Tutela dell'ambiente e qualità

Tutela dell'ambiente e qualità


La Società Agricola La Piana è situata sulle verdeggianti colline di Castelvetro di Modena, sulle quali nasce il 15 febbraio 1951, quando Cesare Gianaroli acquistò un piccolo appezzamento di terra gettando le basi di quella che sarebbe diventata l’attuale azienda. Oggi, l’attività è guidata dal nipote, Mirco Gianaroli, che custodisce le tradizioni e la filosofia a lui tramandate mantenendo però sempre lo sguardo rivolto al futuro e alle innovazioni tecnologiche agronomiche e del mercato vitivinicolo.

Gli obiettivi principali sono due.

Il primo: la preservazione dell’ambiente. La Piana nasce in uno spirito biologico, che dal 2003 è anche certificato ufficialmente. Oggi le pratiche impiegate per portare avanti questa filosofia sono varie, dall’installazione di impianti di irrigazione che ottimizzano l’impiego delle risorse idriche, all’utilizzo di energie rinnovabili ottenute da impianti fotovoltaici, alle tecniche per preservare in modo più naturale possibile la salute della vigna, come la potatura metodo Simonit&Sirch e come la pratica del sovescio, che consiste nell’interramento tra un filare e l’altro di colture vegetali specifiche volte a mantenere la salubrità e la fertilità del terreno.

Il secondo obiettivo è quello della ricerca e del mantenimento di un livello di qualità elevato. L’impegno parte dalla campagna, attraverso la raccolta e la selezione a mano delle uve provenienti esclusivamente da vitigni autoctoni, e continua in cantina, dove è da sempre bandito l’impiego di sostanze chimiche che possano contraffare sentore, gusto, colore e longevità del vino.

L’orgoglio più grande dell’azienda è il principe delle colline modenesi, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, molto diverso per resa e qualità dalle varietà di Lambrusco prodotte in pianura, e che da quest’anno è garantito dal marchio collettivo “Montebarello 155”. L’ambizioso progetto, di cui La Piana è stata una delle principali fautrici e che  vede in prima fila le cantine storiche della provincia, si ripropone di valorizzare il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro adottando un disciplinare più restrittivo rispetto a quello esistente della D.O.P e inserendo l’obbligo del passaggio all’agricoltura biologica da parte di tutte le azienda aderenti, in modo da creare un’area protetta in cui vengono impiegate solo pratiche virtuose e non invasive per flora e fauna del territorio con lo sguardo volto verso la sostenibilità ambientale.