No agli OGM: cresce il numero degli aderenti alla Task Force per una Italia libera da organismi geneticamente modificati

No agli OGM: cresce il numero degli aderenti alla Task Force per una Italia libera da organismi geneticamente modificati


Con l'adesione dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica e del Movimento dei Consumatori salgono a 35 le associazioni aderenti alla "Task Force per un'Italia libera da Ogm". Ne fanno parte, tra gli altri, l'Associazione  Nazionale Città del Vino, Acli, Adusbef, Associazione italiana agricoltura biologica, Confederazione italiana agricoltori, Cna Alimentare, Codacons, Coldiretti, Fondo ambiente italiano, Federconsumatori, Federparchi, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Wwf, ed altre organizzazioni ambientaliste e di categoria. La Task Force è nata alcuni anni fa per contrastare le spinte sempre più forti ed insistenti - di alcune multinazionali - che sollecitano i governi ad introdurre l'uso di organismi geneticamente modificati soprattutto in agricoltura.

In Europa la maggioranza dei consumatori è contraria all'uso degli Ogm e presta sempre maggiore attenzione alle etichette dei prodotti in commercio: leggono - nonostante siano scritte piccolissime! - gli ingredienti per scrutare se vi sono ogm dichiarati; in Italia sono quasi otto su dieci (per la precisione il 76 per cento) coloro che sono contrari all'utilizzo di organismi geneticamente modificati in agricoltura.

La Task Force ha giudicato molto positiva la recente decisione dell'Italia di partecipare al gruppo di dodici Paesi europei che hanno chiesto formalmente alla Commissione Ue di ritirare la proposta che recentemente autorizzava la coltivazione del nuovo mais transgenico 1507. Un atteggiamento che si deve tradurre in comportamenti coerenti anche a livello nazionale dove in Friuli Venezia Giulia non si è adeguatamente intervenuti sulla semina clandestina di mais ogm con evidenti problemi di inquinamento ambientale. Il concetto di precauzione non basta; il modello agricolo italiano non possiede le caratteristiche per poter convivere con coltivazioni ogm in quanto non può esistere fisicamente una distanza di sicurezza tra un terreno coltivato con seminativi ogm ed uno condotto in modo tradizionale: la contaminazione è inevitabile e così facendo si metterebbero a rischio le produzioni tipiche di qualità.

L'Italia, infatti, è leader non solo in Europa nella qualità e nella unicità delle produzioni agricole e agroalimentari e pertanto "ha il dovere di porsi a capofila nelle politiche di difesa del territorio dalle contaminazioni" ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. "Gli organismi geneticamente modificati in agricoltura - afferma Pietro Iadanza, presidente delle Città del Vino - pongono problemi di sicurezza ambientale e alimentare che non sono accettabili, e perseguono un modello di sviluppo che non ci appartiene; è un modello alleato dell'omologazione e nemico del Made in Italy."(di Alessandra Calzecchi Onesti)

 

Task Force per un'Italia libera da OGM
Via XXIV maggio, 43
00186 Roma
Tel 06.4682311/398
Fax 06.4682214