Decreto Mipaaf da bocciare sui diritti di impianto

Decreto Mipaaf da bocciare sui diritti di impianto


L’Associazione Nazionale Città del Vino boccia il decreto del Ministero per le politiche agricole sulla trasferibilità dei diritti d’impianto tra Regioni. Un duro colpo ai territori minori che ora rischiano di sparire dalle mappe enologiche italiane. A tutto vantaggio delle aree già forti e delle "mode" enologiche.
"Si tratta di un provvedimento sbagliato che rischia di impoverire le aree viticole più deboli dell’Italia, soprattutto al sud, in regioni come la Calabria, la Sardegna, la Basilicata e altre" afferma Paolo Benvenuti, direttore dell'Associazione Nazionale Città del Vino. La misura prevede una deroga che amplia fino al 2020 il tempo utile per la conversione di tali diritti, con l’abrogazione della possibilità di limitarne l’esercizio “ad ambiti territoriali omogenei e limitati a fine di tutelare le viticolture di qualità e salvaguardare gli ambienti orograficamente difficili”.
Il provvedimento - secondo l'Associazione - rischia di rafforzare da una parte le aree vitivinicole forti e di successo, soprattutto del nord, ma di impoverire dall’altra quei territori più fragili che invece meriterebbero maggiori attenzioni, interventi mirati e di sostegno alle loro viticolture.
“Facciamo notare anche il paradosso di un Paese, l’Italia, che si è battuto contro la liberalizzazione dei diritti di reimpianto a livello comunitario e che adesso va a scombinare sul proprio territorio una situazione che andrebbe curata invece con il bisturi – sottolinea ancora il direttore delle Città del Vino -. Si continua, inoltre, a considerare il patrimonio viticolo italiano solo per i suoi aspetti produttivi e di profitto con un’ottica miopie di breve periodo che rischia di compromettere le potenzialità enoturistiche di tanti nostri territori minori, che anzi potrebbero accrescere la loro ricchezza attraverso il turismo del vino”.