Riforma della PAC e futuro del vino italiano

Riforma della PAC e futuro del vino italiano


La riforma della PAC e il futuro del vino italiano: aggiornamento normativo e prospettive”: questo il titolo del convegno che si è tenuto martedì 10 dicembre 2019, presso l’associazione dei produttori dei vini piceni Vinea Marche ad Offida (AP), organizzato da Unione Italiana Vini in collaborazione con Vinea e Sistemi (partner dell’evento). Al tavolo dei relatori, introdotti dal padrone di casa e presidente VINEA Marche Ido Perozzi, si sono seduti Nicola Tinelli, Responsabile dell’Ufficio Politico di Unione Italiana Vini, Anna Casini, Vicepresidente della Giunta e Assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Massimo Marietta, Responsabile Sviluppo Enologia della Sistemi Spa e Silvio Salvi, Responsabile Ufficio d’Area di Ancona dell’ICQRF.

 

Da sempre vicino alle istanze dei territori e loro portavoce, Unione Italiana Vini, con l’obiettivo di fornire competenze e strumenti innovativi alle aziende per rispondere in maniera efficace alle problematiche tecnico/normative che si trovano ad affrontare quotidianamente e alla complessità dell’internazionalizzazione e della sostenibilità ambientale, continua il proprio tour tra le principali aree vitivinicole del Paese e lo fa mettendo sul tavolo un tema caldo per il settore: la PAC, con particolare riferimento alle misure settoriali per il vino. L’obiettivo del dibattito infatti era proprio quello di “formare e indirizzare le aziende vinicole sugli aggiornamenti legislativi ed economici della nuova PAC, illustrando al meglio le tematiche salienti in questo periodo di transizione”, ha introdotto il presidente Ido Perozzi aprendo i lavori del convegno.

 

Innanzitutto è bene ricordare che il destino della PAC è strettamente legato a quello del budget dell’Unione Europea 2021- 2027 che, secondo la proposta della Commissione, permetterebbe all’Italia di avere a disposizione 36.3 miliardi di euro a prezzi correnti (41 miliardi per la PAC 2014-2020) e diventerebbe il quarto Paese beneficiario dei fondi PAC 2021-2027. Ma, visto che la riforma non sarà attuata entro l’1 gennaio 2021, il 31 ottobre scorso la Commissione europea ha adottato la proposta di regolamento relativo alla disciplina finanziaria e alla flessibilità tra pilastri per garantire la continuità finanziaria e il 25 novembre nel comitato speciale per l'agricoltura (SCA), gli esperti degli Stati membri hanno approvato la proposta di regolamento (misure transitorie) della Commissione. Per quanto riguarda, invece, i piani nazionali di sostegno per il vino le risorse sono garantite fino al 15 ottobre 2023, anche se le regole restano le stesse ma il plafond è stato ridotto di 13 milioni di euro l’anno.

 

Per quanto riguarda, invece, le misure straordinarie PNS sui dazi Usa, la scorsa settimana DG Agri ha presentato tre proposte di Regolamentodue atti di esecuzione e un atto delegato per prolungare la durata del sostegno per le misure di promozione oltre il periodo massimo di cinque anni, ma senza superare l'attuale periodo di programmazione (ovvero il 15 ottobre 2023), autorizzare a cambiare il mercato di destinazione anche se questo cambiamento non è in linea con l'obiettivo iniziale dell'operazione promozionale e, infine, aumentare temporaneamente il contributo massimo dell'Unione alle misure di promozione dall'attuale 50% al 60% delle spese ammissibili.

 

Tema trasversale al dibattito è stata anche la protezione del clima e la sostenibilità, divenuta ormai una questione centrale. Per l’UE, che è impegnata nel conseguimento degli obiettivi di Agenda 2030, il concetto di sostenibilità prevede il ricorso ad un approccio globale che tenga conto degli aspetti economici, sociali e ambientali in modo che le varie componenti si rafforzino reciprocamente. A tal proposito la nuova Commissione Europea ha annunciato il Green Deal europeo con l’obiettivo di far diventare l’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. In questo senso, il settore agricolo costituisce uno dei comparti produttivi che, a livello mondiale, si trova maggiormente al centro del dibattito sulla sostenibilità, anche per il grande contributo che può fornire nella tutela delle risorse naturali, per l’attenuazione dei processi di modificazione del clima, per la dimensione sociale che riveste, sia in termini economici, che di salute e benessere della popolazione. Al netto dei nuovi obiettivi legati all’ambiente e all’adattamento al cambiamento climatico, ai quali il vino guarda come sfida e opportunità, Unione Italiana Vini chiede che la futura PAC non rinunci agli strumenti volti al rafforzamento della competitività delle imprese.