Il vino al tempo del coronavirus. Vino online, vino social, vino solidale. E dopo?

Il vino al tempo del coronavirus. Vino online, vino social, vino solidale. E dopo?


Il 2019 si è chiuso in modo positivo per il settore vitivinicolo italiano. Ma cosa accadrà nel 2020 dopo l’emergenza coronavirus? Iniziamo oggi un viaggio tra criticità, iniziative e proposte che stanno animando un periodo che porterà inevitabilmente cambiamenti anche dopo la fine dell’emergenza.

I dati definitivi sull’export del vino italiano elaborati dall’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini - ISMEA su base ISTAT per lo scorso anno ne confermano la continua crescita, per un totale di 6,4 mld di euro (+3,2% sul 2018). L’incremento maggiore si riscontra sui volumi, che sfiorano i 22 mln di ettolitri (+10% sul 2018) e che hanno permesso all’Italia di riconquistare il primato mondiale in volume. L’evoluzione degli introiti è stata però inferiore alle attese, con i prezzi medi in discesa, sia per dinamiche legate ai listini dei vini sia per quella correlata al diverso mix che compone il paniere delle esportazioni. Secondo il Report Cantine Italia dell'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (che proprio in considerazione del particolare momento di emergenza e prevenire fenomeni speculativi, il Mipaaf ha deciso di pubblicare online settimanalmente) alla data del 31 marzo sono oltre 54 mln gli ettolitri di vino, 5.9 mln gli ettolitri di mosti e oltre 260mila ettolitri di vino ancora in fermentazione in giacenza negli stabilimenti enologici italiani (una quantità leggermente inferiore rispetto alla stessa data dello scorso anno). Il 2019 si è dunque chiuso in modo positivo. Ma cosa accadrà nel 2020 dopo l’emergenza coronavirus?

Misure straordinarie a sostegno del mondo agricolo e del vino

Le previsioni dell’Osservatorio del Vino UIV per il 2020 sono fosche: 8 mln di ettolitri di invenduto tra mercato interno ed export, a luglio 60 mln di ettolitri di giacenze tra produzione e commercio, 3,4 mld di euro di perdite, il 25% del totale filiera. Anche se, grazie anche al lavoro di UIV e Anformape (Associazione Nazionale Fornitori Macchine Accessori e Prodotti per l’Enologia), nell’elenco dei Codici Ateco chiusi dai decreti, le imprese fornitrici di assistenza e ricambi alle cantine riescono a rimanere aperte mantenendo attivo un vasto comparto produttivo. Nel focus rilasciato sulle vendite di vino nei Paesi extra-Ue nel primo trimestre 2020, l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor vede l’Italia protagonista del commercio mondiale del vino in positivo nei primi 2 mesi del 2020 ma in ritirata a marzo, dopo la fine delle scorte anti-dazi statunitensi e in corrispondenza con l’inizio del lockdown da Coronavirus. Ristoranti e locali chiusi, eventi di ogni genere annullati (dai matrimoni ai festival, fino alle degustazioni) e alberghi completamente vuoti, hanno inoltre fatto crollare vertiginosamente la richiesta interna di vino, spingendo i produttori a puntare sulla grande distribuzione e sulle vendite online. 

La filiera del vino - che unisce le associazioni di categoria Confagricoltura, CIA, Alleanza delle Cooperative Italiane, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi - ha già sottoposto al Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Teresa Bellanova, alcune ipotesi di interventi europei e nazionali per far fronte all’impatto del Covid-19 sul mercato vitivinicolo, tra le quali: misure economiche e fiscali a sostegno della liquidità delle imprese, concessione di proroghe nella tempistica delle domande OCM e di deroghe nell’esecuzione dei programmi, investimenti e promozione, possibilità di destinare vino da tavola in giacenza alla distillazione al fine di ricavarne alcol ad uso medicale a disposizione della Protezione Civile, modifica delle disposizioni nazionali in materia di rese massime di uva per ettaro per i vini non a indicazione geografica che tenga conto delle diverse specificità produttive territoriali, introduzione dello strumento della vendemmia verde destinato all’eliminazione del prodotto, riduzione volontaria delle rese con un risarcimento al viticoltore, possibilità per alcune produzioni vitivinicole temporaneamente eccedenti o con difficoltà di sbocco sul mercato di ricorrere all’ammasso privato per una parte del quantitativo in giacenza. 

L’Associazione Nazionale Città del Vino ha condiviso le preoccupazioni e le richieste espresse alla Bellanova perché, sono le parole del Presidente Floriano Zambon, “questa emergenza globale produrrà nella filiera del vino enormi difficoltà. Non dimentichiamo, tra l'altro, che moltissime aziende imbottigliatrici offrono anche un eccellente servizio di accoglienza turistica e anche questa ulteriore possibilità di reddito mancato, a causa delle restrizioni in atto, per altro inevitabili se vogliamo contenere in qualche modo gli effetti negativi della pandemia, produrrà ulteriori difficoltà alle aziende. I Sindaci sono in questo momento in prima fila nel combattere l'emergenza e a fianco delle imprese che danno valore ai territori; un valore che dovrà essere nuovamente promosso al termine di questa emergenza, quando potremo tornare ad una vita normale, in modo ancora più determinato e efficace anche con misure da parte del Governo ancor più vicine alle esigenze delle Aziende." E si è attivata immediatamente con una serie di iniziative:

  • l’offerta ai Comuni di una piattaforma (gratuita) sviluppata in tempi record dalla Società Connectis srl di Prato, con cui collabora da alcuni anni, per la "Gestione smart della spesa in tempo di crisi - Pagina con elenco esercenti per la spesa intelligente”;
  • l’invito a diffondere sul web il messaggio #iobevoitaliano, sempre tenendo presente il concetto di consumo moderato e consapevole, al quale si aggiunge, ad esempio, #iobevoirpino lanciato dagli Ambasciatori delle Città del Vino dell’Irpinia e che ha ottenuto il sostegno morale della Provincia di Avellino
  • la proposta che siano defiscalizzate le spese per i viaggi degli italiani sul territorio nazionale, alla stregua di quanto accade per le spese mediche e sanitarie. Non appena sarà possibile, il desiderio di muoversi - anche se condizionato da norme di distanziamento sociale che potranno permanere ancora per un po’ di tempo - si diffonderà velocemente e magari già in autunno si potrà prevedere qualche breve vacanza nei fine settimana. “Poter detrarre le spese di viaggio e soggiorno, debitamente documentate così come facciamo per le spese mediche” - afferma Zambon - “incentiverebbe l'enoturismo, darebbe un senso di utilità sociale al proprio desiderio di svago e un contributo importante di solidarietà alla filiera e alle economie dei territori. Il provvedimento dovrebbe affiancare le iniziative del Governo intraprese per sostenere l’economia italiana e le imprese, perché il Made in Italy va tutelato prima che sia troppo tardi. L'agricoltura e il turismo sono due dei tanti pilastri dell'identità, del benessere e della bellezza italiana ed hanno quindi bisogno di essere sostenuti con ogni mezzo.” 

GESTIONE SMART DELLA SPESA IN TEMPO DI CRISI

L’Associazione Città del Vino, per combattere le difficoltà create dall’emergenza sanitaria provocata dal COVID-19, fa propria l’iniziativa della società Connectis srl di Prato, con cui collabora da alcuni anni che ha sviluppato, in tempi record, una piattaforma (gratuita) per i Comuni: "Gestione smart della spesa in tempo di crisi - Pagina con elenco esercenti per la spesa intelligente”.

Molti Comuni promuovono le iniziative di volontariato e di consegna a casa della spesa secondo lo slogan #iorestoacasa. Abbiamo pensato di far cosa gradita fornendo gratuitamente a tutti i Comuni soci di Città del Vino la possibilità di avere una pagina dedicata con mappa georeferenziata, filtro di ricerca e modulo di adesione.

Indichiamo come esempio il link seguente che si riferisce al Comune di Siena: www.spesadove.com/siena. Al momento l’applicazione di questo esempio è in fase iniziale, si stanno caricando i nominativi della lista attualmente presente sul sito web del Comune di Siena, e contestualmente si sta realizzando il motore di ricerca che ne permetta la selezione.

È necessario che gli esercenti del tuo territorio possano essere informati di questo servizio e si registrino; qualora il Comune decida di usufruire di questa possibilità è importante che la pagina venga pubblicizzata sui canali istituzionali.

Si tratta di uno strumento utile che può essere ulteriormente sviluppato anche al termine dell’emergenza, per offrire un analogo servizio ai soggetti che ne potranno avere bisogno.

Il lavoro preparatorio consiste in queste fasi:

  • Motore di ricerca per categoria merceologica e modalità di acquisto:Consegna a domicilio, Ritiro in negozio su prenotazione, Ingresso su prenotazione, Accesso con coda gestita da sistema di prenotazione remoto e locale (#senzafila), Accesso con coda gestita da numerino in loco, Coda con operatore alla porta, Chiuso
  • Area riservata per gli esercenti affinché possano correggere le proprie informazioni.
  • Pubblicazione di un sistema di prenotazioni online #senzafila che permetta di gestire meglio le code (consierge) (come ufist e/o in integrazione con loro) (vedi simulazione allegata).
  • Integrazione nella mappa dello stato di avanzamento della coda e tempi previsti di attesa per gli esercenti che usano un sistema #senzafila.
  • Integrazione con sistema di videocall Connectis tramite semplice link per dare la possibilità di dialogare semplicemente anche VEDENDO la merce (es.: macelleria, gastronomia e ortofrutta).

Per coprire i costi Connectis non chiede nulla agli esercenti o al Comune; è sufficiente la disponibilità a lasciare uno spazio banner non invasivo nelle pagine (da sottoporre ad approvazione al Comune).

Visti i problemi di ordine pubblico che potranno presentarsi in alcune aree del Paese, ci sarebbe anche la possibilità di creare in meno di 24 ore degli shop online per gli esercenti con pagamento anticipato con carta di credito. In questo caso il servizio avrebbe dei costi e non potrà essere a titolo totalmente gratuito.

Questa idea è sufficientemente flessibile per seguire in tempo reale le situazioni contingenti e regolarsi in funzione delle esigenze della cittadinanza e dei Comuni, vedi, ad esempio, la fornitura di cancelleria e prodotti di cartoleria per i bambini che continuano la scuola in remoto, ma stanno consumando penne, matite, ecc. mentre e le cartolerie sono chiuse, ma possono fare consegne a domicilio.

Se sei interessato a sviluppare il progetto, GRATUITAMENTE, puoi contattare Connectis srl nella persona di Vittorio Caputo al seguente indirizzo mail: v.caputo@connectisweb.com - 3480816873

Tutte queste iniziative - insieme all’impegno non meno importante di dare continuità alla formazione ed all’innovazione sui temi della sicurezza alimentare ed enologica, dell’enoturismo, sostenibilità ambientale, conoscenza dei principali strumenti utili a migliorare i processi interni e gestionali - si propongono di aiutare a salvare migliaia di posti di lavoro nelle vigne, nelle cantine, nella filiera enoturistica, nei servizi e nella distribuzione. A pesare sul mercato è la chiusura forzata di ristoranti, enoteche e bar che si è estesa anche all’estero, dove si sono verificate disdette di ordini di vino italiano a causa degli effetti catastrofici del virus che si sono diffusi. Oltre alle disdette delle prenotazioni giunte in questi giorni alle strutture agrituristiche, anche a causa dell’impossibilità di raggiungere l’Italia dall’estero. Seguendo le disposizioni delle autorità sanitarie dovremo restare a casa ancora per qualche settimana o forse anche di più, ma anche qui possiamo godere di un buon vino italiano DOC e DOCG e magari comprare più vino del proprio territorio: le nostre piccole e medie aziende agricole, moltissime delle quali offrono accoglienza enoturistica - in questo momento hanno bisogno di un concreto aiuto. TO BE CONTINUED... (di Alessandra Calzecchi Onesti) 

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