Visita italiana per il Segretario americano all’Agricoltura

Visita italiana per il Segretario americano all’Agricoltura


DAZI, LA MINISTRA BELLANOVA INCONTRA IL SEGRETARIO AMERICANO PERDUE.

UIV: BENE L’APERTURA DEL DIALOGO CON GLI USA. ORA SI TROVI UNA SOLUZIONE CONDIVISA

 

Paolo Castelletti (UIV): “I dazi Usa al 25% sul vino italiano costerebbero al nostro Paese 300 milioni di euro e 1 milione di ettolitri di vino da ricollocare”

 

Roma, 30 gennaio 2020 – “Alla vigilia dell’incontro romano tra il ministro Teresa Bellanova e il Segretario americano all’Agricoltura Sonny Perdue, ringraziandola per la posizione già espressa a Bruxelles nei giorni scorsi, la invitiamo ad incoraggiare un’agenda positiva con il governo americano a sostegno di un processo di distensione delle relazioni transatlantiche, auspicato da UIV, per evitare un inasprimento della guerra commerciale che danneggerebbe tutti, europei e americani”.

 

Con queste parole Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini, invita la ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a continuare nel dialogo costruttivo avviato in queste settimane dalle istituzioni europee e dal governo italiano nei numerosi incontri con gli interlocutori del governo americano, e volto a facilitare una distensione dei rapporti commerciali con gli USA, cercando soluzioni condivise sul piano internazionale. Questo perché, secondo le stime di Unione Italiana Vini, “l’imposizione di un dazio al 25% ad valorem sui vini fermi e vini spumanti italiani, porterebbe a una contrazione delle vendite di circa il 15% sul mercato americano, equivalente a circa 270/300 milioni di euro – spiega Castelletti – e alla perdita, in volume, di circa 1 milione di ettolitri di vino a livello europeo, difficilmente ricollocabili in altri mercati che hanno capacità di assorbimento molto inferiore rispetto al mercato americano. I dazi sui vini italiani causerebbero un danno sostanziale anche al business e ai posti di lavoro americani. Il business del vino supporta migliaia di posti di lavoro tra gli importatori, distributori e operatori della ristorazione”.