerno, Castelfranci in provincia di Avellino, Roccanova e Grumento Nova in provincia di Potenza - Ente capofila GuardiaSanframondi.

Responsabile tecnico- scientifico del progetto: Giovanni Quaranta.

 Mettere insieme intorno a un tavolo 15 Amministrazioni comunali, tenendo conto delle singole specificità che esse rappresentano, non è stato così facile. Il lavoro di stesura è stato molto complesso perché il settore è regolato da una infinità di norme che andavano calate nella realtà specifica delle colline trevigiane. Parlare solo di regolamento può essere inoltre riduttivo e per certi versi fuorviante in quanto per la sua redazione sono stati chiamati tutti gli attori con competenze specifiche nel settore vitivinicolo e di tutela del paesaggio in particolare: quindi, oltre agli enti sottoscrittori del Protocollo d’Intesa, anche la Regione del Veneto, l’Università degli studi di Padova, il CREA - VE (Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano), la Scuola Enologica di Conegliano e il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Se da un lato si è infatti lavorato su uno strumento amministrativo, dall’altra è emersa fin dall’inizio evidente la necessità di approfondire le varie tematiche, per garantire e suggerire con metodo scientifico uno sviluppo del territorio e delle produzioni agricole sostenibili. Ogni soggetto è stato impegnati in molteplici attività, soprattutto di ricerca nei diversi settori che vanno dalla tutela della Biodiversità (come il Progetto Biodivigna e Biodiversità) al riutilizzo dei sottoprodotti provenienti dalla lavorazione del vigneto e cantina (Progetto PROSECCO) fino a studi mirati all’inibizione dell’inquinamento diffuso da prodotti fitosanitari (Progetto DERIVA) o metodologie apposite per la riduzione dei trattamenti (Progetto Vitinnova), compreso il Protocollo Viticolo redatto a cura del Consorzio di Tutela con l’eliminazione di tutte quelle sostanze che hanno un profilo eco tossicologico impattante nei confronti della salute umana e dell’ambiente. 

L'area beneventana, cui appartiene il  Comune Capofila Guardia Sanframondi gode, tra l'altro, della nomina a Città Europea del Vino 2019 e il progetto BIOWINE è parte integrante delle molteplici attività di promozione, eventi culturali e comunicazione previsti per tutto l'anno.

 

LA PAROLA AI PROTAGONISTI

Per noi che da anni affrontiamo queste tematiche strategiche per lo sviluppo del territorio - dichiara Benedetto De Pizzol, coordinatore dell'Associazione Città del Vino per il Veneto - sapere che il nostro sforzo è preso ad esempio da altre zone non può che farci piacere e sicuramente la collaborazione darà solidi risultati. Quanto avvenuto nelle colline trevigiane tra Conegliano, Valdobbiadene e Vittorio Veneto, zona di produzione del Prosecco Superiore DOCG, rappresenta qualcosa di molto importante per quanto riguarda il metodo applicato in tema di politiche di tutela del territorio e di produzioni vitivinicole sostenibili. Il percorso è iniziato nel 2010 con la firma di un protocollo d’intesa tra le Amministrazioni comunali interessate, ARPAV, ULSS 7 e 8 (ora ULSS 2 Marca Trevigiana) e CONDIFESA Treviso, per la stesura di un Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale con precedenza a quelle norme relative all’uso sostenibile dei mezzi chimici in agricoltura”.

Sono soddisfatto per il ruolo avuto dalla nostra Associazione nel connettere queste diverse realtà territoriali accomunate da produzioni vitivinicole di alta qualità; attraverso il progetto Biowine queste realtà comunicano tra loro e possono ognuna assorbire quanto di buono si fa localmente per la gestione dei nostri territori vitati”, rilancia Floriano Zambon, presidente dell'Associazione Nazionale Città del Vino, intervenuto all'incontro di Matera insieme a De Pizzol, che aggiunge: “È stato un infoday molto importante in quanto abbiamo avuto modo di spiegare come si sono svolte le attività in tema di Regolamento di Polizia Rurale nell'area Conegliano Valdobbiadene sia dal punto di vista della bontà dell'iniziativa che delle difficoltà riscontrate. Non una iniziativa fine a se stessa, ma un nuovo modo di concepire una attività amministrativa che, coinvolgendo tutti gli attori di una determinata materia, in questo caso la viticoltura, produce un salto culturale finalizzato ad una produzione sostenibile e, per questo, carica di valore aggiunto, che va opportunamente comunicata”.

All'incontro di Matera hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci dei due Comuni della Basilicata coinvolti, Antonio Imperatrice sindaco di Grumento Nova e Giulio Emanuele sindaco di Roccanova (Potenza), che aderendo al progetto Biowine intendono sviluppare presso le loro comunità buone pratiche in campo ambientale, soprattutto rivolte alle attività vitivinicole. “Nella qualità di Sindaco - sottolinea Antonio Imperatrice, Sindaco del Comune di Grumento Nova (PZ) - ho inteso partecipare senza dubbio a questo progetto, ritenendo che la possibilità di poter confrontare realtà, esperienze, imprenditorialità e buone pratiche sia la scelta più giusta per migliorare le nostre esperienze “istituzionali” e non da meno quelle imprenditoriali, per la salvaguardia dell’ambiente, della sanità e della qualità delle produzioni. Temi questi importanti ed in linea con quanto sancito dalle direttive europee e nazionali. Rappresenterà sicuramente anche un’importante opportunità per far conoscere i nostri territori, le nostre peculiarità di piccoli comuni, con un tessuto imprenditoriale del settore viti-vinicolo ancora fortemente radicato alle proprie tradizioni ed alla propria storia e che potrà, ne sono convinto, confrontarsi ed arricchirsi in maniera sinergica con altri operatori, creando una rete “solidale” di esperienze “territoriali ed economiche” che potrà in futuro arricchire le nostre comunità, per la salvaguardia del territorio, dell’ambiente, delle tradizioni e dell’ economia rurale. Questo credo sia auspicabile per noi tutti al fine di consegnare alle nostre future generazioni un’eredità che va preservata, difesa e, se possibile, migliorata”.

 Biowine - ribadisce Generoso Cresta, Sindaco di Castelfranci (AV) - è uno strumento di trasferimento di competenze o conoscenze e di strumenti sperimentati da altre realtà sui temi dell'innovazione tecnologica, dell’ambiente e del marketing territoriale. Non si tutela e valorizza esclusivamente il vino, ma anche il territorio e la salute pubblica. Il progetto si propone di individuare le politiche fitosanitarie più opportune e meno impattanti per la gestione del suolo agricolo. Gli associati sono chiamati a stendere un Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale. L'obiettivo è quello di fornire un modello replicabile che sia riferimento per un ammodernamento sostenibile dei piccoli comuni. Non solo il vino, il buon vino, ma un quadro organizzativo che curi in ogni particolare  il valore aggiunto ambientale inteso come comunità produttiva e comunità sociale, con le sue tradizioni e le sue produzione ma soprattutto come territorio”.

Sono felice di poterci misurare nella realizzazione di un progetto di sviluppo qualificante, nonché qualificato perché può contare sull’apporto di tanti comuni di Città del Vino ed in modo particolare su quello di San Pietro Di Feletto. - conclude Floriano Panza, Sindaco del Comune di Guardia Sanframondi, comune capofila del progetto - Credo che propri detti Comuni, a partire da quello di Conegliano Veneto, siano il migliore esempio italiano di capacità di difesa e valorizzazione di una dote territoriale unica rappresentata dal paesaggio e da quanto la sapienza centenaria dell’uomo ha saputo costruire. BIOWINE prevede il trasferimento tra i territori coinvolti delle necessarie informazioni per giungere alla definizione di un quadro normativo, condiviso dalle amministrazioni comunali con tutti i soggetti interessati presenti sul territorio (agricoltori, produttori vitivinicoli, consorzi, associazioni di categoria, autorità sanitarie, ecc.), per armonizzare politiche nel settore ambientale e urbanistico, con particolare attenzione rivolta alla filiera vitivinicola. Tra gli obiettivi principali, la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, tenuto conto che il progetto tenderà ad individuare le politiche fitosanitarie più opportune e meno impattanti per la gestione del territorio agricolo. Sviluppo integrato dal basso, sviluppo dell’innovazione, della ricerca e della formazione, così come la valorizzazione della logica di filiera saranno i punti cardini lungo i quali si snoderanno le attività di un progetto che, stimolando buone pratiche agricole, mira a dare forza a processi partecipati che sappiano sostenere quel cambiamento culturale necessario per affrontare in modo sostenibile lo sviluppo locale. Non si tratta, infatti, di un mero trasferimento di buone pratiche. Il progetto di sviluppo territoriale di questa parte del Veneto può rappresentare un benchmarking anche per il contesto della provincia di Benevento, ove 11.000 imprese sono quotidianamente impegnate a produrre vini di grandi potenzialità come l’aglianico e la falanghina in un’area di oltre 13.000 ettari molto bella dal punto di vista paesaggistico. Vorremmo che il lavoro avesse anche una maggiore identificazione ambientale e turistica e forse a fine progetto potremmo arrivare a definire i dettagli di un brand territoriale originale per un contesto meridionale. Il Sannio  ha, infatti, una sua dote territoriale antica con opere d’arti e beni culturali di grande valore, per cui è in grado di conferire alla grande intuizione del comuni cedenti un proprio valore aggiunto originale tutto da costruire nell’arco della durata del progetto”. (di Alessandra Calzecchi Onesti)