Lettera aperta a Matteo Renzi

Lettera aperta a Matteo Renzi


In un paese come l'Italia, il territorio e la bellezza sono le armi per uscire dalla crisi: ne consegue che dobbiamo difenderli entrambi. Di conseguenza, l'attenzione sull'importanza del territorio rurale, sul ruolo dei Comuni, sul rapporto tra agricoltura e turismo, sulla funzione della cultura e la debolezza dimostrata dalla politica nei confronti di questi temi sono al centro di questa lettera aperta che l'Associazione Nazionale Città del Vino ha inviato a Matteo Renzi, ponendo alla sua attenzione alcune riflessioni e richieste per la futura azione di governo. 
Nonostante la crisi, l'agricoltura, e la viticoltura in particolare, hanno assunto un ruolo sempre più importante per la nostra economia, attivando un ampio movimento socio economico caratterizzato dallo sviluppo di numerose attività indotte: basti pensare al turismo del vino, con i quasi 5 milioni ed oltre di enoturisti che viaggiano per l'Italia e gli oltre 3 miliardi di euro di fatturato, le 170 strade del vino e dei sapori, l'enogastronomia e le diffuse forme di ricettività turistica sui territori.
 
Questo positivo fermento non ha avuto, da anni, una efficace "governance"! Troppi ministri per le politiche agricole si sono succeduti nel giro di pochi anni, mortificando le politiche verso un settore che invece deve essere consideralo strategico, ancor più in vista dell'appuntamento di EXPO 2015 a Milano.
L'intreccio tra agricoltura di qualità, ambiente e paesaggio, storia e cultura rappresentano i fattori attrattivi del nostro Paese; se questo è un dato di fatto, questi temi devono trovare nell'ambito del Ministero per le politiche agricole e del Governo una sintesi operativa.

I Comuni e le loro reti, come Città del Vino o dell'Olio, hanno intessuto azioni di promozione innovative negli anni passati, spesso intuendo e anticipando tendenze e attivando buone pratiche nella gestione dei territori.
Ma oggi i Comuni italiani stanno attraversando un periodo di forte crisi, soprattutto di carattere finanziario, che impedisce di svolgere il loro ruolo di custodi del territorio. La qualità della vita nei territori molto dipende, infatti, dai servizi che gli enti locali sono in grado di erogare ai cittadini e alle imprese, servizi messi a rischio da politiche governative di tagli e di imposizioni fiscali. E Renzi, che è un sindaco, tutto questo lo sa bene.

Per questi motivi, secondo l'Associazione Nazionale Città del Vino, occorre:
* fermare il consumo di suolo agricolo a fini cementificatori;
* favorire il recupero abitativo e per l'accoglienza turistica dei borghi rurali;
* dotare il territori rurali di adeguate infrastrutture web;
* sostenere le imprese agricole che tutelano il territorio;
* sostenere le candidature UNESCO dei territori vitati italiani;
* snellire la burocrazia che in agricoltura (e non solo) è soffocante;
* riscrivere e rifinanziare la legge nazionale sulle Strade del Vino (268/99);
* tutelare i vitigni antichi e autoctoni, ribadre il NO agli OGM, sostenere la cultura della dieta mediterranea;
* sostenere azioni di comunicazione e formazione contro gli abusi dell'alcol: il vino è cultura;
* lotta dura alla contraffazione dei prodotti agro alimentari italiani;
* favorire l'integrazione degli immigrati che trovano nel comparto agricolo occasioni di lavoro e di cittadinanza, combattendo sfruttamento e lavoro nero;
* maggiore intreccio delle politiche ambientali, culturali, agricole e turistiche;
* sostenere la formazione e la ricerca, gli istituti agrari e le scuole alberghiere;
* supportare i finanziamenti europei per favorire la partecipazione ai bandi di enti pubblici e imprese visto che le banche non svolgono più questo ruolo;
* riconoscere il ruolo delle Associazioni di Città di Identità titolate (Città del vino, Città dell'Olio) quali strumenti di promozione del territori rurali.