“Anglona e Coros - Terre di tradizione”: Il vino come attrattore turistico principale

“Anglona e Coros - Terre di tradizione”: Il vino come attrattore turistico principale


Grazie al P.R.S. 2014-2019 - Strategia 5.8”, che ha destinato 26 milioni di euro di nuova finanza (23,5 per le opere pubbliche e 2,5 a bando per le imprese private) al nord ovest dell’Isola, nel 2018 la Regione Sardegna ha finanziato il Progetto di Sviluppo Territoriale “Anglona e Coros - Terre di tradizione”, frutto della programmazione studiata, elaborata e condivisa con le “Unioni dei Comuni del Coros” (Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Muros, Olmedo, Ossi, Putifigari, Tissi, Uri, Usini) e dell’“Anglona” (Bulzi, Castelsardo, Chiaramonti, Erula, Laerru, Martis, Nulvi, Perfugas, Santa Maria Coghinas, Sedini, Tergu, Valledoria), in Provincia di Sassari. Ogni Comune doveva lavorare sulla sua idea di sviluppo per la propria comunità, identificando su quali attrattori puntare. Tra le varie Misure previste si poteva scegliere dall’archeologia ai servizi essenziali per il territorio (per es. impiantistica sportiva), dal miglioramento dei servizi per la qualità della vita alla competitività delle imprese, dalla ricettività turistica all’agricoltura.

L’Amministrazione di Usini (Città del Vino) ha scelto unanimamente il vino come principale attrattore economico, turistico, culturale ed enogastronomico, sostenendo proprio l’attività agricola in virtù dell’ormai consolidata realtà vinicola rappresentata al momento da 9 aziende (circa 3 milioni di euro di fatturato) e da numerosi privati che coltivano i circa 310 ettari vitati a fronte dei 689 ettari di tutto il Coros. Il Comune ha ricevuto circa un milione e 512 mila euro per opere pubbliche tra Corte Diaz (attualmente “Museo della civiltà contadina), il completamento e ampliamento dei circa 10 Km. delle ippovie comunali (che si collegano agli altri 60 Km. circa dei Comini di Uri, Putifigari, Tissi, Ossi, Florinas e Ploaghe) e la riqualificazione della Chiesa di Santa Croce.

La proposta di intervento Le Corti e le cantine del Cagnulari prevede il restauro, la riqualificazione e messa a norma delle strutture e degli spazi della Corte Diaz - che sino alla prima metà del 1900 ha funzionato come vero e proprio centro agricolo - a partire dalla catalogazione di tutte le attrezzature e apparecchiature presenti nell’area cortilizia e nei locali adibiti alla lavorazione della vite e dell’olivo.

Questo recupero architettonico consentirà anche la creazione di nuovi spazi espositivi proprio per la valorizzazione del vino di Usini e delle nostre realtà produttive che basano le loro attività sulla lavorazione e promozione dei nostri prodotti tipici. Con particolare attenzione al Cagnulari, vino rosso che nasce da un vitigno autoctono, riscoperto e valorizzato a Usini oltre 30 anni fa da “zio Billia” Cherchi, titolare dell’omonima azienda

Proprio a Usini, "paese dell’ospitalità e della Vermentina" e alle sue buone pratiche, lo scorso 19 giugno è stata dedicata una delle “tappe” de “In viaggio con le Città del Vino” (Diretta Facebook: https://www.facebook.com/citta.delvino.3), il nuovo progetto in collaborazione tra l'Associazione Nazionale delle Città del Vino, il suo Osservatorio Nazionale sul Turismo del Vino e i vari Comuni/Territori dell'Italia del Vino. La Programmazione Territoriale finalizzata alla valorizzazione turistica è stata  presentata da Giovanni Antonio Sechi (Assessore alle Attività Produttive del Comune di Usini e Coordinatore Regionale per la Sardegna delle Città del Vino) e dai rappresentanti della Cantina Cherchi, pluripremiata al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino: il titolare Salvatore Cherchi e l’enologo Pier Michele Chessa. (di Alessandra Calzecchi Onesti)