Diamo il benvenuto a Povoletto

Diamo il benvenuto a Povoletto


L'Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Povoletto (UD), il cui nome sembra derivare da una coltivazione di pioppi (populetum), un tempo assai diffusa, anche se non va dimenticata l'esistenza, attestata in un antico documento, di un'ampia zona a pascolo (pabuletum).

Un agglomerato urbano risalente alla colonizzazione romana del territorio è confermato da numerosi frammenti di embrici e mattoni, caratteristici del periodo, che affiorano qua e là durante le arature, sempre più profonde, dei campi e ci svelano, tra l'altro, l'esistenza di una rete di canalizzazione delle acque ad uso domestico. La frazione capoluogo viene nominata per la prima volta in un documento del 28 novembre 1234.

Prospiciente l'ampia piazza c'è l'attuale parrocchiale aperta al culto nel 1791 mentre l'antica, anteriore al 1350, si trova nell'area cimiteriale.Nell'immediata periferia sorgono fabbriche e capannoni artigianali mentre, immerse nel verde delle coltivazioni, si estendono moderne aziende zootecniche. Numerosi i punti di interesse del territorio che meritano un visita: lee Ville Domus Magna (Belvedere), Villa Zanardi Landi (Marsure di Sopra), Villa Mangilli Schubert (Marsure di Sotto), Villa Coren - Cecioni (Siacco), Villa Savorgnan (Savorgnano) e Villa Mangilli (Savorgnano), la vecchia chiesa di S. Martino in Salt (Salt), il Castello della Motta (Savorgnano), l'oratorio di Sant’Eurosia (Marsure di Sopra).

Il Comune è compreso nell’ambito territoriale di tre importanti Denominazioni di Origine Controllata. La parte pianeggiante, caratterizzata da terreni sciolti, ghiaioso-sassosi, fa parte della DOC Friuli Grave; la parte collinare e pedecollinare rientra nell’ambito della DOC Friuli Colli Orientali e della DOCG Friuli Colli Orientali Picolit. Molti i tesori enologici - vini bianchi (Picolit, Verduzzo, Chardonnay, Friulano, Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling renano, Sauvignon, Traminer aromatico) e rossi (Cabernet franc (Carmenere), Cabernet Sauvignon, Merlot, Moscato rosa, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco di Faedis (o Nostrano) - come documentato anche da questo testo tratto dal libro “Povoletto” edito dall’Amministrazione comunale nel 2008: “Il comprensorio dei Colli Orientali del Friuli si estende lungo la fascia collinare orientale della provincia di Udine a ridosso del confine con la repubblica Slovena. Si tratta di rilievi collinari assai omogenei in quanto ad origine; frutto di una storia geologica che risale a quando la pianura friulana era invasa dal mare. Nel corso dei millenni, mareggiate, fiumi e torrenti trasportarono detriti, sabbie e argille dando origine a un lento processo di sedimentazione. Quando il mare si ritirò emersero dei rilievi che oggi sono i Colli orientali. Nel corso dei secoli il profilo dei pendii è stato modellato dalla paziente opera di sistemazione di generazioni di viticoltori. Stretti fra le Alpi Giulie e il mare Adriatico i Colli orientali godono di un’ottima posizione geografica pere la viticoltura: la vite trova riparo dalle fredde correnti del nord e gode di una costante ventilazione. Le Grave del Friuli si estendono invece in una vasta superficie della regione a cavallo tra le provincie di Udine e Pordenone. Si tratta di un’ampia area formata grazie ai sedimenti calcareo dolomitici che il Meduna, il Cellina e il Tagliamento hanno strappato alla montagna e trascinato lungo il loro letto. Le montagne, oltre ad aver dato l’origine al terreno svolgono la funzione di riparo dalle correnti di vento freddo provenienti da Nord; non meno importante, infine, è la presenza del mare Adriatico che ha favorito la nascita di un clima adatto alla coltivazione della vite. Il tocco finale, però spetta all’ampia distesa pietrosa ai piedi delle piante, che svolge un duplice effetto; durante il giorno, riflette il calore e la luce necessari alla maturazione delle uve, mentre la notte restituisce il calore accumulato nelle ore più assolate. Tale influenza è importante soprattutto nelle notti di fine estate, poiché permette di allungare la stagione della vendemmia e ottenere così uve più zuccherine. Entrambe le aree, come detto, sono considerate D.O.C e per meglio favorire uno sviluppo integrato fra le risorse economiche e quelle ambientali, sono stati creati  due consorzi di tutela: il Consorzio vini D.O.C “Colli Orientali del Friuli” costituito a Cividale il 18 aprile 1970 e il Consorzio tutela Vini D.O.C. "Grave del Friuli" istituito il 23 novembre 1972, grazie alla sponsorizzazione della CCIAA di Pordenone. Tra gli obiettivi di questi enti vi è indubbiamente quello di far conoscere al mercato le qualità dei vini D.O.C nostrani, attraverso azioni mirate di comunicazione e marketing, ma altrettanto rilevante è quello di innovare nel campo dell’agricoltura senza rinunciare alle tradizioni, per questo vengono forniti agli associati strumenti di consulenza e assistenza tecnica, specialmente nell’ambito dell’enologia. L’attività del consorzio dei Colli Orientali del Friuli ha permesso, inoltre, l’ottenimento nel 2006 della D.O.C.G per il Picolit. …”.