La Biblioteca delle Città del Vino nella Torre di Bene di Orsogna

La Biblioteca delle Città del Vino nella Torre di Bene di Orsogna


La Torre di Bene di Orsogna sarà la sede della Biblioteca nazionale delle Città del Vino. L'antico manufatto, torre di avvistamento del Regno di Napoli, ospiterà i circa 4.000 volumi che fanno parte del ricco patrimonio librario delle Città del Vino; si tratta di opere dedicate al vino e al suo mondo, ma anche guide, saggi, testi tecnici, di economia e di agraria, di storia del vino sia a livello mondiale, che nazionale e locale, di pubblicazioni edite dalle singole amministrazioni comunali e che non fanno parte del tradizionale circuito delle librerie. Un patrimonio che, tra l'altro, è in continua crescita.

L'idea progettuale, che si concretizzerà entro l'anno, è stata presentata il 7 febbraio scorso ad Orsogna durante un incontro alla presenza del Sindaco Fabrizio Montepara, presidente di Res Tipica e anche vice presidente delle Città del Vino, l'istituzione dell'ANCI che riunisce tutte le associazioni delle Città di Identità; di Pietro Iadanza, presidente delle Città del Vino e del direttore dell'associazione Paolo Benvenuti.
L'idea di destinare lo spazio della Torre a biblioteca delle Città del Vino nasce con l'obiettivo ambizioso di fare di Orsogna un punto di riferimento culturale per gli oltre 500 comuni che fanno parte della rete, e di essere un punto di riferimento per tutti coloro che, a diverso titolo, studiano, ricercano, si documentano, approfondiscono la storia del vino in Italia. Enologi, sommelier, appassionati, studenti, studiosi e ricercatori potranno qui trovare pubblicazioni di difficile reperimento, perché spesso sono edite dagli stessi Comuni ma hanno una diffusione limitata ai loro territori.
La Torre di Bene, si presta per questa nuova destinazione; attualmente ospita già il Museo "M.Parlatore", insigne scultore orsognese di fine Ottocento e anche le opere del grande compositore di musiche da film Mario Nascinbene.

"Credo che una comunità come quella che io rappresento - ha detto il Sindaco di Orsogna - debba crescere sempre di più in esperienze e in benessere; un benessere non solo materiale, che può essere dato anche dalla cultura. Da qui è nata l'idea di rendere ancor più utile questo nostro patrimonio architettonico, unico nel suo genere, unendo la bellezza del territorio alla sua conoscenza. Lo spiccato senso di ospitalità che caratterizza la nostra gente saprà fare la sua parte, rendendo possibile accogliere nuove persone che si avvicineranno alla nostra comunità e anche nuove idee".
"L'occasione di creare questa nuova biblioteca - ha affermato il Presidente nazionale delle Città del Vino, Pietro Iadanza - è data anche dalla ristrutturazione in atto che stiamo portando avanti che prevede un vero e proprio decentramento di alcune nostre funzioni: la sede operativa sarà a Siena, la biblioteca ad Orsogna, il centro studi a Genzano di Roma presso il Palazzo Cesarini Sforza. Questo per dare delle opportunità nuove e diverse ai territori del vino che seguono più da vicino le nostre attività, i progetti, le iniziative di promozione. Vogliamo essere un'Associazione sempre più vicina ai nostri Comuni nel nome del vino e della sua cultura".

La Torre di Bene, che ha avuto funzioni di avvistamento e di segnalazione, essendo al confine estremo a nord del Regno di Napoli, a fine '800 fu luogo d'incontro di personaggi importanti della cultura italiana, come Francesco Paolo Tosti, Gabriele D'Annunzio, Francesco Paolo Michetti; secondo alcuni studiosi quest'ultimo dive qui per la prima volta Giuditta Saraceni, una giovane di Orsogna che divenne protagonista del suo famosissimo dipinto "La figlia di Iorio", realizzato per la Biennale di Venezia del 1895 dove ottenne il primo premio e ora esposto nella sala della Provincia di Pescara; il profilo della Maiella che si vede nel quadro è lo stesso che si può ammirare solo da Orsogna.
Come la maggior parte del patrimonio architettonico di Orsogna, la Torre subì notevoli danni nel corso del secondo conflitto mondiale, e nel dopoguerra rimase abbandonata fino aggiungere agli anni '90 del secolo scorso, quando il Comune acquisì l'immobile grazie ad un finanziamento regionale. Dall'inaugurazione del 1996, il Comune di Orsogna ha sempre cercato di utilizzarla in modo adeguato offrendo alla comunità uno spazio da dedicare ad iniziative culturali; la valorizzazione della Torre di Bene ora trova nuova spinta con la futura Biblioteca nazionale delle Città del Vino.